Responsabile del
Servizio
Redattore del Piano |
Com.te P.M. Magg.
Mario
Santoro
S. Amm.
Donato Difonzo
|
Aggiornato al 31 dicembre 2007.
LEGENDA ABBREVIAZIONI
Le dizioni per esteso saranno sintetizzate secondo le seguenti sigle:
| Protezione Civile
|
P.C.
|
| Servizio Comunale di Protezione
Civile
|
S.C.P.C.
|
| Comitato Comunale di Protezione
Civile
|
C.C.P.C.
|
| Ufficio Comunale di Protezione Civile
|
U.C.P.C.
|
| Centro Operativo Comunale di
Protezione Civile
|
C.O.C.
|
| Piano Comunale di Protezione Civile
|
P.C.P.C.
|
| Gruppo Comunale Volontari di
Protezione Civile
|
G.C.V.P.C.
|
| Polizia Municipale
|
P.M. |
| Amministrazione
Comunale |
A.C. |
| Ufficio Territoriale del Governo |
U.T.G. |
PREFAZIONE
"Dotarsi del Piano Comunale di Protezione Civile, credo sia un segno di avveduta civiltà.
Le emergenze, purtroppo, sono dietro l’angolo.
Si presentano quando meno le si aspettano.
La loro caratteristica è la sorpresa.
Sapere di avere in quel momento uno strumento di immediato ed incisivo intervento, è per ogni Sindaco - che in ogni emergenza è il responsabile, in accordo con S.E. il Prefetto, della gestione dei soccorsi sul territorio comunale – una sicurezza di poter far fronte alle inaspettate ed improrogabili necessità nei migliori dei modi, avvalendosi delle energie migliori che in quei momenti si possono attivare.
Il Sindaco, comunque, nulla può se non è adeguatamente supportato da esperienze, competenze, idee, suggerimenti, proposte, mezzi, persone, associazioni e quant’altro necessario se si dovesse presentare un qualsiasi stato di emergenza.
A questo serve il Piano Comunale di Protezione Civile.
E’ un “vademecum” importante, una traccia di immediatezza, un elenco di disponibilità concrete e solidali, una agenda telefonica e di persone sulle quali poter contare.
Il Comando di Polizia Municipale, dove risiede il cuore pulsante del Piano
Comunale di Protezione Civile, insieme alle Associazioni che hanno collaborato, ha svolto un egregio lavoro che – è bene ribadire - non sarà mai sufficiente, dovessero presentarsi serie emergenze, se non sarà sostenuto concretamente da interventi e sostegni sovracomunali.
Il ringraziamento sincero, a nome della Cittadinanza tutta e mio personale, è un atto dovuto.
Voglio sinceramente augurare a tutti, comunque, che il Piano rimanga soltanto un lavoro accademico e che sia sempre scongiurato ogni genere di emergenza."
Avv. Vito Lillo
- Sindaco
PRESENTAZIONE
“Il valore della pianificazione diminuisce con la
complessità dello stato delle cose”, l’Imperatore Ottaviano
Augustus.
Questa frase ci fa capire che non si può pianificare nei minimi
particolari, perché l’evento, per quanto previsto sulla carta, al
suo esplodere è sempre diverso.
Pertanto, nel presente P.C.P.C. si è
tenuto conto del concetto chiave della pianificazione di emergenza:
cercare di prevedere tutto, ma lasciarsi un margine di flessibilità
per "l'assoluto imprevedibile".
Impegno dell'A.C. di Santeramo in Colle è quello di considerare la materia “Protezione Civile”,
non solo nell'ottica della gestione dell'emergenza, ma come un servizio continuativo e diffuso, di cui viene garantito il
funzionamento anche in tempi ordinari, rifacendosi
al contenuto dell'art. 1 del D.M. 28.05.1993, in cui vengono individuati i
servizi indispensabili che i Comuni devono garantire al cittadino:
insieme all’acquedotto, la fognatura, l’ufficio tecnico, l’anagrafe,
il citato D.M. individua anche i servizi di Protezione
Civile, di pronto intervento e di
sicurezza pubblica.
La necessità di attivare i programmi di previsione e prevenzione
dei rischi attesi nel territorio comunale e quindi assicurare un
modello d’intervento per il soccorso della popolazione sinistrata
e successivamente il superamento della fase di emergenza, è alla
base del presente documento, elaborato secondo le seguenti norme: |
|
L. 24.02.1992, n. 225 |
Istituzione del servizio nazionale della Protezione
Civile; |
|
D.Lgs. 31.03.1998, n. 112 |
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del
capo I della L. 15.03.1997, n. 59; |
|
L.R. Puglia 30.11.2000, n. 18
|
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
in materia di boschi e foreste, Protezione
Civile e lotta agli
incendi boschivi; |
|
Modello
operativo d’intervento denominato Augustus adottato dal
Dipartimento Nazionale di Protezione Civile;
|
|
Pianificazione di emergenza
inerente il rischio idrogeologico e idraulico della Prefettura - U.T.G. di Bari
(Decreto Prefettizio n. 167 del 28.05.2004); |
|
Protocollo d’intesa delle linee
guida regionali approvate con Deliberazione di Giunta Regionale n.
255 del 07.03.2005 - B.U.R.P. n. 50 del 06.04.2005; |
|
Regolamento del Servizio Comunale di Protezione Civile del Comune di Santeramo in
Colle - Delibera di C.C. n.
62 del 28.12.2005; |
|
“Indicazioni per il coordinamento
operativo di emergenze …” emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della
Protezione Civile – rep. n. 1636 del
02.05.2006; |
|
Linee guida per la gestione delle emergenze della Provincia di
Bari, prot. n. 3207 del 28.07.2006; |
|
Decreto del Sindaco
n. 39 del
18.09.2006 - Istituzione del Centro Operativo
Comunale di
Protezione Civile;
|
|
Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o
intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Cvile -
Commissario delegato ai sensi dell'O.P.C.M. 28 agosto 2007, n.
3606. |
Il presente documento deve essere letto ed inteso in forma dinamica,
in continua evoluzione ed in sinergia con la
Prefettura - U.T.G. di Bari, la Regione, la Provincia, con i Comuni facenti
parte del C.O.M. 6 BA e con i Comuni limitrofi.
Nel presente P.C.P.C. si sono ricercati costantemente la massima
semplicità e comprensibilità dei contenuti, la semplificazione per
l’attuazione degli interventi, rapportati a quelle che sono le risorse
economiche e umane di cui l'A.C. dispone.
Il P.C.P.C. viene attivato in seguito al manifestarsi delle condizioni
previste nello stesso o su richiesta di organi superiori,
integrando le situazioni non previste, con decisioni autonome a
discrezione del Sindaco e del responsabile del servizio.
|
OBIETTIVI
GENERALI
Nel presente P.C.P.C. è stato analizzato il territorio comunale, in funzione
dei possibili rischi attesi, per poter meglio programmare ed organizzare insieme agli enti e
strutture preposte, le attività di previsione, prevenzione e concorso agli
interventi di emergenza.
Priorità assoluta è data alla salvaguardia dei cittadini e dei beni pubblici e
privati.
Secondo le definizioni indicate dall'art. 3 della L. 225/92, si deve intendere per:
- Previsione: “attività dirette allo studio ed alla determinazione delle
cause dei fenomeni calamitosi, alla identificazione dei rischi e alla
individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi”;
- Prevenzione: “attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che
si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi anche sulla base
delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione”.
Il P.C.P.C. costituisce lo strumento unitario di risposta coordinata del
sistema locale di P.C., a qualsiasi tipo di situazione di crisi o di
emergenza, avvalendosi delle conoscenze e delle risorse disponibili sul
territorio; viene definita la catena di comando, il coordinamento organizzativo,
individuate
le risorse umane e materiali esistenti sul territorio, necessarie per l'attuazione
degli interventi da porre in essere, per fronteggiare e superare
l'emergenza.
L’articolo 15 della L. 225/92 assegna al Comune un ruolo da
protagonista in tutte le attività di P.C. (previsione, prevenzione,
soccorso e superamento dell’emergenza) e soprattutto nella fase di
gestione dell’emergenza.
Il Sindaco, che è Autorità Comunale di P.C., al verificarsi di una
situazione di crisi, acquisite le opportune e dettagliate
informazioni sull’evento, in virtù dell'art. 2, della L. 225/92,
lett. a) e lett. b), assume la direzione dei servizi di soccorso
ed assistenza alla popolazione colpita e provvede all’adozione dei
necessari provvedimenti.
Il Sindaco quindi, in emergenza è il responsabile, in accordo con il
Prefetto, della gestione dei soccorsi sul territorio comunale, nonchè
del coordinamento dell’impiego di tutte le risorse umane e materiali
disponibili.
La struttura comunale di P.C. ha carattere di servizio permanente, preordinato ad
assistere e supportare il Sindaco, svolgendo le funzioni organizzative
preparatorie e propedeutiche connesse alla gestione delle emergenze.
Sono attuate le attribuzioni del Sindaco rivenienti dall'art.
108, punto c) del D.Lgs. 112/98, ovvero: |
|
l’attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli
interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani
regionali; |
|
l’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla
preparazione dell’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi
in caso di eventi calamitosi in ambito comunale; |
|
la predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali di emergenza,
anche nelle forme associative e di cooperazione e, in ambito montano,
tramite le comunità montane, e alla cura della loro attuazione, sulla
base degli indirizzi regionali;
|
|
l’attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi
urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza;
|
|
la vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di P.C.,
dei servizi urgenti;
|
|
l’utilizzo del volontariato di P.C. a livello comunale e/o
intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali. |
| Particolare
attenzione è stata posta, in riferimento all'art.
12 della L. 265/99, sul dovere del Sindaco, di informare
tempestivamente la popolazione sulle situazioni di pericolo o connesse
alle esigenze di P.C..
|
Il presente P.C.P.C.:
è integrato con il livello
provinciale, regionale e statale di pianificazione e gestione
dell’emergenza;
è costantemente aggiornato.
STRUTTURA
DEL PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Il presente P.C.P.C. è strutturato in tre sezioni fondamentali:
|
A |
PARTE GENERALE:
|
contiene tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio
comunale, alla elaborazione
degli scenari di rischio attesi, alla definizione dei livelli di
allerta, necessari all’attivazione delle fasi operative.
|
|
B
|
LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE E STRATEGIA OPERATIVA:
|
sono gli obiettivi preventivamente individuati ed indispensabili, che il
Sindaco, in qualità di Autorità comunale di P.C., deve conseguire,
per fronteggiare una situazione di emergenza, nell'ambito della
direzione unitaria dei servizi di soccorso e di assistenza alla
popolazione.
|
|
C
|
MODELLO DI INTERVENTO:
|
consiste nell'assegnazione delle
responsabilità e dei compiti nei vari livelli di comando e controllo per la gestione
dell'emergenza a livello comunale; vengono riportate le procedure
suddivise in diverse fasi operative, per l'attuazione più o meno
progressiva delle attività previste nel P.C.P.C., in base alle
caratteristiche ed all'evoluzione dell'evento, in modo
da consentire l'utilizzazione razionale delle risorse ed il coordinamento
degli operatori di P.C. presenti sul territorio.
|
Parte integrante del presente P.C.P.C. sono:
il database del sistema informativo “Sirio”,
contenente i dati delle risorse pubbliche e private (file in microsoft office
access), distribuito dalla Prefettura
- U.T.G. di Bari gratuitamente a tutti i Comuni della provincia di Bari (nota
prot. n. 1100/20.2/GAB. del 17.10.2002);
il database anagrafico della popolazione
residente (file in microsoft office excel);
il database delle aziende agricole e allevamenti (file
in microsoft office excel);
le schede dati delle aree di emergenza e dei
cancelli stradali di ingresso;
le schede C.O.C.;
la modulistica (interna ed esterna);
l'elenco telefonico dei numeri di emergenza.
Nel rispetto del D.Lgs. 196/2003
“Codice in materia di protezione dei dati personali”, i citati
database, schede e numeri telefonici, che contengono una serie di dati sensibili,
sono protetti da usarname e password e consultati
esclusivamente per l’aggiornamento e in caso di emergenza, dal
responsabile del S.C.P.C. Magg. Mario Santoro e dal collaboratore S.
Amm. Donato Difonzo e da chi eventualmente espressamente delegato.
A – PARTE GENERALE
| A.1 |
Inquadramento generale |
|
A.1.1 |
Popolazione |
|
A.1.2 |
Altimetria |
|
A.1.3 |
Morfologia |
|
A.1.4 |
Idrografia - Invasi |
| A.1.5 |
Edifici strategici e di interesse pubblico |
| A.1.6 |
Vie di comunicazione |
| A.2 |
Cartografia di base |
| A.3 |
Strumenti di pianificazione |
|
A.4
|
Scenari degli eventi attesi
|
|
A.4.1
|
Rischio idrogeologico
|
|
A.4.2
|
Rischio sismico
|
|
A.4.3
|
Rischio incendio boschivo
|
|
A.4.4
|
Rischio ondate di calore
|
| A.4.5
|
Rischio siccità - interruzione erogazione idrica
|
| A.4.6
|
Rischio incidenti vari
|
| A.4.7
|
Rischio rifiuti urbani
|
| A.4.8
|
Rischio blocco circolazione stradale
|
|
A.5
|
Aree di emergenza
|
|
A.5.1
|
Aree di attesa della popolazione
|
|
A.5.2
|
Aree di ricovero della popolazione
|
|
A.5.3
|
Aree di ammassamento dei soccorritori |
|
A.6
|
Cancelli Stradali di Ingresso |
|
A.7
|
Indicatori di evento e risposte della struttura comunale di P.C.
|
A.1 – Inquadramento generale
Il Comune di Santeramo in Colle è stato insignito del titolo di Comune
Europeo, con consegna della Bandiera Europea, in data 05.11.1988; è
soggetto capofila per il programma, la gestione e l'attuazione del PIT
(Progetto Integrato Territoriale) n. 4 - Area della Murgia, fa parte del
PIS (Progetto Integrato Settoriale).
|
Denominazione |
Comune di Santeramo in Colle |
Provincia di Bari - Regione Puglia |
| Autorità di Bacino |
Autorità di Bacino della Puglia |
|
| Comunità Montana |
Murgia Sud Est Barese |
|
|
Estensione del territorio |
kmq. 143,45 |
|
| Fogli I.G.M.
[1 : 50.000] |
n. 455 - 472 - 473 |
|
| Tavola I.G.M. [1 : 25.000] |
n. 189 |
|
| Sezioni C.T.R.[1 : 10.000] |
n. 455130/40/50 - n. 473010/20/30/50/60 - n. 472040/80 |
| Comuni confinanti |
Acquaviva delle Fonti |
posiz. nord - est |
dist. km. 15 |
|
Cassano Murge |
posiz. nord |
dist. km. 12 |
|
Altamura |
posiz. nord - ovest |
dist.
km. 19 |
|
Matera
|
posiz. sud - ovest |
dist.
km. 24 |
|
Laterza
|
posiz. sud |
dist. km. 21 |
|
Gioia del Colle |
posiz. est |
dist. km. 15 |
| Sede Municipale |
piazza Dott. G. Simone, 8 |
|
|
Latitudine |
40° 47’ 38’’ 40 N |
|
Longitudine |
16° 45’ 21’’ 96 E |
|
Gradi decimali |
40,794 - 16,7561 |
| Telefono centralino |
080.3028311 |
|
| Sito internet |
www.comune.santeramo.ba.it |
|
| E - mail |
info@comune.santeramo.ba.it |
|
| Catasto |
I330 |
|
| Istat |
072041 |
|
| C.A.P. |
70029 |
|
| |
|
|
|
Servizi essenziali presenti sul territorio
|
| Rete idrica e fognaria |
AQP |
800.735735 |
|
Rete gas metano |
GAS NATURAL ITALIA |
800.829344
|
|
Rete elettrica |
ENEL |
800.900800 |
|
Servizio di igiene urbana |
TRA.DE.CO. |
800.220960 -
080.3026694 |
|
|
|
Risorse
essenziali presenti sul territorio |
|
Comando di P.M. - S.C.P.C. |
|
|
Risorse umane |
Mezzi |
|
|
N. 6 Ufficiali |
N. 1 fuoristrada 4 x 4
con barra segnalazioni
luminose |
|
|
N. 13 Agenti |
N. 2 autovetture
con barra segnalazioni
luminose |
|
|
N. 1 Specialista ammin.vo - esperto di P.C. |
|
|
Amministrazione Comunale |
|
|
Risorse umane |
Mezzi |
|
|
N. 6 Dirigenti |
N. 1 autovettura 4 x 4 |
|
|
N. 16 Specialisti ammin.vi |
N. 2 autovetture |
|
|
N. 3 Assistenti sociali |
N. 1 quadriciclo trasporto merci |
|
|
N. 22 Istruttori ammin.vi |
|
|
|
N. 13 Esecutori ammin.vi |
|
|
|
N. 12 Operai |
|
|
|
N. 2 Autisti |
|
|
Volontariato di P.C.
|
|
Ass. Pubblica Assistenza A.R.M.
|
|
|
|
Risorse umane |
Mezzi |
|
|
N. 1 Presidente
esperto in P.C. |
N. 2 autoambulanze rianimazione |
|
|
N. 1 Inferm. prof. - B.L.S.D. |
N. 1 autoambulanza da trasporto |
|
|
N. 1 Ing. territorio - ambiente |
N. 1 autobotte Fiat 75 con pompa di aspirazione |
|
|
N. 1 Tecnico ind. elettroniche |
N. 2 fuoristrada 4 x 4 |
|
|
N. 1 Esperto informatico |
N. 1 cucina da
campo |
|
|
N. 3 Operatori serv. sociali |
N. 1 idrovora 1500
lt/min. |
|
|
N. 3 Autisti cat. C |
|
|
Croce Rossa Italiana - delegazione locale |
|
|
|
Risorse umane |
Mezzi |
|
|
N. 1 Ispettore |
N. 1 autovettura |
|
|
N. 2 Vice ispettori |
|
|
|
N. 6 Volontari B.L.S.D. cat. B |
|
|
|
N. 2 Monitori |
|
|
|
N. 2 Istruttori P.S.T.I. |
|
|
|
N. 2 Istruttori P.C. |
|
|
|
N. 4 Istruttori A.S.A. |
|
|
|
N. 2 Volontari N.B.C.R. |
|
|
Privati |
|
|
Ditta |
Risorse umane |
Mezzi |
|
TRA.DE.CO. |
N. 4 operai |
N. 2 trattori gommati
con pala e benna |
|
|
|
N. 2 trattori gommati
con spargisale |
|
Mele Giovanni |
N. 2 operai |
N. 3 autocarri -
autospurgo |
|
Giampetruzzi s.r.l. |
N. 5 operai |
N. 2 pale cingolata/gommata |
|
|
|
N. 5 escavatori
cingolati |
|
|
|
N. 2 miniescavatori
cingolati |
|
|
|
N. 1 terna |
|
|
|
N. 9 autocarri
(cassone ribaltab.) |
|
SA.CO. s.r.l. |
N. 2 operai |
N. 2 autocarri
(cassone ribaltab.) |
|
|
|
N. 2 escavatori |
|
|
|
N. 2 bob cat |
|
|
|
N. 1 terna |
|
Decemvirale Rocco |
N. 1 operaio |
N. 1 carro attrezzi |
|
Manicone Francesco |
N. 1 operaio |
N. 1 carro attrezzi |
|
Autolinee Caponio F. |
N. 3 autisti |
N. 7 autobus gran
turismo |
|
|
|
N. 2 autobus urbani |
|
Electra Burdo & C. s.r.l. |
N. 1 operaio |
N. 1 piattaforma aerea
h. 12 mt. |
|
Ist. Vig. SI.VI.SI. s.r.l. |
N. 3 guardie giurate |
N. 5 fuoristrada |
|
Ruscigno autotrasporti |
N. 1 operaio |
N. 1
terna gommata |
|
|
|
N. 1 autocarro con gru |
|
Meridione Soc. Coop. |
N. 2 operai |
N. 2 trattori gommati |
|
Varie - individuali |
|
N. 6 autocarri muniti
di cisterna per trasporto acqua
(capienza media lt. 9000 cadauna) |
|
Tutte le risorse, umane e materiali, con le caratteristiche tecniche ed i dati particolareggiati,
sono riportati nel database “Sirio”. |
A.1.1 – Popolazione
A.1.2 – Altimetria
| Altitudine s.l.m. minima |
300 mt. località Matine |
| Altitudine s.l.m. massima |
515 mt. località Iazzitiello |
| Altitudine s.l.m. Municipio |
489 mt. piazza Dott. G. Simone |
| Altitudine s.l.m. centro abitato |
da 460 mt. a 515 mt. |
A.1.3 - Morfologia
| Territorio prevalentemente pianeggiante |
10 % ca. |
| Territorio prevalentemente collinare |
90 % ca. |
| Territorio prevalentemente montuoso |
0 % |
Il territorio di Santeramo in Colle
presenta i tratti tipici dei territori carsici, quali vaste aree di
roccia affiorante, la presenza di lame, doline e inghiottitoi,
fa parte:
> delle Zone di Protezione Speciale
Idrogeologica, giusto Proposta di Deliberazione della G.R.
Puglia avente ad oggetto: adozione, ai sensi dell’art. 121 del D.Lgs. n.
152/2006,
del Progetto di Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia;
> delle Aree di Protezione "A";
> delle Aree di Protezione "B1";
> del Parco dell'Alta Murgia.
Da un punto di vista morfologico, paesaggistico e ambientale è possibile
distinguere 4 differenti zone, ciascuna con caratteri propri:
Bosco
Murge
Matine
Quite.
Bosco
Santeramo si distingue per diverse aree boschive di rilievo.
Il Bosco della Parata, di proprietà privata, ha
un'estensione di circa ha. 150 con andamento altimetrico da mt. 400 a mt.
460 – rif. cartografico
C.T.R. 1: 10.000 - foglio 472 - 473;
costituisce un insieme unico a livello nazionale, per la contemporanea
presenza di sei specie di quercia: il fragno, la roverella, il cerro, il
farnetto, il leccio e la coccifera; è incluso all’interno del Sito di
Importanza Comunitaria Alta Murgia; è posizionato a circa 3 km.
dall'abitato in direzione Matera, è contiguo al Bosco della Gravinella.
Il Bosco della Gravinella, di proprietà privata,
ha un'estensione di circa ha. 250 con andamento altimetrico da mt. 350 a
mt. 460 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000
- foglio 473; è un sito di
notevole valenza naturalistica e una formazione botanica ed ecologica
unica nel contesto degli ecosistemi della provincia di Bari e di quelli
pugliesi; ha una più specifica protezione, in quanto inserita come
lecceta, nell’elenco degli habitat di interesse comunitario, così come
risulta dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” ed è incluso all’interno del
Sito di Importanza Comunitaria Alta Murgia; è posizionato a circa 3 km.
dall'abitato in direzione Matera - Laterza, è contiguo al Bosco della Parata.
Il Bosco di Mesola, di proprietà privata, ha
un'estensione nel territorio di Santeramo in Colle di circa ha. 76 con
un andamento altimetrico che oscilla intorno ai mt. 450 – rif.
cartografico
C.T.R. 1: 10.000 - foglio 455;
si estende anche nei comuni di Cassano delle Murge e Acquaviva delle
Fonti, presenta varie specie di quercie e conifere, è Sito di Importanza
Comunitaria.
La Pineta Galietti, di proprietà comunale, ha
un'estensione di circa ha. 20 con andamento altimetrico che oscilla
intorno ai mt. 450 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 455, è
posizionata a km. 2 circa dall'abitato in direzione Acquaviva delle
Fonti.
La Pineta Denora, di proprietà
privata, ha
un'estensione di circa ha. 55 con andamento altimetrico che oscilla
intorno ai mt. 470 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 473, è
posizionata a circa 3 km. dall'abitato in direzione Altamura.
La Pineta Lama del Lupo, di proprietà privata, ha
un'estensione di circa ha. 75 con andamento altimetrico che oscilla dai
mt. 400 ai mt. 460 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 473, è
posizionata a circa 4 km. dall'abitato in direzione Matera.
Murge
Le Murge comprendono una vasta area da
nord a sud, profondamente caratterizzante il territorio comunale.
Questo
ambiente si caratterizza per la scarsa copertura arborea (rari sono
infatti gli alberi e persino gli arbusti) e per la conseguente limitata
capacità di trattenere il terreno agrario, spesso completamente assente,
in aree caratterizzate dall’affioramento della roccia calcarea
sottostante; il substrato, privo della naturale copertura vegetale,
subisce in maniera maggiore l’influenza limitante dei fattori ambientali
e climatici (aridità, azione dei venti, forte soleggiamento).
Le steppe
della Murgia sono caratterizzate dalla presenza di un’unica specie
arborea, il perastro, isolato o a piccoli gruppi.
L’ambiente steppico, pur all’apparenza arido ed inospitale, risulta uno
dei più ricchi per la presenza di specie faunistiche; la ricchissima
presenza, soprattutto in primavera, di insetti che si nutrono delle
piante presenti, attira in queste aree un numero considerevole di specie
di uccelli: sono infatti almeno una decina, le specie strettamente legate
a questo ambiente, molte delle quali ritenute meritevoli di protezione
dall’Unione Europea.
Molti rapaci frequentano la steppa alla ricerca di cibo (poiana, lanario,
biancone, gheppio), ma tra di essi assume assoluta preminenza la
presenza del falco grillaio, raro a livello europeo ma presente, con
colonie molto numerose, nella Murgia Barese.
Matine
Le Matine, in direzione Matera - Laterza,
ai confini territoriali, sono caratterizzate dalla presenza di una vasta
pianura, un tempo paludosa e oggi molto fertile.
Ai piedi della scarpata
murgiana, il Vallone della Silica fa da divisorio naturale fra le Murge
e le Matine.
Quite
Le Quite sono caratterizzate dalla presenza
di una quotizzazione del demanio pubblico; i trulli, le casedde,
i muretti a secco, il disegno regolarissimo dei
lotti e della viabilità (strade tutte perpendicolari ad un asse centrale
principale, lotti tutti di forma rettangolare e dimensioni abbastanza
simili), segna il paesaggio dell’area delle Quite.
Le tipiche colture della zona, sono gli
oliveti intervallati da qualche vigneto, nelle aree più pianeggianti e
con una maggiore presenza di terreno vegetale.
I lotti delle zone più aride versano, ormai da alcuni anni, in stato di
abbandono.
Clima
L’area della Murgia sud-est barese è definita zona “caldo temperata”, in
quanto la temperatura media del mese più freddo, in genere gennaio,
oscilla intorno ai 6° C., con punte di –5° C..
L’estate, invece, è sempre calda
e asciutta (clima mediterraneo), con siccità estiva; il mese più caldo è
agosto o luglio a seconda delle annate, con temperature medie intorno ai
25° C, con punte di 40° C..
In genere, il periodo siccitoso dura circa tre mesi, ma al riguardo, si
verificano notevoli oscillazioni da un anno all’altro.
La piovosità,
generalmente scarsa, è accentrata nell’autunno e nell’inverno.
I venti prevalenti sono quelli di nord-ovest (maestrale), di nord-est
(borea), prevalentemente freddi, e quelli di sud e sud-ovest (vento di
favonio) e di sud-est (grecale).
A.1.4 - Idrografia - Invasi
Il territorio di Santeramo in Colle è privo di reticolo idrografico.
Solo in caso di abbondanti piogge, le lame sotto indicate, per alcuni giorni,
presentano un corso d'acqua:
Lamalunga - Masseria Traforo;
Masseria Mesola;
Masseria Comitana;
Masseria Parata;
Masseria Gravinella;
Canale artificiale Vallone della Silica.
Nel territorio non vi sono dighe.
L'unico invaso artificiale, gestito dal Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, trovasi
lungo il Vallone della Silica e versa in condizioni di abbandono (lat 23°57'47,925"E
long. 40°34'8,46"N).
A.1.5 - Edifici strategici e di interesse pubblico ed opere
infrastrutturali del Comune la cui funzionalità assume rilievo fondamentale per le finalità di
P.C..
Sono stati considerati gli edifici e strutture pubbliche e private per
l'importanza della loro funzionalità in caso di emergenze ed anche le
strutture sia pubbliche che private, nell’ambito delle
quali, si prevedono presenze significative di persone ed il cui collasso può
comportare gravi conseguenze, in termine di perdite di vite umane; per la
tipologia di ogni edificio, evidentemente, è rilevante l'ora ed il
giorno dell'accadimento dell'eventuale collasso.
Strutture sanitarie |
|
Ospedale "Monte Iacoviello" |
p.zza Di Vagno, 4 |
zona centro |
|
ASL - Uff. Igiene Pubblica
|
via P. Togliatti, 5 |
zona centro |
|
ASL - Servizio Veterinario
|
via P. Togliatti, 11 |
zona centro |
|
Lab. analisi Diagnostic Center
|
via Dell'Indipendenza, 23 |
zona centro |
|
Casa di Riposo S. Calabrese |
via P. Sette, 1 |
zona periferia sud |
|
Farmacia D'Ambruoso Maria |
via Marconi, 8 |
zona centro |
|
Farmacia Cardinale Francesco |
via Stazione, 35 |
zona centro |
|
Farmacia Natuzzi Alessandro |
via Cafiero, 7 |
zona centro |
|
Farmacia Sisto Matilde |
via Po', 9 |
zona centro |
|
Farmacia Natuzzi Fedele |
via Annunziata, 98 |
zona centro |
|
Farmacia Stilo Costantino |
via Donizetti, 125 |
zona centro |
|
|
Strutture aggregazioni di massa |
|
Cinema |
via Stazione
(4 sale - 416 posti) |
zona centro |
|
Palasport Coopersport |
via Alessandriello |
zona periferia nord
- ovest |
|
Palazzetto “M.llo Vitulli” |
via B. Paradiso |
zona periferia nord - ovest |
|
Stadio Comunale "P. Casone"
|
piazza Papa Paolo VI
|
zona periferia nord - ovest
|
|
Stadio Comunale "N. Mele"
|
via Rossini
|
zona centro
|
|
Supermercato Dok |
via P. Sette, 32 |
zona periferia sud |
|
Supermercato Dok |
via S.
Immacolata, 28 |
zona centro |
|
|
|
Istituti bancari |
|
Banca Carime |
via Santa Lucia, 76 |
zona centro |
|
Banca Credito Cooperativo |
via Tirolo, 2 |
zona centro |
|
Banca
Credito Cooperativo |
piazza Garibaldi, 27 |
zona centro |
|
Banca
Credito Cooperativo |
via Manzoni, 37 |
zona centro |
|
Banca Di Roma |
c.so Italia, 3 |
zona centro |
|
Banca Popolare del
Materano |
via Matera, 8 |
zona centro |
|
Banca Pop. Puglia e
Basilicata |
via Mameli, 40 |
zona centro |
|
Banca Sanpaolo Banco di NA |
via Stazione, 25 |
zona centro |
| Banca
Popolare di Bari |
piazza Garibaldi, 23 |
zona centro |
| Banca
Unicredit |
c.so Italia, 113 |
zona centro |
|
|
|
Hotel
|
|
Hotel Murgia |
via Iazzitiello, 69 |
zona periferia sud |
|
Hotel Sole di Puglia |
via Alessandriello, 36 |
zona periferia nord
- ovest |
|
|
|
|
|
Industrie
|
| Concentr. maggiore - ca. 60 |
Zona Industriale |
zona periferia est |
| Industrie Natuzzi s.p.a. |
via Iazzitiello, 47 |
zona periferia sud |
|
|
Strutture del Volontariato
|
|
Pubblica Assistenza A.R.M.
|
via P. Togliatti, 5
|
zona centro
|
|
C.R.I. - unità locale
|
via V. Bellini, 18
|
zona centro
|
|
CooperVolontariato
|
ex sede stazione ferroviaria
|
zona periferia est
|
|
Associazioni varie - ca. 30
|
trattasi di piccole associazioni sparse sul territorio
|
|
|
Beni architettonici e
artistici |
| Chiesa SS. Crocifisso |
largo Convento |
zona centro |
| Chiesa S. Erasmo |
piazza Garibaldi |
zona centro |
| Chiesa del Carmine |
via Carmine |
zona centro |
| Chiesa S. Eligio |
via S. Eligio |
zona centro |
| Chiesa del Purgatorio |
largo Piazzolla |
zona centro |
| Chiesa della Pietà |
piazza Mons. J. Nuzzi |
zona periferia sud |
| Chiesa
San Martino de Porres |
via Iazzitiello |
zona periferia sud |
| Chiesa
dell'Annunziata |
via Annunziata |
zona centro |
| Chiesa S. Giuseppe |
via Roma |
zona centro |
| Chiesa Sacro Cuore |
via Bengasi |
zona centro |
| Chiesa San Domenico |
via San Domenico |
zona centro |
| Palazzo De Laurentis |
via P. Griffi De
Laurentis |
zona centro |
| Palazzo Marchesale |
piazza Garibaldi |
zona centro |
| Palazzo Di Santo |
via Tirolo (Credito
Cooperat.) |
zona centro |
| Palazzo Sava |
via Ladislao - P.
Monfortani |
zona centro |
| Palazzo Netti |
via Sant'Eligio |
zona centro |
| Monastero Minori
Riformati
|
via Togliatti |
zona centro |
|
Monumento ai Caduti |
p.zza Di Vagno, Villa Comun. |
zona centro |
| |
Opere
infrastrutturali principali |
| Reticolo
stradale |
strade che attraversano
il territorio |
| Reticolo
ferroviario |
tratta Gioia del C. - Altamura
|
|
Cimitero comunale |
via Della Libertà - via Gioia - estensione mq. 33.000 ca. |
|
Serbatoio pensile AQP |
via Imbriani ang. via Sacco e Vanzetti |
|
Ponte |
S.P. 236 Santeramo - Cassano, km. 32,400 |
|
Depuratore |
strada Arucola - Lagopalumbo (n. 41
Provincia di BA
-
trincea drenante - scarico in
campi e voragine in c.da Mosca) |
|
Mattatoio C.I.E.S. |
contrada Lacometana, 16 - capacità
produttiva n. 40 capi adulti al giorno - trattasi di struttura privata |
|
Rifugio per cani A.N.P.A.
|
contrada III D'Addosio, 6 - capacità 200 cani (saturo)
trattasi di struttura privata |
A.1.6 - Vie di comunicazione
Il Comune di Santeramo in Colle, per quanto concerne la viabilità
stradale, è raggiungibile tramite strade provinciali, che diventano di
competenza comunale, quando entrano nell’ambito della perimetrazione del
centro abitato.
La viabilità esterna si sviluppa secondo n. 6 direttrici principali e n.
2 secondarie.
Direttrici principali
Lungo la direttrice Gioia del Colle sono presenti le seguenti
arterie di comunicazione:
la S.P. 235 Altamura - Gioia del Colle;
l’autostrada A14;
la ferrovia Altamura - Gioia del Colle.
La S.P. n° 235, a corsia unica per ogni senso di marcia è molto
trafficata, anche da mezzi pesanti e autobus di linea, presenta frequenti dislivelli
ed andamenti curvilinei ed è soggetta, nella stagione invernale, a
formazione di ghiaccio.
Lungo la direttrice Acquaviva delle Fonti è presente:
la S.P. n° 127 Santeramo in C. – Acquaviva delle F., a corsia unica
per ogni senso di marcia, è discretamente trafficata, presenta frequenti dislivelli
ed andamenti curvilinei ed è soggetta, nella stagione invernale, a
formazione di ghiaccio; ha funzioni prevalentemente di collegamento per
l’ospedale di prima categoria “Miulli”, nella zona Collone e per gli
uffici giudiziari di Acquaviva delle F.
Lungo la direttrice Cassano Murge è presente :
la S.P. 236 Matera – Bari, a corsia unica per ogni senso di marcia,
molto trafficata, anche da autobus di linea, presenta frequenti
dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale,
a formazione di ghiaccio; ha funzione prevalentemente di collegamento
per Bari.
Lungo la direttrice Altamura è presente:
la S.P. 235 Gioia del C. – Altamura, a corsia unica per ogni senso di
marcia, è molto
trafficata, anche da mezzi pesanti e autobus di linea, presenta frequenti dislivelli ed andamenti
curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio.
Lungo la direttrice Matera è presente:
la S.P. 236 Bari – Matera, a corsia unica per ogni senso di marcia, è
discretamente trafficata, anche da mezzi pesanti, presenta frequenti
dislivelli ed andamenti curvilinei, che in alcuni tratti, rendono
malagevole l'incrocio dei mezzi pesanti, è soggetta, nella stagione
invernale, a formazione di ghiaccio; ha funzione prevalentemente di
collegamento con Matera e con la sede delle Industrie Natuzzi in
località Iesce.
Lungo la direttrice Laterza è presente:
la S.P. 128 Santeramo – Laterza, a corsia unica per ogni senso di
marcia, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta,
nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata
prevalentemente da lavoratori delle Industrie Natuzzi, che si recano agli
stabilimenti in Laterza e nella
stagione estiva, è percorsa dai pendolari, che si recano al mare, sulla
costa Ionica.
Direttrici secondarie
Lungo la direttrice Altamura – Matera è presente:
la S.P. 160 Alessandriello, a corsia unica per ogni senso di marcia,
presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella
stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata
prevalentemente da traffico locale.
Lungo la direttrice Matera – Laterza è presente:
la S.P. 176 Viglione, trovasi a 3 km. dall'abitato, è a corsia unica per ogni senso di marcia,
presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella
stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata
prevalentemente da traffico locale.
La viabilità di comunicazione interna è sostanzialmente costituita
dalla:
viabilità interna al centro urbano;
S.P. 229 che da via Gioia a via Matera costituisce, al momento, la
tangenziale sud - est che collega le direttrici Gioia del C., Laterza,
Matera.
Stazione ferroviaria: è situata nella zona nord-est del territorio, in
zona periferica, è di limitata potenzialità, ha un solo binario, non
elettrificata e con la sospensione parziale del servizio nel periodo
estivo e notturno.
Aeroporto: il più vicino è quello di Bari – Palese distante 40
km.
A.2 – Cartografia di base
A.3 - Strumenti di pianificazione
Livello Statale
Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o
intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile -
Commissario delegato ai sensi dell'O.P.C.M. 28 agosto 2007, n.
3606.
Livello Regionale
Legge Regionale Puglia 30.11.2000, n. 18
-
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
in materia di boschi e foreste, protezione civile e lotta agli
incendi boschivi.
Linee guida regionali per la predisposizione
dei piani di emergenza - Deliberazione di Giunta Regionale n.
255 del 07.03.2005 - B.U.R.P. n. 50 del 06.04.2005.
Livello Provinciale
Linee guida della Provincia di
Bari, prot. n. 3207 del 28.07.2006.
Piano di emergenza provinciale 2006
Livello Comunale
Piano regolatore generale del 1999 aggiornamento del 2003.
P.C.P.C. - anno 2007 - Riferimento ai
rischi attesi: alluvione - nubifragio, neve - ghiaccio - gelate, sismico,
incendio boschivo, ondate di calore;
-
Riferimento ai rischi probabili: siccità -
interruzione erogazione idrica, incidenti vari, rifiuti
urbani, blocco circolazione stradale.
A.4 – Scenari degli eventi attesi
Viene inteso per scenario di un evento
atteso:
la descrizione sintetica dell’evento;
la perimetrazione, anche approssimativa,
dell’area che potrebbe essere interessata dall’evento;
la valutazione preventiva del probabile
danno a persone e cose, che si avrebbe al verificarsi dell’ipotetico evento.
Classificazione generale degli eventi
catastrofici
Per evento catastrofico s’intende in generale, un accadimento, a seguito
del quale, si verifica la sproporzione improvvisa e temporanea tra le
necessità della popolazione ed i mezzi di soccorso immediatamente
disponibili.
Si riporta qui di seguito, l’elenco completo degli eventi
catastrofici, di cui non si può escludere l'accadimento:
a) Catastrofi naturali
Eventi Geologici ed Idrogeologici |
|
Terremoti; |
|
Frane con coinvolgimento di
infrastrutture importanti; |
|
Crollo di immobili per cedimenti strutturali od altre cause. |
Catastrofi Biologiche |
|
Epidemie umane (influenza, diffusione di
malattie infettive determinate dalla riduzione o dalla alterazione
temporanea delle condizioni igienico – sanitarie della nostra città,
dovute a contaminazione accidentale delle acque della rete di
distribuzione idrica cittadina, distribuzione accidentale o dolosa
di alimenti contaminati, riduzione delle condizioni igieniche,
conseguente alla mancanza di raccolta rifiuti, altri eventi vari); |
|
Epidemie animali: con o senza rischio di
trasmissione della malattia infettiva all’uomo; si tratta di
situazioni, dove vi è comunque la necessità di interventi
straordinari di polizia veterinaria e di esecuzione di provvedimenti
eccezionali di sanità pubblica; |
|
Invasioni di cavallette o altri insetti
potenzialmente dannosi per la collettività, anche a causa degli ingenti
danni che risultano capaci di procurare alle attività agricole. |
b) Catastrofi tecnologiche o legate all'attività dell'uomo
|
Incidenti rilevanti in attività
industriali |
|
Incendi – esplosioni, rilascio di
sostanze inquinanti o tossiche; |
|
Rilascio di radioattività, con rischi
d’irraggiamento diretto ed indiretto, con considerevole pericolo per
i più probabili fenomeni di contaminazione di cose e persone. |
c) Incidenti nei trasporti
|
Incidenti aerei (caduta di aeromobili sul
territorio comunale); |
|
Incidenti ferroviari; |
|
Incidenti stradali rilevanti per l’entità
dei danni agli uomini ed alle persone e blocco della circolazione
stradale; |
|
Rilascio di sostanze tossiche o
infiammabili e pericolose, in conseguenza di incidenti nei trasporti. |
d) Collasso di sistemi tecnologici
e) Incendi
|
Boschivi e di interfaccia; |
|
Urbani (immobili ed infrastrutture). |
f)
Catastrofi sociologiche
|
Atti terroristici, da prevedere in occasioni di particolari
congiunture socio – politiche nazionali ed internazionali (secondo
le direttive degli Organi competenti delle Forze di Polizia); |
|
Ricadute sul nostro territorio di conflitti internazionali (secondo
le direttive degli Organi competenti e delle Forze Armate); |
|
Migrazioni di massa di profughi, rifugiati o immigrati irregolari (L.
286/1998 e s.m.i.); |
|
Incidenti gravi durante spettacoli, feste e manifestazioni sportive; |
|
Accoglienza straordinaria di cittadini italiani, evacuati da
territori sinistrati (applicazione del Piano Vesuvio ed altre
situazioni similari); |
|
Sommosse popolari. |
Ogni evento catastrofico
presenta delle caratteristiche singole, peculiari ed anche
imprevedibili; tuttavia è possibile operare una distribuzione in due
gruppi:
-
Disastri (aerei, stradali, ferroviari ecc.);
- Calamità (terremoti, alluvioni, frane, ecc.).
Importanza rivestita dall’estensione territoriale dell’emergenza
- Considerazioni
I disastri incidono su un territorio limitato e ben definibile.
Le calamità, invece, interessano intere province o regioni; basti pensare,
agli effetti di un terremoto.
In un disastro (esempio incidente ferroviario) le strutture
socio-sanitarie del circondario non saranno state coinvolte dall’evento
e sono pronte o si attivano rapidamente a fronteggiare l’emergenza.
L’intervento umano, in caso di calamità (specie se sismica o alluvionale), proprio per la notevole estensione territoriale, può rendere lenta
e difficoltosa un’efficace azione di soccorso.
Basti pensare, alla possibilità di interruzione della viabilità
ordinaria, dei sistemi radio telefonici, delle stesse strutture
pubbliche, anch’esse interessate dall’evento (es. Ospedali, Uffici
Comunali, Caserme dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della P.M., ecc.).
È da considerare, prioritariamente, che gli stessi soccorritori del
luogo sono vittime stesse della calamità e quindi non può farsi
affidamento su questi.
I soccorritori arriveranno da un luogo non interessato dalla calamità;
la durata dei soccorsi, proprio per la mole dell’evento, dura anche per
giorni e questo comporta, ovviamente, problemi da risolvere, legati alle
necessità degli stessi soccorritori (vitto, alloggio, igiene, riposo).
Lo squilibrio fra le forze in campo, intese come risorse disponibili e
le esigenze provocate da questi eventi straordinari (ma spesso
prevedibili), rende indispensabile, una preventiva pianificazione della
attività, da mettere in atto all’insorgere dell’evento.
In particolare, qualora si verifichi un evento calamitoso, si potranno
soccorrere più infortunati, quanto migliore sarà stata la programmazione
del soccorso.
Non si può procedere ad una programmazione, se non si è a conoscenza
dell’esatta disponibilità di uomini e mezzi, ma neanche se non si è in
possesso della “mappa del rischio”.
RISCHI ATTESI
Per quanto riguarda i rischi attesi, considerando
le Linee guida ed il Manuale operativo per la predisposizione di un
piano comunale o intercomunale di P.C. emanati dalla Regione Puglia (Deliberazione della G.R. n.
255/05) e dal Dipartimento della P.C. (ottobre 2007), vengono presi in
considerazione, per il territorio comunale, i seguenti eventi:
Rischio
Idrogeologico
Rischio
Sismico
Rischio
Incendio Boschivo e di Interfaccia
Rischio
Ondate di Calore
|
A.4.1. |
Rischio Idrogeologico |
Dall’ultimo aggiornamento delle perimetrazioni del Piano Assetto
Idrogeologico – Autorità di Bacino della Puglia - il territorio di
Santeramo in Colle non rientra nei siti a rischio idrogeologico.
Per il nostro territorio, questo tipo di rischio può essere comunque
connesso a:
> Alluvione - nubifragio;
> Esondazione delle lame;
> Neve – ghiaccio - gelate. |
Alluvione - nubifragio
Non vi sono, nel centro urbano, aree particolarmente inondabili; si
verificano allagamenti in alcuni immobili, solo in occasione di intense
alluvioni, senza comportare, comunque, rischio per le persone.
Per le infrastrutture pubbliche, ad oggi, non si sono riscontrati
problemi di rilievo.
Esondazione delle lame
Fuori del centro urbano, essendo privo il territorio di reticolo
idrografico, sono le lame a comportare dei pericoli, in caso di
forti piogge, allorquando queste insistono, in modo particolare, a nord del territorio (Foresta
Mercadante); infatti come è avvenuto nell’alluvione del 22-23 ottobre
2005, le intense precipitazioni abbattutesi sulla Foresta Mercadante,
hanno riempito la lama denominata Lamalunga, che ha riversato i detriti a
valle, in contrada Lamalunga e Traforo, divellendo i terreni e le strade
che l’attraversavano.
Gli unici indicatori di evento sono le comunicazioni della Prefettura -
U.T.G. di Bari inviate presso il Comando di P.M. via fax e la
consultazione del servizio idrografico, sul sito della Regione Puglia.
Le lame, che potrebbero dare qualche problema dal punto di visto
idrogeologico, sono:
- Lamalunga - Masseria Traforo;
- Masseria Mesola;
- Masseria Comitana;
- Masseria Parata;
- Masseria Gravinella;
- Canale artificiale Vallone della Silica.
Allorquando ci sono abbondanti piogge è necessario effettuare un
monitoraggio alla lama Lamalunga, ai ponti Lamalunga – Traforo ed
all’occorrenza, far intervenire pale meccaniche, per ripristinare un
regolare deflusso delle acque, nei punti ove queste, trovano ostacolo per
detriti vari (massi, vegetazione ecc.).
Non vi sono particolari pericoli,
per gli abitanti delle aree contigue alle lame.
Neve – ghiaccio - gelate
Questo è il rischio più frequente sul territorio, che si verifica nella stagione
invernale.
Le temperature particolarmente basse favoriscono, nelle ore notturne, la
formazione di ghiaccio sulle strade e in considerazione all'andamento
altimetrico, che queste hanno nell'attraversamento del territorio
comunale, comportano, in mancanza di interventi adeguati, il blocco
totale della circolazione stradale.
|
A.4.2 |
Rischio Sismico |
La riclassificazione sismica proposta con Ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3274/03 ed adottata integralmente dalla
Regione Puglia con Deliberazione di G.R. n. 153/04 prevede per il
Comune di Santeramo in Colle il valore 3.
Gli edifici più vulnerabili in caso di scossa sismica sono quelli
ricadenti nel centro storico che coinvolgerebbero una popolazione di
circa 225 abitanti (vie Sant’Antonio, Patron Griffi De Laurentis, G.
De Luca, San T. D’Aquino, R. De Cesare, E. Toti, E. De Amicis, Chiancone, Giotto, Sant’Eligio,
F. Amenduni, F.lli Bandiera).
|
|
A.4.3 |
Rischio Incendio Boschivo e di Interfaccia |
Gli incendi boschivi si sviluppano esclusivamente durante il periodo
estivo.
Le aree a rischio sono in particolare:
Bosco della Parata, Bosco della Gravinella, Bosco di Mesola, Pineta di
Galietti, Bosco del Santissimo, Bosco Don Gianiacopo, Pineta Denora,
Pineta Lama del Lupo.
Per gli
approvvigionamenti idrici, l'unica area boschiva, ove sono ubicate delle
cisterne, è il Bosco di Mesola; tali cisterne, attualmente,
versano in condizioni di abbandono e pertanto, sono prive di acqua.
L'approvvigionamento idrico può
effettuarsi dall'idrante, posto su via Alessandriello e dai pozzi, siti
in contrada Padula Rosa, da cui può prelevarsi l'acqua tramite
motopompe, già posizionate sul posto, di proprietà delle ditte di
autotrasporto dell'acqua.
Il resto degli incendi si sviluppa, sempre nella stagione estiva,
nelle zone della murgia o in zone seminative, per bruciature delle
stoppie o in terreni incolti.
Rischio incendio di interfaccia
Tale rischio, intendendosi per interfaccia urbano rurale, quelle zone, aree o
fasce, nelle quali l'interconnessione tra strutture antropiche ed aree
naturali è molto stretta, è individuato:
> per il centro abitato a:
- un'area boscata (latifoglie) in
stato di abbandono racchiusa tra via Paganini e via Fosse Ardeatine;
- un'area boscata (conifere) che circonda la Casa di Riposo per anziani, in via P. Sette;
> per il resto del territorio comunale, alle aziende
agricole, di allevamenti e di abitazioni residenziali, che trovasi nelle aree
individuate e riportate nella specifica cartografia "aree
boschive ed a rischio incendi di interfaccia".
|
|
A.4.4 |
Rischio Ondate di Calore |
Questo evento si sta manifestando, nelle stagioni
estive, con sempre maggiore frequenza, tanto da essere attivo il
sistema di allarme, per la prevenzione degli effetti delle ondate di
calore sulla salute in diverse città, fra cui anche Bari.
Lo stesso
Ministero della Salute ha emanato le "Linee Guida per preparare piani
di sorveglianza e risposta verso gli effetti sulla salute di ondate di
calore anomalo" e la Prefettura - U.T.G. invia ai Sindaci costantemente gli
indirizzi operativi per fronteggiare tale evento.
Le persone più esposte a
questo tipo di rischio sono sicuramente gli
anziani ed i non autosufficienti.
Come si evince dal punto A.1.1 - Popolazione,
considerando solo gli ultraottantenni, Santeramo ha un numero di circa 1000 persone a
rischio. |
RISCHI PROBABILI
Per quanto riguarda la molteplicità di rischi, di cui non può
escludersi l'accadimento, si prendono in considerazione, in questo
documento, anche i seguenti eventi:
Rischio Siccità - interruzione
erogazione idrica
Rischio Incidenti vari
Rischio Rifiuti urbani
Rischio Blocco circolazione stradale
| A.4.5 |
Rischio Siccità - interruzione
erogazione idrica |
Questo evento può accadere nella stagione estiva,
cagionando, in modo particolare, danni all'agricoltura ed alla
zootecnia.
Si consideri anche un'eventuale interruzione
dell'erogazione idrica, che potrebbe accadere per rottura dell'unica
conduttura idrica esistente per Santeramo,
o per inquinamento e/o
contaminazione dell'acqua.
Tutta la popolazione
verrebbe coinvolta, con evidenti, gravissime conseguenze per
approvvigionamento dell'acqua per uso umano, domestico, di igiene
personale, zootecnia, industria. |
| |
|
| A.4.6 |
Rischio Incidenti vari |
Sono gli eventi imprevedibili, di
qualsiasi natura, che possono accadere in qualsiasi momento, per cui la
modalità di intervento deve decidersi al momento. |
| |
| A.4.7 |
Rischio Rifiuti urbani |
Sulla scorta di quello che avviene
nella vicina Campania e con le continue nomine a Commissario
straordinario per i rifiuti, anche nella nostra regione tale rischio,
conseguentemente, necessita di considerazione, anche nel
territorio comunale. |
| |
|
| A.4.8 |
Rischio Blocco circolazione stradale |
Può verificarsi, per cause dovute a cedimenti
strutturali del reticolo stradale o per gravi incidenti stradali. |
|
A.5 |
Aree di emergenza |
Le aree d’emergenza sono gli spazi e le strutture destinate ad
accogliere la popolazione e ad ospitare i servizi essenziali, in caso di
accadimento dell'evento calamitoso.
Tali aree si distinguono in: |
|
Aree di attesa
|
sono i luoghi di prima accoglienza ed assistenza per la popolazione, nel
periodo immediatamente successivo all'evento, ove vengono date le prime informazioni
ed i primi generi di conforto, in attesa dell’allestimento delle aree di
ricovero; |
| |
|
Aree di ricovero
|
sono i luoghi di sicurezza, in cui possono essere allestiti i primi
insediamenti abitativi, tendopoli, roulottopoli, moduli prefabbricati,
container, ecc. , o le
strutture, ove alloggiare temporaneamente la popolazione coinvolta nella
catastrofe; |
| |
|
Aree di ammassamento
|
sono centri di raccolta di uomini e mezzi, per il soccorso della
popolazione;
tali aree sono individuate fuori dal centro abitato, per essere
facilmente raggiungibili, anche da mezzi di grosse dimensioni. |
In funzione del ruolo che sono chiamate a svolgere, si sono individuate,
nel territorio comunale, le seguenti aree di emergenza:
|
A.5.1 |
Aree di attesa della popolazione (contrassegnate sulla cartografia
di base con il colore verde e
forma ): |
|
|
tutti gli edifici scolastici pubblici di proprietà comunale (scuole
elementari e medie inferiori) elencati nel precedente punto A.1.5; |
|
|
Palazzetto sportivo comunale Vitulli sup. coperta mq. 750 -
sup. scoperta mq. 600 ca.; |
| |
piazza G. Di Vagno, Villa Comunale mq. 7.000 ca. |
| |
piazza E. Berlinguer mq. 6.700 ca. |
|
piazza Mons. J. Nuzzi mq. 4.300 ca. |
| Si è data priorità agli edifici
scolastici, luoghi coperti, invece delle classiche piazze, in quanto
sono stati considerati gli aspetti negativi di attesa della
popolazione in luoghi aperti e quindi esposta a fattori meteoclimatici;
ogni scuola considerata, è comunque provvista di piazzale interno
o antistante l'edificio. |
Dal punto di vista del rischio sismico, gli edifici scolastici non sono
stati costruiti con criteri antisismici.
Il complesso delle aree e degli edifici scolastici indicati, sono provvisti di tutti i servizi
essenziali, possono
ospitare temporaneamente circa 5.000 persone, in attesa di sistemazione più idonea.
Se necessario, potranno essere usati anche gli edifici scolastici delle
scuole materne comunali, delle scuole superiori provinciali, dell'asilo
Mons. Rago - Suore Missionarie del Sacro Costato e dell'Istituto
Salesiani SS. Redentore.
Le caratteristiche tecniche e i dati particolareggiati di ogni edificio
sono riportati nel database “Sirio”.
|
|
A.5.2 |
Aree di ricovero della popolazione (contrassegnate sulla cartografia
di base con il colore
rosso e forma ) |
| |
Le aree di ricovero ove saranno installati i primi insediamenti
abitativi, sono
individuate nei seguenti siti: |
|
|
Campo sportivo comunale N. Mele, via Rossini - mq. 4900; |
|
|
Campo sportivo comunale P. Casone, via Papa Paolo VI - mq. 6450; |
|
|
Zona Industriale - lotti vacanti da utilizzarsi per installazione di prefabbricati,
tendopoli, containers; |
|
Le strutture coperte, evidentemente non coinvolte
nell'emergenza, da adibirsi ad aree di ricovero, sono: |
|
|
Ospedale Monte Iacoviello (n. 64 posti letto); |
|
|
Casa di riposo per anziani S. Calabrese (n. 78 posti letto); |
|
|
Hotel Sole di Puglia (n. 42 posti letto); |
|
|
Hotel Murgia (n. 58 posti letto). |
|
E' da considerare, che il numero dei posti letto delle summenzionate
strutture coperte, non può corrispondere alla effettiva
disponibilità in quanto queste ospitano normalmente degenti e
clienti.
|
|
A.5.3 |
Aree di ammassamento dei soccorritori (contrassegnate sulla
cartografia di base con il colore giallo
e forma ) |
|
|
Palazzetto Coopersport, via Alessandriello, munito di tutti i servizi
essenziali;
sup. coperta mq. 2025 - area di pertinenza esterna mq. 14.000. |
Per le aree sprovviste di servizi, o comunque non adeguate per il numero
di persone ospitate, si provvederà immediatamente
all'installazione di bagni chimici e di cisterne di acqua.
| A.6 - Cancelli Stradali
di Ingresso |
Sono dei punti obbligati di passaggio, per ogni tipo di veicolo.
Fungono anche da punti, ove deviare il traffico, per interruzione della
direttrice di marcia.
Sono presidiati da Agenti di P.M. o Carabinieri, coadiuvati
eventualmente da personale del volontariato, Guardie Giurate e sono
individuati in: |
| num.
cancello |
01 |
rotonda stradale via Gioia |
|
02 |
via Acquaviva intersezione contrada
Chiancaro |
|
03 |
rotonda stradale via Cassano |
|
04 |
via Altamura intersezione via Baldassarre |
|
05 |
rotonda stradale via Alessandriello |
|
06 |
via Matera intersezione S.P. 229 |
|
07 |
rotonda stradale via Laterza |
Viabilità strategica
Sono i percorsi preferenziali, da usare per l’afflusso dei soccorritori e
per il deflusso della popolazione dalle zone dell’emergenza; questi
possono individuarsi nelle strade principali del centro urbano e del
territorio comunale di cui alla relativa cartografia.
Eliporti
Sono luoghi ove è possibile far atterrare e decollare elicotteri, che
vengono usati in emergenza, per rendere immediato il soccorso alla
popolazione coinvolta dalla calamità; questi saranno
individuati al momento della necessità ed
opportunamente segnalati, per l'atterraggio sicuro.
A.7 - Indicatori di evento e risposte
della struttura comunale di P.C.
Sistema di allertamento
La gestione del sistema di allertamento nazionale è assicurata dal
Dipartimento della P.C. e dalle Regioni, attraverso la rete del Centri
Funzionali, ovvero soggetti preposti allo svolgimento delle attività di
previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale, degli eventi e di
valutazione dei conseguenti effetti sul territorio.
Nelle more della realizzazione da parte della Regione Puglia del Centro Funzionale, è la Prefettura
- U.T.G. di Bari, che dirama il bollettino di avviso
di condizioni meteorologiche avverse, ovvero, precipitazioni diffuse, neve, raffiche di venti e burrasche, temporali, ondate di
calore.
Premettendo che gli eventi si dividono in
prevedibili e non prevedibili, nel territorio comunale non vi sono
reti di monitoraggio e quindi è l'osservazione diretta del fenomeno precursore sul territorio,
che costituisce l'indicatore, che permette la previsione di un possibile
evento calamitoso.
La gestione degli interventi di P.C., all'arrivo del Bollettino di avviso
di condizioni meteorologiche avverse da parte della Prefettura - U.T.G. di
Bari e, per osservazione diretta anche a seguito di segnalazione di privati
cittadini, si esplica attraverso 3 livelli di
allertamento, giusto nota della Prefettura , prot. n. 167-04/PROT.CIV.
del 04.06.2004 e linee guida della Regione Puglia:
Fase di attenzione
Fase di preallarme
Fase di allarme
Per il rischio incendi boschivi e di interfaccia e per il rischio
idraulico ed idrogeologico è prevista anche una
Fase di pre-allerta, come riportato nel "Manuale operativo per la predisposizione di un
piano comunale o intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile".
La pianificazione di emergenza del presente P.C.P.C. prevede procedure di
attivazione della struttura comunale di P.C., a secondo del livello di allerta
previsto.
Per ogni scenario di rischio è previsto un modello di
intervento, necessario ed adeguato, per affrontare l'evento atteso o in atto.
B - LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE
E STRATEGIA OPERATIVA
I lineamenti della pianificazione sono gli obiettivi indispensabili che il Sindaco, in qualità di autorità
comunale di P.C., deve conseguire, per fronteggiare una situazione di
emergenza, nell'ambito della direzione unitaria dei servizi di soccorso
e di assistenza alla popolazione e garantire così, la prima risposta ordinata degli
interventi, per la salvaguardia della popolazione e
del territorio (art. 15 – L. 225/92).
La strategia operativa da adottare è funzione degli scenari di
rischio considerati, dell'evoluzione in tempo reale dell'evento e della
capacità di risposta all'emergenza, da parte della struttura comunale di
P.C..
Si riportano, qui di seguito, gli obiettivi principali da conseguire, per
garantire un'efficace gestione dell'emergenza.
| B.1 |
Funzionalità del sistema di allertamento locale |
|
B.2 |
Coordinamento Operativo Comunale |
| B.3 |
Attivazione del presidio territoriale |
| B.4 |
Funzionalità delle telecomunicazioni |
| B.5 |
Ripristino della viabilità e dei
trasporti - controllo del traffico |
|
B.6 |
Misure di salvaguardia della
popolazione |
| B.7 |
Ripristino dei servizi essenziali |
| B.8 |
Salvaguardia delle strutture ed infrastrutture a rischio e
sistema produttivo locale |
| B.9 |
Rapporti con le istituzioni locali per l’attività amministrativa
e supporto all’attività di emergenza |
| B.10 |
Censimento e salvaguardia dei beni culturali |
| B.11 |
Modulistica per il censimento dei danni a persone e cose |
| B.12 |
Relazione giornaliera dell’intervento |
| |
|
B.1 |
Funzionalità del sistema di allertamento locale |
| |
|
I collegamenti con la Regione, Provincia, Prefettura -
U.T.G. di Bari, con le componenti e strutture operative di P.C., ovvero Vigili del
Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza,
Polizia di Stato, Polizia Provinciale, A.S.L. BA, C.O.M. 6 BA - Gioia del Colle,
Comuni limitrofi, con le associazioni di volontariato, avvengono
attraverso: |
tel.
tel.
tel.
fax |
080.3036014
080.3036069
080.3028327
080.3036348 |
Comando di P.M. -
U.C.P.C.
il fax è attivo h. 24 - non presidiato
dalle h. 21,00 alle h. 7,30 |
| Al di fuori del normale orario di servizio del Comando di P.M. -
U.C.P.C.,
telefonando al n. 080.3036014, si attiva la segreteria telefonica, che
indica il cellulare del responsabile reperibile. |
|
e - mail: |
poliziamunicipale@comune.santeramo.ba.it
Comando di P.M.
|
|
e - mail: |
protezionecivile@comune.santeramo.ba.it
U.C.P.C.
|
|
Il Comando di P.M. ha in uso, per i collegamenti interni: |
| n. 1 |
sistema di
radiocollegamento tramite n. 1 ripetitore, n. 1 stazione fissa presso la sede del Comando
di P.M. e n. 10
radio portatili ricetrasmittenti |
| n. 4 |
cellulari su rete Tim |
| |
tel.
fax |
080.3028311
080.3023710 |
centralino del Comune
il fax è attivo h. 24 -
non presidiato sabato, domenica, festivi e tutti i giorni dalle h. 14,00
alle h. 7,30 |
|
e - mail: |
info@comune.santeramo.ba.it
Comune |
|
| |
|
|
B.2 |
Coordinamento Operativo Comunale |
| |
Il Sindaco è autorità comunale di P.C. (art. 15, comma 3 – L.
225/92); al verificarsi dell’emergenza assume la direzione ed il coordinamento
dei servizi di soccorso in ambito comunale e né da comunicazione al
Prefetto, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della
Giunta Provinciale.
Il Sindaco, per l’espletamento delle proprie funzioni,
si avvale della Struttura Comunale di P.C., istituita con apposito regolamento, approvato con Delib. C.C. n.
62/2005, così composta:
Comitato Comunale di Protezione Civile
Ufficio Comunale di Protezione Civile
Centro Operativo Comunale
Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile
C.C.P.C.
Il
C.C.P.C.è costituito da:
> il Sindaco, quale autorità locale di P.C., che lo presiede;
> il Segretario Generale;
> il Comandante della P.M., responsabile del S.C.P.C.;
> il Dirigente del Settore LL.PP.;
> il Dirigente del Settore Urbanistica;
> il Presidente del Gruppo Comunale dei Volontari di P.C..
I membri del comitato, in caso di assenza e/o impedimento, sono
sostituiti da un loro delegato.
Il C.C.P.C., nel rispetto delle norme vigenti ed in relazione alle direttive emanate dagli organi nazionali, regionali e provinciali di P.C., svolge i seguenti compiti:
> definisce i protocolli tra le strutture operative locali del S.C.P.C. al fine di incrementarne la capacità operativa e di favorirne la necessaria integrazione e collaborazione;
> attività di indagine e conoscenza specifica del territorio comunale finalizzata alla stesura ed al periodico aggiornamento di mappe del rischio e attuazione di concreti interventi sul territorio e sulle infrastrutture miranti a ridurre l'impatto di rischio incidenti;
> elabora, anche sulla base degli studi raccolti e redatti dall’U.C.P.C., le strategie di gestione delle emergenze e le procedure operative più idonee alla salvaguardia dell’incolumità della popolazione e degli insediamenti produttivi;
> elabora i piani di intervento per il soccorso alla popolazione e per il rapido ripristino dei servizi pubblici in collaborazione con i gestori dei servizi medesimi;
> definisce le responsabilità ed i compiti delle Funzioni di Supporto
del C.O.C.;
> elabora i programmi di formazione e aggiornamento del personale adibito al
S.C.P.C.;
> nel quadro delle direttive nazionali, regionali e provinciali promuove e collabora a tutte le iniziative atte a stimolare nei cittadini la formazione di una moderna cultura di P.C.. esamina le domande di enti e/o associazioni di volontariato che chiedono il loro inserimento come volontari di P.C. nella struttura comunale;
> formazione di una moderna coscienza della P.C. attraverso la promozione di programmi informativi destinati alla popolazione ed interventi educativi rivolti alla popolazione scolastica; in particolare d'intesa con le autorità e gli organismi scolastici, il C.C.P.C. promuove corsi integrativi nelle scuole di ogni ordine e grado, volti a fornire direttamente, o per tramite dei docenti, agli studenti notizie, tecniche, esperienze, ecc., necessarie a tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente, dai danni provocati da catastrofi o calamità naturali;
> organizza le esercitazioni di P.C. curandone la strutturazione, le modalità di realizzazione e la loro pubblicità presso la popolazione.
Il C.C.P.C. sarà convocato dal Sindaco:
> in via ordinaria, almeno una volta l’anno;
> in via straordinaria, in occasione di eventi o circostanze potenzialmente critiche per la popolazione ed il territorio, anche a seguito di formale richiesta di uno dei componenti il comitato stesso.
Al verificarsi di eventi calamitosi o d’ipotesi di rischio emergente interessanti direttamente il territorio comunale, il
C.C.P.C. deve intendersi automaticamente convocato in seduta permanente; le convocazioni potranno avvenire tramite comunicazione verbale, telefonica, sms, e – mail, fax.
Le riunioni saranno tenute presso l’U.C.P.C. o il sito che sarà indicato, congiuntamente al relativo ordine del giorno, negli avvisi di convocazione.
In funzione dell’argomento da trattare o al fine di approfondire particolari problematiche, il C.C.P.C. potrà essere integrato da rappresentanti di altri enti e organizzazioni (gestori di telefonia, rete gas, elettrica, idrica ecc.); al fine di avvalersi della consulenza di personalità con comprovata esperienza tecnico-scientifica nel settore.
Ciascun componente rappresenta, in seno al C.C.P.C., l'ente o la struttura di appartenenza e assume ed esplica tutte le facoltà e competenze in ordine all'azione da svolgere ai fini di
P.C..
Ufficio Comunale di Protezione Civile
Gli sono affidati i servizi ordinari e di emergenza di competenza
comunale.
La sede dell’U.C.P.C. è fissata presso il Comando di P.M. attualmente in via Palombaio, 4, nell'edificio
della sede
comunale.
Una nuova sede potrà essere prevista con i requisiti della non
vulnerabilità al fine di garantire l’efficienza del servizio anche in
condizioni di calamità e collocazione in una zona di facile accesso, con
attigua un’area da destinarsi a movimento e sosta di veicoli e mezzi.
Il Comandante della P.M., quale responsabile del S.C.P.C., per
l’espletamento di tutte le funzioni inerenti l’ufficio, si avvale
di un collaboratore, esperto in P.C., individuato nel dipendente Donato Difonzo.
Il Sindaco assegna personale vario necessario per il corretto
funzionamento dell'ufficio stesso.
Sia in condizioni ordinarie che in emergenza, tutti gli enti, uffici,
imprese, persone fisiche, organizzazioni, associazioni e simili sono
tenuti a fornire tempestivamente, per l'elaborazione e l'aggiornamento
del P.C.P.C., la massima collaborazione e tutti i dati richiesti dall’U.C.P.C..
Funzioni dell'Ufficio Comunale di Protezione Civile
L’ufficio ha compiti di prevenzione, di pianificazione e direzione
dell’emergenza.
Al verificarsi di eventi calamitosi o d’ipotesi di rischio emergente,
nell’ambito del territorio comunale, il Comandante della P.M. ed il
suo collaboratore dovranno essere immediatamente reperibili e assicurano l’apertura continuativa dell’ufficio durante le fasi
dell’emergenza.
L’ U.C.P.C. provvede a:
> pianificare ed attuare gli interventi necessari, quale primo ed
immediato referente nella gestione complessiva dell'attività ordinaria e
straordinaria in collaborazione con il Sindaco;
> attivare, su disposizione del Sindaco, immediatamente il C.O.C., al
verificarsi di emergenze;
> assicurare il funzionamento in via continuativa, garantendo
l'espletamento delle necessarie attività amministrative ed
organizzative;
> curare i rapporti con tutte le strutture che concorrono al sistema di
P.C. (enti locali, amministrazioni statali, organizzazioni di
volontariato di P.C., ecc.);
> curare tutti gli adempimenti necessari per assicurare un corretto
funzionamento del S.C.P.C., nel puntuale rispetto delle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti in materia.
Inoltre, in particolare, l’U.C.P.C.:
> provvede alla gestione della sala operativa che deve essere
adeguatamente attrezzata di tutto l’occorrente per essere autonomamente
operativa, essendo il “centro di emergenza” dal quale si dirigono gli
interventi;
> adotta tutti i provvedimenti amministrativi per l'approntamento delle
risorse per far fronte all'emergenza e assicura i primi soccorsi appena
avuta conoscenza dell'evento calamitoso;
> predispone e aggiorna gli atti costituenti il P.C.P.C.;
> aggiorna il sistema informativo per la P.C. denominato “Sirio”
contenente le risorse disponibili sul territorio che possono essere
utilizzate per fronteggiare l'emergenza e ne cura l’invio periodico alla
Prefettura - U.T.G. di Bari ;
> aggiorna il "Sistema di
raccolta dati a supporto della pianificazione comunale e provinciale di emergenza"
distribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della P.C. e ne cura l’invio periodico alla
Provincia di Bari - Settore P.C.;
> propone l’acquisto dei mezzi, materiali e attrezzature necessarie per
il S.C.P.C., assicura la verifica periodica della funzionalità degli
stessi e ne cura le relative procedure amministrative;
> informa la popolazione dei bollettini diramati dal Dipartimento di P.C. e dalla Prefettura
- U.T.G. di Bari inerenti le condizioni metereologiche
avverse previste tramite la locale emittente radiotelevisiva Tele Radio Colle;
> cura le attività di formazione ed aggiornamento del personale addetto
al S.C.P.C. e promuove iniziative simili rivolte alla popolazione.
In caso di necessità ed a seguito di motivato atto del Sindaco, il
personale dell’U.C.P.C. potrà essere integrato da dipendenti comunali
provenienti da altri uffici.
Per garantire il corretto funzionamento, l’U.C.P.C. è composto da personale particolarmente addestrato e formato a poter
garantire, alla necessità, un’attività h. 24.
Tutta la struttura organizzativa della sala operativa comunale risponde del proprio operato al Responsabile del servizio di P.C.,
Magg. Mario Santoro ed in caso di assenza al suo collaboratore, Donato Difonzo.
Centro Operativo Comunale
Questa struttura, istituita con provvedimento del Sindaco, decreto n. 39
del 18.09.2006, è l'organo collegiale, con compiti di supporto e
decisionali, di cui il Sindaco medesimo si avvale per l'espletamento
delle sue funzioni ed attribuzioni in materia di P.C..
Il coordinamento del C.O.C. è affidato al Comandante della P.M., Magg.
Mario Santoro.
Funzioni di supporto
Funzione 1 – Tecnica e di Pianificazione
Referente:
Ing. Gioacchino Maiullari – Dirigente del Settore Urbanistica del
Comune;
Funzione 2 – Sanità, assistenza sociale e veterinaria
Referente:
Dott. Antonino Madaro – Medico Ufficio
Igiene della A.U.S.L. BA/3;
Funzione 3 - Volontariato
Referente:
Geom. Francesco Cacciapaglia - Coordinatore
del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile del Comune;
Funzione 4 - Materiale e mezzi
Referente: Sp. Amm.vo Donato Difonzo – Collaboratore
del Comandante la P.M. in relazione al S.C.P.C.;
Funzione 5 - Servizi essenziali e attività scolastica
Referente:
Rag. Maddalena Baldassarre – Responsabile
dei Servizi Culturali e Scolastici del Comune;
Funzione 6 - Censimento danni a persone e cose
Referente:
Geom. Francesco Paolo Cardinale –
Dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune;
Funzione 7 - Strutture operative locali e viabilità
Referente:
Magg. Mario Santoro – Comandante della
Polizia Municipale;
Funzione 8 -
Telecomunicazioni
Referente:
Rag. Domenico Recchia – Operatore di
stazione di radioamatore (patente n. 05513/BA);
Funzione 9 -
Assistenza alla popolazione
Referente:
Dott. Nicola Debenedictis – Dirigente del
Settore Servizi Sociali del Comune e Maria Cristina Pontrandolfo -
Ispettore locale Croce Rossa Italiana.
Per le Funzioni di Supporto è stabilito quanto segue:
1. Funzione Tecnica e di Pianificazione
Il referente mantiene e coordina tutti i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche, che svolgono attività sul territorio, cui è richiesta un’analisi conoscitiva dei rischi presenti sul territorio ed un’interpretazione dei dati relativi alle reti di monitoraggio.
Di questa funzione fanno parte tecnici comunali, provinciali e regionali, i responsabili delle reti di monitoraggio locali, unità operative di gruppi nazionali, uffici periferici dei servizi tecnici nazionali, tecnici e professionisti locali.
Il referente assolve a richieste di sopralluogo.
2. Funzione Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria
Il referente pianifica e gestisce tutte le problematiche relative agli aspetti socio-sanitari dell'emergenza, mantiene e coordina tutti i rapporti con i responsabili della sanità locale e le organizzazioni di volontariato che operano nel settore sanitario.
3. Funzione Volontariato
Il referente fornisce uomini, mezzi e materiali a supporto delle operazioni di soccorso ed assistenza, tiene e coordina tutti i rapporti tra le varie organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, individua i compiti delle organizzazioni in relazione alla tipologia del rischio da affrontare, alla natura ed alla tipologia delle attività esplicate dall’organizzazione e dai mezzi a disposizione.
4. Funzione Materiali e Mezzi
Il referente tiene un database costantemente aggiornato delle risorse disponibili in situazioni di emergenza, attraverso il censimento dei materiali e mezzi presenti sul territorio comunale.
Per ogni risorsa si deve prevedere il tipo di trasporto ed il tempo di arrivo nell’area di intervento. Nel caso in cui la richiesta di materiali e mezzi non possa essere fronteggiata a livello locale, il Sindaco rivolgerà richiesta al Prefetto.
5. Funzione Servizi Essenziali ed Attività Scolastica
Il referente provvede ad immediati interventi sulla rete per garantirne l’efficienza anche in situazioni di emergenza, coordina i rappresentanti di tutti i servizi essenziali erogati sul territorio comunale e delle istituzioni scolastiche, monitorandone gli interventi.
6. Funzione Censimento Danni a Persone e Cose
Il referente fotografa la situazione determinatasi a seguito dell’evento calamitoso al fine di stabilire gli interventi d’emergenza.
Il censimento dei danni deve essere riferito a persone, edifici pubblici e privati, edifici e beni monumentali, impianti industriali, servizi essenziali, attività produttive, opere di interesse culturale, infrastrutture pubbliche, agricoltura e zootecnia.
Per il censimento di cui sopra il referente si avvale di personale dell’ufficio tecnico comunale, della provincia, del genio civile, di esperti del settore sanitario, industriale e commerciale, gruppi tecnici nazionali esperti nel settore della protezione civile.
È altresì ipotizzabile l’impiego di squadre miste di tecnici del Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco, servizio Lavori Pubbici, Genio Civile o l’intervento della comunità scientifica, per le verifiche speditive di stabilità che dovranno essere effettuate in tempi necessariamente ristretti.
7. Funzione Strutture Operative Locali e Viabilità
Il referente coordina tutte le componenti locali istituzionalmente preposte alla viabilità, anche con funzioni di ausilio, ovvero polizia municipale, volontariato, guardie giurate, ecc..
Nell’emergenza si dovrà inibire il traffico nelle zone a rischio, veicolare i soccorsi e rifornimenti verso le aree di attesa e ricovero della popolazione e di ammassamento soccorritori e risorse.
8. Funzione Telecomunicazioni
Il referente deve predisporre, di concerto con i responsabili territoriali dei gestori di telefonia fissa e mobile, delle Poste Italiane s.p.a., del Ministero delle Comunicazioni, con le organizzazioni dei radioamatori locali, una rete di telecomunicazione non vulnerabile.
9. Funzione Assistenza alla Popolazione
Il referente deve conoscere il patrimonio ricettivo locale ed avere un quadro completo ed aggiornato delle disponibilità di alloggiamento sul territorio comunale; deve coordinare il personale addetto alle aree di attesa e ricovero della popolazione e di ammassamento soccorritori e risorse.
Ogni referente mantiene vivo e quindi
efficace il P.C.P.C. attraverso il
costante aggiornamento dei dati e delle procedure relative alla propria
Funzione di Supporto.
In caso di emergenza i singoli referenti assumono la veste di operatori
specializzati nell'ambito della propria Funzione di Supporto.
Tutte le Funzioni di Supporto all’occorrenza devono raccordarsi tra di loro.
Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile
Il G.C.V.P.C., la C.R.I. delegazione di Santeramo in Colle e di altre associazioni di P.C., sono parte integrante del S.C.P.C. ed il loro impiego è regolamentato dalle rispettive convenzioni stipulate o da stipularsi con
l'A.C..
Il G.C.V.P.C., la C.R.I. delegazione di Santeramo in Colle e le altre associazioni di P.C. operanti e riconosciute, collaborano e operano sia nella fase ordinaria che in emergenza, riferendosi alle direttive
dell’U.C.P.C..
SQUADRE DI PRONTO INTERVENTO
Sono un
servizio di reperibilità di alcuni dipendenti comunali, finalizzato ad
assicurare, in casi di particolari necessità operativa, lo svolgimento di
compiti di natura ordinaria e/o straordinaria, o per qualsiasi altro
evento contraddistinto da pubblico interesse, che dovesse aver luogo
anche fuori dai normali orari di servizio; tali squadre devono essere
sempre affiancate da personale di P.C..
PERSONALE di attivazione immediata in caso di evento calamitoso:
|
entro |
minuti 30
|
minuti
60
|
minuti 120
|
minuti 300
|
|
U.C.P.C. |
1
|
1
|
1
|
1
|
|
Polizia Municipale |
4
|
8
|
12
|
14
|
|
Ist. Vig. SI.VI.SI.
|
2
|
4
|
4
|
4
|
|
Ist. Vig. Pelicanus |
1
|
1
|
1
|
1
|
|
Carabinieri |
|
|
|
|
|
Volontari P. A. - A.R.M. |
5
|
5
|
10
|
20
|
| Volontari C.R.I. |
1
|
3
|
6
|
20
|
|
Dipendenti Comune |
1
|
1
|
1
|
1
|
|
Altri |
|
|
|
|
|
Totale |
15
|
23
|
35
|
61
|
|
B.3 |
Attivazione del presidio territoriale |
Il presidio territoriale, intendendosi il sistema di vigilanza sul territorio comunale, per garantire le
attività di ricognizione e di sopralluogo delle aree esposte a rischio, viene attivato dal Sindaco ed
è garantito dal
personale del S.C.P.C..
Il Comandante della P.M. ne
indirizza la dislocazione e l'azione, provvedendo ad intensificarne
l'attività, in caso di livelli elevati di criticità.
In caso di
necessità, viene immediatamente contattato il referente C.O.C. della Funzione
di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione, per le attività di sopralluogo e valutazione
delle criticità delle aree soggette a rischio, dell'agibilità delle vie
di fuga e della funzionalità delle aree di emergenza, al fine di consentire l'adozione delle conseguenti
misure di salvaguardia, anche in raccordo con le strutture operative
nazionali (Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, ecc.); a seguito
dell'evento, il referente C.O.C. della Funzione
di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione provvede alla delimitazione dell'area interessata,
alla valutazione del rischio residuo ed al censimento del danno. |
B.4 |
Funzionalità delle telecomunicazioni |
In via ordinaria, le comunicazioni fra tutte le componenti
del sistema di P.C. avvengono per via telefonica (fissa e mobile) e con
impianto di radiocollegamento con stazione fissa e stazioni portatili.
In caso di interruzione delle telecomunicazioni, priorità assoluta per
il ripristino sarà data per l’U.C.P.C., per le squadre che operano
sul territorio, gli uffici comunali,
l'ospedale, case di cura.
Il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 8 –
Telecomunicazioni, si attiverà immediatamente, per rendere funzionante
un sistema alternativo di comunicazioni in modo particolare con la
Prefettura - U.T.G. di Bari, con la Regione e la Provincia, utilizzando, se
necessario, anche attrezzatura
propria o di volontariato radioamatoriale.
|
| B.5 |
Ripristino della viabilita’ e dei trasporti
- controllo del traffico |
Sul territorio non si sono mai verificate situazioni critiche per la
viabilità, tranne che per la presenza di neve e ghiaccio nella stagione
invernale.
All'accadimento di interruzioni stradali per qualsiasi causa,
immediatamente, si provvederà a segnalare adeguatamente il rischio e, in attesa
del ripristino, al momento, si deciderà la soluzione viaria, alternativa,
più idonea.
Sulla cartografia della viabilità sono evidenziate le
principali strade di comunicazione del territorio comunale.
|
|
B.6 |
Misure di salvaguardia della popolazione |
Informazione alla popolazione
Il Sindaco, quale autorità di P.C. è ente esponenziale degli interessi
della collettività santermana.
Conseguentemente, ha il compito
prioritario della salvaguardia della popolazione e della tutela del
territorio comunale.
L'art. 12 della L. 03.08.1999, n. 265 "Disposizioni in
materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, trasferisce al
Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione della
popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali; anche la legislazione in materia di rischio industriale (D.P.R. 175/88; L.
137/97 e D.Lgs. 334/99) sancisce l'obbligo per il Sindaco di
informazione della popolazione.
Comunicare, in questo specifico settore, deve significare soprattutto,
creare un rapporto di fiducia fra chi deve gestire il rischio e chi vi è
esposto; occorre farlo in modo efficace: attraverso la comunicazione,
l’A.C. ha il dovere di avere cura dell’interesse
pubblico, deve essere in grado di ottenere dai cittadini, comportamenti
collaborativi, per realizzare tale interesse.
La comunicazione alla popolazione, sia in periodi di normalità
(informazione preventiva), sia in situazioni di emergenza è estremamente
importante, per sviluppare nella popolazione e nei media, la
consapevolezza necessaria alla corretta applicazione delle regole e dei
comportamenti suggeriti nel P.C.P.C..
Il sistema territoriale risulta essere più vulnerabile, rispetto ad un
determinato evento, quanto più basso è il livello di conoscenza della
popolazione, riguardo alla fenomenologia dell'evento stesso, al suo modo
di manifestarsi ed alle azioni necessarie, per mitigarne gli effetti.
L'informazione non dovrà limitarsi solo alla spiegazione scientifica,
che risulta spesso incomprensibile alla maggior parte della popolazione,
ma dovrà fornire anche indicazioni precise, sui comportamenti da tenere
dentro e fuori la propria abitazione o luogo di lavoro.
Gli obiettivi
fondamentali dell'attività di informazione che l'A.C. si pone, sono:
- informare i cittadini, sul sistema di P.C., riguardo la sua
organizzazione e struttura;
- informare i cittadini, riguardo agli eventi e alle situazioni di crisi,
che possono insistere sul territorio comunale;
- informare i cittadini, sui comportamenti da adottare, in caso di
emergenza; la conoscenza dei fenomeni e i
comportamenti da seguire e da non seguire in determinate situazioni di
rischio, servono a radicare nella popolazione, una cultura del
comportamento, che è indispensabile, in concomitanza con un evento di
crisi;
- informare e interagire con i media: è importante sviluppare un buon
rapporto con la stampa, sempre e soprattutto, in tempo di normalità.
Per quanto riguarda l'informazione in normalità è fondamentale che il
cittadino delle zone direttamente o indirettamente interessate
all'evento, conosca preventivamente:
- le caratteristiche essenziali di base del rischio, che insiste sul
proprio territorio;
- le disposizioni del P.C.P.C. nell'area in cui risiede;
- come comportarsi prima, durante e dopo l'evento;
- con quale mezzo ed in quale modo verranno diffuse informazioni ed
allarmi.
Per la più importante e delicata fase dell'informazione in emergenza, si
dovrà porre la massima attenzione, sulle modalità di diramazione e sui
contenuti dei messaggi; questi dovranno chiarire principalmente:
- la fase in corso, attenzione, preallarme, allarme;
- la spiegazione di cosa è successo, dove, quando e quali potrebbero
essere gli sviluppi;
- le strutture operative di soccorso impiegate e cosa stanno facendo;
- i comportamenti di autoprotezione per la popolazione.
Il contenuto dei messaggi dovrà essere chiaro, sintetico, preciso,
essenziale; le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente e ad
intervalli regolari; sarà bene comunicare sempre, al fine di limitare il
più possibile il panico nella popolazione, che non deve sentirsi
abbandonata e ricavare, invece, che si sta organizzando il primo soccorso
e la messa in sicurezza delle persone colpite.
Il presente documento viene pertanto pubblicato su internet, sul sito
del Comune, è a disposizione di tutti i cittadini presso l'U.C.P.C. e
l'Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Lezioni di P.C.
vengono già tenute, presso le scuole medie agli alunni di terza, si
prevede un allargamento per tutte le scuole comunali; le lezioni, realizzate sistematicamente ogni anno, contribuiranno fortemente alla
conoscenza del P.C.P.C. ed in generale della materia P.C..
Sistemi di allarme per la popolazione
Per avvertire la popolazione di un qualsiasi pericolo verranno usati i
seguenti canali:
> comunicati sull'emittente radiotelevisiva locale Tele Radio Colle;
> altoparlanti veicolari;
> sirene dei mezzi di soccorso e di polizia;
> campane
delle chiese;
> telefonate per quartieri/zone censuarie per passa parola fra
residenti;
> porta a porta tramite il volontariato.
Censimento della popolazione
L'U.C.P.C., ogni trimestre, aggiornerà il proprio database della popolazione.
All'inizio di ogni stagione estiva ed invernale, i referenti C.O.C. delle
Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione devono, di comune intesa, programmare il
calendario dei turni, per
le associazioni di volontariato, da attivarsi per l'assistenza agli
anziani ed i non autosufficienti, per il rischio calore e
rischio neve e/o ghiaccio; il database della popolazione non
autosufficiente sarà aggiornato dalle Funzioni di Supporto 3 e 9, ogni
semestre.
Aree di emergenza
Le aree di emergenza individuate, di cui al punto A.5, devono essere
immediatamente aggiornate, ogni qualvolta si verifica un cambiamento e
verificata almeno semestralmente la loro funzionalità.
Soccorso ed evacuazione della popolazione
Per gli eventi prevedibili, una volta raggiunta la fase di allarme, le misure di
salvaguardia sono quelle dell’allontanamento della
popolazione, dalla zona di pericolo, con priorità per le persone con
ridotta autonomia, ovvero disabili, anziani, bambini; a tal fine, deve
essere continuamente aggiornato e rifinito il Piano di evacuazione
di cui al punto C.4.
|
| B.7 |
Ripristino dei servizi essenziali |
Ogni rete erogatrice di servizi essenziali ha un proprio piano di
emergenza; al fine del ripristino dei danni, nel più breve tempo
possibile, il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 5 - Servizi essenziali ed attività scolastica,
deve contattare immediatamente i responsabili delle
aziende erogatrici dei servizi; la struttura comunale ed il volontariato
daranno il più ampio
supporto, all'azienda di servizio interessata.
|
| B.8 |
Salvaguardia delle strutture ed infrastrutture a rischio e sistema produttivo locale |
Non vi sono nel territorio, strutture ed infrastrutture
particolarmente a rischio.
Per il sistema produttivo locale, si monitorerà
frequentemente, in modo particolare, la zona industriale su via Gioia, per
evitare possibili rischi, che potrebbero compromettere i materiali stoccati
e l'attività in genere.
In caso di
danno, ampio supporto verrà dato ai Vigili del Fuoco ed alle altre
strutture operative competenti.
Si attueranno gli interventi, per il ripristino di quanto danneggiato, con l'ausilio di
ditte private, prioritariamente locali, al fine di ritornare alla normalità, nel più breve tempo
possibile.
|
| B.9 |
Rapporti con le istituzioni locali per l’attivita’ amministrativa
e supporto all’attivita’ di emergenza |
Tutti gli uffici comunali devono continuare a mantenere l’operatività
amministrativa e provvedere, con immediatezza, ad assicurare i
collegamenti fra gli uffici stessi; devono dare tutto il supporto
richiesto all'U.C.P.C. ed alla cittadinanza.
In caso di inagibilità della sede municipale e dell’U.C.P.C., la sede alternativa sarà ubicata negli uffici
comunali della zona industriale (uffici tecnici o
dei servizi sociali).
|
| B.10 |
Censimento e salvaguardia dei beni culturali |
Nel confermare che il preminente scopo del P.C.P.C. è quello di mettere in
salvo la popolazione e garantire con ogni mezzo il mantenimento del
livello di vita “civile”, messo in crisi da una situazione di grandi
disagi fisici e psicologici, è comunque da considerare, anche la
salvaguardia dei beni culturali ubicati nelle zone a rischio.
Si
dovranno perciò organizzare specifici interventi, per il censimento e la
tutela dei beni culturali, predisponendo specifiche squadre di tecnici,
per la messa in sicurezza di reperti, o altri beni artistici, in aree
sicure.
|
| B.11 |
Modulistica per il censimento dei danni a persone e cose |
La modulistica allegata al presente piano è in parte quella emanata
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della P.C. e
in parte è stata realizzata, con il fine di essere
semplice e di facile interpretazione, cercando di prevedere tutte le
specifiche situazioni di rischio, che possono accadere.
|
| B.12 |
Relazione giornaliera dell’intervento |
La relazione sarà redatta dal responsabile del servizio di P.C. e
dovrà contenere le sintesi delle attività giornaliere.
I giornalisti verranno costantemente aggiornati dal Sindaco, con una o
più conferenze stampa quotidiana.
Durante la giornata, si dovranno inoltre organizzare, per i giornalisti,
supporti logistici, per la realizzazione di servizi di informazione nelle
zone di operazione. |
C - MODELLO DI INTERVENTO
Le procedure di intervento costituiscono quel complesso codificato di
comportamenti, di azioni da compiere con immediatezza e operazioni, da
avviare in ordine logico e temporale, che consentono di affrontare il
primo impatto di un evento calamitoso, con il minor grado di
impreparazione e con il maggior grado di automatismo possibile.
Per il
conseguimento di tale obiettivo è fondamentale la preventiva conoscenza
del proprio compito da parte di ogni persona, ufficio, ente e organismo
deputato ad intervenire alla minaccia o al manifestarsi di una
situazione di emergenza.
Ruolo basilare riveste l'operatore, che riceve la telefonata o
comunque viene a conoscenza di un qualsiasi pericolo; egli deve
raccogliere il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile,
aiutandosi, per questo, attraverso la compilazione del modulo "segnalazione
emergenza"; subito deve informare
il responsabile
del S.C.P.C., che dispone una perlustrazione del luogo oggetto della
notizia, da parte di personale della struttura comunale di
P.C. per i successivi interventi da
attuarsi.
Le procedure di intervento si caratterizzano,
evidentemente, in relazione a:
> evento con preavviso, causato da fenomeni direttamente connessi con la
situazione meteorologica (alluvioni, nevicate, ondate calore), la cui previsione
consente l’attivazione delle diverse fasi operative, funzionali ad una
crescente criticità;
> evento senza preavviso, che per mancato allarme o al verificarsi di un
fenomeno non prevedibile o ad evoluzione estremamente rapida, richiede
l’attivazione diretta della fase di allarme.
Nelle more della realizzazione, da parte della Regione Puglia del Centro
Funzionale Regionale, è la Prefettura - U.T.G. di Bari, che dirama il bollettino di avviso
di condizioni meteorologiche avverse.
|
| C.1 |
Sistema di comando e controllo |
La procedura di attivazione del sistema di comando e controllo è
finalizzata a disciplinare il flusso delle informazioni, provenienti dalle
squadre che monitorano il territorio, al fine di garantire al Sindaco,
autorità comunale di P.C., un livello adeguato di informazioni, per
disporre l'immediato e tempestivo impiego di risorse a salvaguardia della popolazione e dei beni
esposti e fornire le informazioni alla Prefettura - U.T.G. di Bari, Regione e
Provincia, utili ad attivare le necessarie ed adeguate forme di concorso.
Fondamentale importanza riveste la fonte della notizia, che deve quindi
sempre essere verificata, da personale facente parte della struttura comunale di P.C..
|
|
C.2 |
Fasi operative |
La risposta del Sistema Comunale di P.C. è articolata in fasi operative,
non necessariamente successive, così come di seguito riportate: |
 |
Fase di pre-allerta (per
rischi incendio di interfaccia e idrogeologico e/o idraulico) |
 |
Fase di attenzione |
 |
Fase di preallarme |
 |
Fase di allarme |
|
Evidentemente, all’accadimento dell’evento, seguirà la: |
 |
Fase di emergenza e soccorso |
 |
Fase di superamento dell’emergenza. |
|
|
|
|
Fase di pre-allerta |
Rischio incendio di interfaccia
Viene attivata:
> con la comunicazione da parte della Prefettura - U.T.G. di
Bari dell'inizio
della campagna Anti Incendio Boschivo (A.I.B.);
> al di fuori del periodo della campagna A.I.B., in seguito
alla comunicazione nel Bollettino, emesso dalla
Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla
Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C., della previsione di una pericolosità
media;
> al verificarsi di un incendio boschivo sul territorio comunale.
Rischio idrogeologico e idraulico
Viene attivata:
> al ricevimento del Bollettino con previsione di criticità ordinaria
conseguente alla possibilità di fasi temporalesche intense, emesso dalla
Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla
Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C.. |
| |
|

|
Fase di attenzione |
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di
allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari
o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il
Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento di criticità ordinaria;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle
squadre che monitorano il territorio.
Il Sindaco dispone la verifica della reperibilità dei
referenti delle Funzioni di Supporto da far confluire nel C.O.C. e, se
l'evolversi della situazione sul territorio assume criticità elevata,
dispone:
> il servizio h.
24 della struttura comunale di P.C. e delle squadre che devono
effettuare il monitoraggio
e la vigilanza del territorio;
> la convocazione del referente C.O.C.
della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione;
> l'allertamento delle strutture tecniche,
della squadra
di pronto intervento, del volontariato, anche al fine del
concorso all’attività di presidio territoriale.
|
|

|
Fase di preallarme
|
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di
allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari
o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il
Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento con criticità moderata;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle
squadre che monitorano il territorio.
Il Sindaco dispone la verifica della reperibilità dei
referenti delle Funzioni di Supporto da far confluire nel C.O.C. e, se
l'evolversi della situazione sul territorio assume criticità elevata,
dispone:
> il servizio h.
24 della struttura comunale di P.C. e delle squadre che devono
effettuare il monitoraggio
e la vigilanza del territorio;
> la convocazione dei referenti delle Funzioni di
Supporto del C.O.C. ritenute necessarie;
> l'allertamento delle strutture tecniche,
della squadra
di pronto intervento, del volontariato, anche al fine del
concorso all’attività di presidio territoriale;
> tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e
privata incolumità.
Il Sindaco tiene costantemente informato
il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura - U.T.G. di Bari, la Struttura Regionale di P.C., la Struttura Provinciale di
P.C. ed il C.O.M. 6 BA di
Gioia del Colle, dell'evolversi della situazione sul territorio.
|
|

|
Fase di allarme
|
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di
allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari
o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il
Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento con criticità elevata;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle
squadre che monitorano il territorio.
Il Sindaco dispone:
> il servizio h.
24 della Struttura Comunale di P.C. e delle squadre che devono
effettuare il monitoraggio
e la vigilanza del territorio;
> la convocazione del C.O.C.;
> l'operatività delle strutture tecniche,
della squadra
di pronto intervento, del volontariato, al fine del
concorso all’attività di presidio territoriale, delle aree di
emergenze e delle vie di deflusso;
> l'allontanamento della popolazione dalle aree a rischio
secondo le modalità previste dal Piano di evacuazione;
> l'allertamento, delle ditte titolari di risorse utili per il
tipo di rischio in atto o atteso;
> tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e
privata incolumità;
> un'adeguata comunicazione alla popolazione sia durante
tutta la fase di allarme che successivamente al cessato allarme.
Il Sindaco tiene costantemente informato, sin dalle prime manifestazioni
dell'evento, il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura - U.T.G. di Bari, la Struttura Regionale di P.C., la Struttura Provinciale di
P.C. ed il C.O.M. 6 BA di
Gioia del Colle, dell'evolversi della situazione sul territorio.
Il rientro da ciascuna Fase operativa ovvero il passaggio alla fase
successiva viene disposto dal Sindaco sulla base delle comunicazioni
ricevute dalla
Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla
Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C., e/o dalla valutazione del
presidio territoriale.
|
| C.3 |
Attivazioni in emergenza |
Rappresentano le immediate predisposizioni che devono essere attivate
dal Sindaco nel caso un fenomeno non previsto si verifichi in maniera
improvvisa con coinvolgimento della popolazione.
In particolare il modello di intervento prevede tra le prime procedure
operative:
> la funzionalità h. 24 dell'U.C.P.C.;
> l'immediata reperibilità di tutti i referenti
delle Funzioni di Supporto del C.O.C.;
> l'intensificazione dell'attività di monitoraggio da parte del
personale della struttura comunale
di P.C. e del personale della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di
Pianificazione del C.O.C.;
> la delimitazione delle aree a rischio;
> l'allertamento degli abitanti delle
aree a rischio e, se necessario, l'evacuazione degli stessi;
> la predisposizione dei cancelli stradali di ingresso adeguatamente presidiati da
agenti di P.M. e Carabinieri, coadiuvati dal volontariato e dalle guardie
giurate;
> l'allestimento ed il presidio delle aree e delle strutture di attesa
e ricovero per la popolazione con il concorso di tutte le Funzioni di
Supporto del C.O.C.;
> tutte le iniziative atte al soccorso
ed assistenza alla popolazione.
|
|
SCHEMA ATTIVAZIONE
|
|
SINDACO
|
|
|
SALA
OPERATIVA
c/o Comando di P.M.
funzionalità h. 24 dell'U.C.P.C.
|
| |
|
|
REFERENTI C.O.C.
|
si recano alla
Sala Operativa
|
AREE
DI ATTESA
|
| |
|
STRUTTURA TECNICA
COMUNALE
|
è a disposizione della
Sala Operativa
|
|
|
PERSONALE COMUNALE
|
si reca negli uffici di competenza
|
| |
|
VOLONTARI
|
- presidiano le aree di attesa
- i gruppi autorizzati si recano nelle zone colpite
|
| |
|
POPOLAZIONE
|
si raduna nelle aree di attesa
|
| |
|
|
POLIZIA MUNICIPALE
|
- gli agenti si recano nelle zone colpite
- indirizzano la popolazione nelle aree di attesa
- comunicano costantemente la situazione alla Sala Operativa
- attivano e presidiano i cancelli stradali di ingresso
|
CANCELLI
STRADALI DI INGRESSO
-
1 - rotonda via Gioia
-
2 - via Acquaviva inters. c.da Chiancaro
-
3 - rotonda via Cassano
-
4 - via Altamura inters. via Baldassarre
-
5 - rotonda via Alessandriello
-
6 - via Matera inters. S.P. 229
-
7 - rotonda via Laterza
|
|
C.4 |
Piano di evacuazione |
Uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza è senza
dubbio legato, alla possibilità di dover disporre l'evacuazione della
popolazione; essa viene disposta con apposita ordinanza emanata dal
Sindaco, ai sensi dell'art. 50 e 54 del D.Lgs. n. 267/2000, o dal
Prefetto.
Si parla di evacuazioni preventive, quando lo sgombero della popolazione
avviene prima che gli eventi calamitosi si verifichino, oppure di
evacuazioni di soccorso, nel caso in cui la popolazione debba essere sgomberata,
a causa di un evento in atto.
I tempi connessi all’effettuazione dell’evacuazione dipendono perciò, da
alcuni fattori: epoca in cui l’evacuazione ha luogo (in fase preventiva,
o in fase di soccorso), numero e tipologia
delle persone da evacuare (anziani, bambini, disabili, malati),
strutture dalle quali svolgere l’evacuazione (ospedali, scuole, aziende,
centri commerciali, abitazioni, ecc.).
In caso di necessità di evacuazione, viene immediatamente attivata la Fase di
allarme e si procede come al precedente punto C.3 - Attivazioni in
emergenza.
In caso di luoghi di attesa lontani dalle zone evacuate, sarà immediatamente chiamata, per il trasporto degli evacuati, la
locale ditta
"Autolinee di Caponio
Francesco" in possesso di circa n. 7 autobus, per un totale di circa
350 posti (numeri che ovviamente, sono il massimo della disponibilità, se questi trovasi
tutti nel territorio comunale), il 118 e l'Associazione di Volontariato Pubblica Assistenza A.R.M., per il
trasporto su autoambulanza di persone in condizioni di degenza, la Croce Rossa
Italiana - delegazione locale, per garantire le prime forme di
assistenza alla popolazione, anche con l'installazione di presidi
medici.
Per evitare episodi di sciacallaggio nelle aree interessate, sarà
organizzato un cordone di sicurezza, composto dalle Forze dell'Ordine e
dalla P.M..
Particolare attenzione, verrà posta, nei confronti delle persone con
difficoltà motorie.
L’assistenza alla popolazione deve essere garantita costantemente dalle Funzioni di Supporto 3 -
"Volontariato" e
9 - “Assistenza
alla popolazione” del C.O.C..
A fine emergenza, si deve consentire il rientro della popolazione evacuata, nelle
proprie abitazioni, nel più breve tempo possibile.
I messaggi di
evacuazione verranno diramati, come da precedente punto B.6 -
Misure di salvaguardia della popolazione.
I percorsi per l’afflusso dei soccorritori ed il deflusso della popolazione
dalle zone
da evacuare, sono quelli riportati nella "Cartografia della viabilità
strategica", di cui all'allegato "C - Cartografie"; è
evidente che ogni evento, per la sua imprevedibilità può comportare
l'adozione di percorsi diversi da quelli preventivati.
In caso di evacuazione di bestiame, si predisporranno al momento, delle
aree di ammassamento, nelle vicinanze della
dimora abituale degli animali, adeguatamente presidiate dalle Forze dell’Ordine
e P.M., eventualmente coadiuvate dal volontariato, oppure interverrà la ditta COBES, con i n. 2 autocarri
da trasporto bestiame, anche qui numero massimo della disponibilità, per
il trasporto in altri luoghi sicuri.
Il Sindaco, con apposite ordinanze, dispone la requisizione di tutti i
mezzi e risorse ritenute indispensabili per il soccorso e la salvaguardia della
popolazione evacuata. |
RISCHI ATTESI - Adempimenti
Alluvione -
nubifragio
Ricevuto il Bollettino di condizioni metereologiche avverse
dalla Prefettura - U.T.G. di Bari, Fase di
attenzione, inerente possibilità di abbondanti piogge o accertata
l'emergenza in atto, il Sindaco attiva la procedura della
relativa Fase operativa:
> almeno n. 2 unità del S.C.P.C. con il fuoristrada Land Rover
monitorerà, secondo l’evolversi delle precipitazioni, tutte le
direttrici stradali, contrada Lamalunga, i ponti
ferroviari;
> se la situazione evolve al peggio, si allerteranno, inoltre,
i Vigili
del Fuoco, le ditte di autospurgo,
di movimento terra e di autolinee, in previsione di un’eventuale
evacuazione della popolazione, dalle aree a rischio;
> interviene il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di pianificazione,
per sopralluoghi atti a verificare la funzionalità delle infrastrutture
ritenute pericolose.
Neve -
ghiaccio - gelate
Ad inizio della stagione invernale:
> l'U.C.P.C. verifica la disponibilità di
adeguata scorta di sale, per
disgelo stradale, nel deposito comunale su via Altamura, l'efficienza
del fuoristrada Land Rover oltre alla disponibilità di catene, per le autovetture
della P.M.;
> il referente C.O.C. della
Funzione di Supporto 5 - Servizi Essenziali ed
Attività Scolastica, verifica le scorte di
combustibile, per riscaldamento per gli edifici pubblici, scuole,
ospedali, case di cura;
> i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla
popolazione, di comune intesa, programmano il calendario
dei turni, per
le associazioni di volontariato, da attivarsi per l'assistenza agli
anziani ed i non autosufficienti.
Ricevuto il bollettino di condizioni metereologiche avverse dalla Prefettura
- U.T.G. di Bari, Fase di
attenzione, inerente
possibilità di abbondanti nevicate e/o formazione di ghiaccio o accertata
l'emergenza in atto,
il Sindaco attiva la procedura della relativa Fase operativa:
> almeno n. 2 unità del
S.C.P.C., con il fuoristrada Land Rover, monitoreranno, secondo l’evolversi delle precipitazioni, tutte le
direttrici stradali, per verificarne la percorribilità;
> viene allertata la ditta
affidataria del servizio comunale di igiene
urbana e servizi complementari (TRA.DE.CO.), affinché il personale ed i mezzi spargisale siano pronti per l’operatività.
Gli operatori della ditta TRA.DE.CO. effettuano la rimozione neve, in ordine di priorità
presso: Ospedale – Ausilioteca - Casa di cura S. Calabrese, Ufficio Igiene Pubblica – Istituti
scolastici (materne, elementari, medie, superiori) - Uffici comunali – Ufficio Postale – Chiese – Stazione Carabinieri - Mercato
coperto comunale - Stazione ferroviaria.
Gli stradini comunali, con il loro automezzo, devono essere a disposizione
dell'U.C.P.C., per interventi di trasporto e spargimento del sale, ove occorre.
Il Sindaco emette ordinanza di sospensione
dell'attività scolastica, l'U.C.P.C. informa dell'ordinanza
immediatamente, via telefono
gli istituti scolastici e ne trasmette copia via fax, anche alla
Provincia; invia
relativa comunicazione a Tele Radio Colle, per la diffusione
alla popolazione.
L'autoambulanza ed il mezzo fuoristrada dell'Associazione Pubblica Assistenza A.R.M. è a disposizione, per
l'eventuale trasporto dei dializzati, che necessitano di trattamento presso le
strutture sanitarie.
Se l'emergenza si protrae per oltre le 24 ore, i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto
3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla
popolazione, inviano i volontari presso le abitazioni degli
anziani ed i non autosufficienti (preventivamente individuati), per le dovute
forme di soccorso e assistenza.
Si considereranno, comunque,
le Linee guida - emergenza neve ed il
"Piano
operativo per la gestione coordinata delle emergenze che interessano
il sistema viario autostradale e ordinario determinate da
precipitazioni nevose", emesso
annualmente dalla Prefettura - U.T.G. di Bari.
Rischio sismico
Il terremoto essendo un fenomeno che si verifica senza possibilità di
preannuncio, fa sì che in caso di accadimento, presumibilmente con magnitudo superiore a
4, sarà attivata immediatamente la Fase di
allarme, contestualmente alla Fase
di emergenza e soccorso.
Si procede come da punto C.3 -
Attivazioni in emergenza:
> si insedia, l’U.C.P.C.;
> si insedia il C.O.C.;
> si assicura la prima assistenza alla popolazione, ricorrendo anche al coordinamento provinciale del volontariato di
P.C.;
> si inviano volontari, uomini e mezzi,
presso l'ospedale, la casa di cura per anziani, le scuole (in funzione
dell'orario e del giorno del sisma) ed in tutte le aree di
emergenza;
> si inviano gli Agenti di P.M., a presidio delle vie di deflusso e dei cancelli stradali
di ingresso;
> si dispone
l'allontanamento della popolazione dagli edifici a rischio, secondo le
modalità previste dal Piano di evacuazione;
> si assumono tutte le
iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità;
> il Sindaco tiene
costantemente informata la popolazione, su quanto l'A.C.
sta facendo e degli ulteriori provvedimenti che intende mettere in
atto;
> si contatta immediatamente la locale ditta
"Autolinee Caponio", per il trasferimento della popolazione
più debole, dalle aree di attesa, alle aree di ricovero ed accoglienza, le ditte di movimento terra, per le prime opere di rimozione delle macerie,
ditte di autocisterne, generi alimentari, coperte, ecc.;
> si provvede, per il tramite delle Funzioni di Supporto 1 - Tecnica e di
pianificazione e 6 - Censimento danni a persone e cose, del C.O.C.,
all’attività di censimento e verifiche di agibilità
degli edifici;
> dalle prime
manifestazioni dell'evento, il Sindaco assicura un flusso continuo di
informazioni, verso la Struttura Regionale di P.C. ed il Centro
Coordinamento Soccorsi della Prefettura
- U.T.G. di Bari, chiedendo,
fra l'altro, l'invio di unità cinofile, per la ricerca di persone,
che possono trovarsi sotto le macerie.
Il Sindaco, con apposite ordinanze, dispone la requisizione di tutti i
mezzi e risorse ritenute indispensabili per la salvaguardia della
popolazione.
Incendio boschivo
Al fine di
migliorare e razionalizzare l’attività di prevenzione e lotta attiva
contro gli incendi boschivi, è fondamentale una buona conoscenza dei fattori
predisponenti e delle cause determinanti l’incendio.
E’ ormai convinzione
comune, che la quasi totalità degli incendi abbia origine da fattori
indiretti o diretti, dovuti all’attività dell’uomo.
Le cause che determinano un incendio, quelle cioè che innescano il fenomeno
della combustione, in conformità del Regolamento (CE) n. 804194, vengono
classificate secondo le seguenti categorie:
• di origine naturale;
• di origine
involontaria;
• di origine volontaria;
• non classificata.
Si
richiamano, al riguardo, le
seguenti leggi:
Prevenzione
Per
poter promuovere le azioni di prevenzione e là dove necessario le
azioni di repressione,
è fondamentale conoscere le reali motivazioni, che sono alla base del
fenomeno degli incendi.
La conoscenza ed il monitoraggio del territorio, uniti ad una
costruttiva comunicazione con la popolazione, fatta di annunci sulle
emittenti radiotelevisive, manifesti
pubblici, riunioni, convegni, ecc., sono il presupposto, per una concreta pianificazione antincendio.
Ogni anno, nella stagione primaverile, l'U.C.P.C. organizza vari
incontri con la popolazione ed in modo particolare, con gli agricoltori ed
allevatori, al fine di promuovere quelle azioni, utili a preservare il
territorio comunale dagli incendi, oltre a rammentare la normativa vigente in
materia.
All'approssimarsi del periodo di rischio incendi boschivi, il personale del
S.C.P.C. monitora tutto il territorio comunale, per verificare che i proprietari
di terreni ubicati in prossimità di percorsi stradali, ferroviari e di
aree antropizzate e boschive, rispettino le disposizioni della normativa
vigente in materia.
In modo particolare, saranno invitati tutti i
proprietari o detentori frontisti, di tutte le strade soggette a pubblico
transito, siano essi Enti o persona fisica, al taglio di tutte le essenze
vegetali (sia verdi che secche), che fuoriescono dalla loro proprietà, che
siano prospicienti i muretti di confine e si riversano
sulla carreggiata
stradale, provvedendo altresì, allo smaltimento dei rifiuti derivati dalla
potatura e diserbo e da qualsiasi essenza vegetale e materiale
infiammabile.
La ditta TRA.DE.CO.,
affidataria del servizio comunale di igiene
urbana e servizi complementari,
provvederà a ripulire dalle erbacce e
vegetazione varia tutte le strade periferiche comunali.
Le aziende rurali saranno invitate a
realizzare precese ed aree spartifuoco, al fine di preservare i loro immobili (stalle, capannoni, depositi
foraggio, ecc.), dall'avvento di incendi.
Il personale del S.C.P.C., unitamente al volontariato, in collaborazione con il Corpo Forestale
dello Stato (C.F.S.) attiva, nel periodo di rischio, compatibilmente con la disponibilità di
personale,
postazioni fisse di vedetta su:
In aggiunta, saranno predisposti, come da missive
annuali della Prefettura - U.T.G. di Bari, servizi
di vigilanza e controllo del territorio, privilegiando le aree
potenzialmente esposte al pericolo di incendi.
Con queste misure di prevenzione, saranno eliminati
gran parte degli incendi.
Rimangono da debellare
gli incendi di natura dolosa: questi si verificano,
quando l'intervento delle istituzioni è più difficile e lento, ovvero
nelle ore serali e notturne e quando ci sono le condizioni climatiche
favorevoli (giornate calde con vento); una soluzione per
limitare i danni è quella di organizzare ed attivare, in tali periodi, un congruo numero di squadre, formate da
personale del S.C.P.C., Guardie Giurate, volontari di P.C. e non,
associazioni di protezione ambientale presenti sul territorio, che
monitorano costantemente le aree boscate.
Modello d'intervento
Si premette, che il ruolo operativo nella
lotta attiva agli incendi boschivi è demandato esclusivamente agli organi
tecnici rappresentati dal
C.F.S.
e dal Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco; le organizzazioni di volontariato operano
sotto il coordinamento del Direttore delle Operazioni di Spegnimento del
C.F.S..
Alla notizia di un incendio boschivo, immediatamente, si allerta il
C.F.S.
e contemporaneamente, si invia sulla zona ove è stato segnalato
l’incendio, personale della struttura di P.C., al fine di verificare la veridicità
della segnalazione, l’estensione dell’incendio, i probabili sviluppi,
la percorribilità delle
vie di accesso e di fuga della zona delle operazioni, in
modo da informare dettagliatamente, sull'evolversi dell'incendio il
C.F.S.
ed
all'occorrenza i Vigili del Fuoco.
I volontari di P.C. e comunque tutto il personale operante devono sempre
essere informati, sulle regole di comportamento, che devono usare,
sulla zona dell’incendio; in modo particolare, sull’assoluto divieto di
deterioramento o distruzione di quelle tracce, che potrebbero essere
determinanti, per l’identificazione del responsabile dell’incendio
all'Ispettorato Generale del
C.F.S.
al numero nazionale 06/4741360.
Pertanto, tutto il
personale operante deve conoscere le seguenti regole di comportamento:
- ogni intervento deve espletarsi indossando tutti i
Dispositivi di Protezione Individuale previsti dalla normativa;
- gli interventi devono eseguirsi attenendosi alle disposizioni del
Direttore delle Operazioni di Spegnimento, evitando comportamenti che
possano mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella altrui;
- alla notizia dell'incendio, annotarsi possibilmente, gli estremi della
persona segnalatrice;
- durante
l'avvicinamento al luogo dell'incendio, cercare di annotare, memorizzare
veicoli o persone, che si allontanino, circolino o sostino nei pressi;
- durante le fasi di
spegnimento, evitare il più possibile, di camminare o bagnare senza scopo, le
aree già percorse dal fuoco, limitando l'intervento e il calpestio alle
zone dove l'incendio è in atto;
- non introdursi con
veicoli, all'interno delle zone bruciate o limitrofe, se ciò non sia
assolutamente necessario, al fine di evitare di cancellare eventuali
impronte di pneumatici o di scarpe;
- nessuna cosa
esistente sul luogo, anche se ritenuta insignificante o non attinente con
l'incendio, dovrà essere maneggiata, raccolta o spostata;
- di qualsiasi cosa
rinvenuta, con particolare riferimento ad eventuali meccanismi di
accensione facilmente riconoscibili, si dovrà avvisare il personale del
C.F.S. astenendosi dal maneggiarla, raccoglierla o spostarla;
- astenersi
rigorosamente, dal fare ingresso o bagnare le zone dell'incendio delimitate
dal nastro a bande bianche e rosse, poichè tali aree saranno soggette a
peculiari accertamenti del personale specializzato;
- informare di
qualsiasi cosa o fatto sospetto il personale del
C.F.S..
Nei periodi di forte rischio di incendi boschivi,
oltre a quando questi sono in
atto, si allerteranno le ditte munite di cisterne per trasporto di
acqua, al fine dell'intervento in caso di fabbisogno, per i Vigili del Fuoco
ed il
C.F.S..
Particolare attenzione deve essere posta, al fine di un eventuale
intervento di evacuazione, per le aziende agricole che possono essere
interessate dal fuoco, compresi gli animali.
Il prelievo di acqua da usarsi per lo spegnimento di incendi può
effettuarsi tramite:
|
n. 1 |
idrante sito su via
Alessandriello, S.P. 160, appena terminata
la recinzione del Palasport CooperSport; trattasi di idrante sottosuolo
- munito di lucchetto (la cui chiave è anche in dotazione al Comando Provinciale Vigili
del Fuoco di Altamura ed all’associazione di volontariato Pubblica
Assistenza ARM di Santeramo in C.), collegato alla rete idrica h. 24 -
bocchetta UNI 70 (4 atm);
|
|
n.10
|
pozzi circa di acqua sorgiva in località Padula Rosa (foglio di
mappa 108 – part. 8) ubicati su terreno di proprietà comunale, da cui può
prelevarsi acqua tramite motopompe.
|
|
Al fine di realizzare precese, per fermare eventuali incendi boschivi in atto, ci si
avvarrà, al
momento, dell'agricoltore più vicino alla zona, in quanto la quasi totalità è
provvista di trattori agricoli, con relativi aratri.
|
Ondate
di calore
All'inizio della stagione estiva, i responsabili delle Funzioni di supporto
3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione, del C.O.C., di comune intesa, programmano il calendario
dei turni, per
le associazioni di volontariato, da attivarsi, per l'assistenza agli
anziani ed i non autosufficienti,
quando scatta l'allarme rischio calore.
Ricevuto dalla Prefettura - U.T.G. di Bari, il bollettino di condizioni climatiche, che favoriscono le ondate
di calore o consultando il sito del Dipartimento della P.C. all'apposito link, alla segnalazione del livello 2 o 3 per Bari, immediatamente, saranno
allertati i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla
popolazione ed informata e sensibilizzata la popolazione, con continui
comunicati su Tele Radio Colle, circa i
comportamenti da adottare, per alleviare i disagi, in modo particolare, per
gli anziani ed i non autosufficienti.
Per le segnalazioni di persone in
difficoltà, saranno continuamente pubblicizzati i numeri telefonici a cui
rivolgersi per i primi interventi:
|
118 |
Servizio Sanitario Nazionale |
|
1500 |
Ministero della Salute |
|
080.3036014 - 3036069 |
Comando di P.M. |
|
080.3028327 |
Ufficio Comunale di Protezione Civile |
|
080.3023467 |
Servizi Sociali Comunali |
|
080.3024430 |
Associazione CooperVolontariatoSanteramo |
|
080.3032913 |
Croce Rossa Italiana - delegazione Santeramo |
| 080.3026222
- 3038031 |
Associazione di Volontariato Pubblica Assistenza A.R.M.. |
Se il rischio calore si protrae per oltre le 24 ore, i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto
3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla
popolazione, inviano i volontari, presso le abitazioni degli
anziani ed i non autosufficienti (preventivamente individuati), per le dovute
forme di soccorso e assistenza.
Nei periodi di maggior rischio calore, le sedi di associazioni frequentate
da persone anziane saranno rifornite, da parte dell'U.C.P.C.,
di acqua in bottiglia.
RISCHI PROBABILI
- Adempimenti
Siccità
- interruzione erogazione idrica
In caso di previsione di siccità, ci si
dovrà attenere scrupolosamente, alle indicazioni fornite dagli organi
superiori, Ministero della Sanità, Dipartimento della P.C., Prefettura
- U.T.G. di Bari,
Regione, Provincia.
Saranno allertate le ditte locali, munite di cisterne per trasporto di
acqua.
Molte aziende agricole sono già
munite di cisterne proprie, per i loro fabbisogni.
In caso di emergenza acclarata, saranno predisposti presidi, in
località Padula Rosa, ove sorgono pozzi sorgivi, per regolamentare il
prelievo e l'uso dell'acqua.
Controlli giornalieri
saranno effettuati negli esercizi commerciali, per monitorare i prezzi
dell'acqua e bibite in genere.
Apposite ordinanze saranno emanate, per limitare o vietare l'uso di
acqua per lavaggio di mezzi, irrigazione giardini.
In caso di interruzione improvvisa dell'erogazione idrica nel centro
urbano (guasti sulle condotte, contaminazione, ecc.), immediatamente,
tramite annunci su Tele Radio Colle, sarà garantito alla cittadinanza, un livello adeguato di informazione su:
- cosa è successo e perchè;
- la prevedibile durata della criticità;
- azioni intraprese dall'A.C. e azioni che intende intraprendere;
- comportamenti di autoprotezione per la popolazione, possibili rischi;
- disposizioni varie.
Le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente e ad
intervalli regolari.
Sarà bene
comunicare sempre, al fine di limitare il più possibile il panico nella
popolazione, che non deve sentirsi abbandonata e ricavare invece, che si
sta organizzando il necessario, per limitare il disagio, dovuto alla
mancanza di acqua.
Si devono monitorare immediatamente l'ospedale, laboratori sanitari, case
di cura ed abitazioni di anziani e persone non autosufficienti.
Sarà richiesto l'intervento immediato degli organi tecnici: A.S.L., AQP, Consorzio di
Bonifica Terre d'Apulia, Agenzia Regionale Protezione
Ambiente, Autorità di Bacino della Puglia.
Si devono contattare le ditte di distribuzione di acqua potabile e le
ditte di grosse cisterne, da installare in punti nevralgici del paese, in
rapporto alla popolazione ed in spazi adeguati.
Il rifornimento
dell'acqua, in emergenza, deve avvenire in modo tale, da evitare rischi di
contaminazione, sia nella fase di prelievo, sia in quella di trasporto e
distribuzione; pertanto è prioritaria la distribuzione tramite
sacchetti, boccioni e bottiglie.
Tutte le cisterne impiegate dovranno essere omologate,
esclusivamente per il trasporto di acqua destinata al consumo umano, con
caratteristiche tali, da consentire agevoli operazioni di lavaggio e
disinfezione; potranno impiegarsi contenitori per il trasporto di
liquidi alimentari, se in possesso di autorizzazione igienico-sanitaria.
In zootecnia, per gli allevamenti di animali di grossa taglia, in
prossimità di esaurimento dei pozzi di proprietà degli allevatori, la A.S.L.
vaglierà la possibilità di abbattimento degli animali per
macellazione.
Considerare anche, se la situazione lo richiede, l'emanazione di
ordinanza di chiusura delle attività artigianali e delle industrie.
A fine emergenza e se necessario anche durante l'emergenza, la ditta
affidataria del servizio di igiene urbana, effettuerà
la disinfestazione e derattizzazione di tutto il territorio
comunale.
Incidenti vari
- Incidenti ferroviari con convogli passeggeri -
Esplosioni o crolli di strutture con coinvolgimento di persone - Incidenti
stradali che coinvolgono un gran numero di persone;
- Incidenti aerei
- Incidenti con presenza di sostanze pericolose.
Si rimanda integralmente alla Direttiva
della
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della P.C. - Repertorio n. 1636 del
02.05.06.
All'accadimento di tali incidenti, immediatamente, deve essere preclusa
al traffico ed alle persone la zona interessata; contestualmente,
si devono avvertire i Vigili del Fuoco, comunicando loro tutte le notizie utili,
per un intervento mirato al tipo di incidente (es.
codice Kemler
per
incidenti nei trasporti) e l'Agenzia Regionale di Protezione
dell'Ambiente.
In caso di materiale gassoso, in base alla direzione
del vento, allertare subito la popolazione (punto
B.6 - Misure di salvaguardia della popolazione) che può rimanerne coinvolta, con
comunicati indicanti i comportamenti da adottare (non uscire di casa, non aprire porte e finestre, isolare l'abitazione,
ecc.).
Rifiuti
urbani
Questa è un'emergenza che è bene considerare, in quanto le
cause che possono provocarla sono di attualità, su alcune aree del
territorio nazionale.
La comunicazione alla popolazione, già esplicitata in precedenza, anche qui
è di straordinaria importanza; rendere consapevole la popolazione della
situazione igienica che potrebbe crearsi, i comportamenti di autotutela da
adottare, renderebbero meno drammatica la situazione.
Innanzi tutto, può essere utile, individuare da subito, delle zone di
stoccaggio provvisorie, dove conferire i rifiuti.
Si possono individuare dei siti, non lontano dall'abitato, ove i
cittadini andrebbero a conferire personalmente le buste dei rifiuti, adeguatamente chiuse, magari
in doppio involucro, in modo che le strade del centro abitato restino libere
dai cumuli, che altrimenti si formerebbero, creando disagio ed allarme
sociale.
Per questo, si deve reperire immediatamente, un congruo numero di apposite buste per rifiuti, da
distribuire gratuitamente alla popolazione, tramite postazioni
dislocate in vari punti dell'abitato, presidiate da personale del
Comune e da volontari (all'uopo è censita n. 1 ditta locale che detiene igienizzanti generici e sacchetti per
rifiuti).
Blocco circolazione stradale
In
caso di interruzione improvvisa della circolazione stradale per
qualsiasi causa, immediatamente, gli Agenti della P.M., all'occorrenza
coadiuvati dai volontari e Guardie Giurate, si porteranno
alle intersezioni prossime al luogo dell’interruzione, per segnalare
adeguatamente il rischio e deviare il
traffico su percorsi sicuri.
L'interruzione sulle strade principali fuori del centro urbano, ove si prevedono tempi lunghi, per il ripristino della
circolazione, attiverà l'allertamento dei Comandi di P.M., Carabinieri
e Polizia Stradale dei comuni
limitrofi
interessati,
al fine del blocco e/o deviazione del traffico dalla direttrice medesima.
INDICAZIONI FINALI
Al termine di ogni evento calamitoso, si deve fare un'attenta analisi su
come è stata affrontata l'emergenza, elencando dettagliatamente i punti
deboli (es. preparazione degli operatori, mancanza di mezzi ed
attrezzature, ecc.) ed i punti di forza (es. collaborazione della
popolazione, efficacia della comunicazione, ecc.).
Fondamentale importanza riveste l'aggiornamento del P.C.P.C., in ogni
sua parte e componente, ovvero, dati, scenari di rischio, cartografie,
modulistica, ecc., per cui il presente documento è da ritenersi un
"work in progress", in quanto suscettibile di continui
aggiornamenti ed integrazioni, dovuti all'evolversi della normativa, al
periodo di fisiologica sperimentazione delle azioni previste,
all'esperienza accumulata sul campo, ai contributi dei diversi soggetti
coinvolti (Enti, associazioni, popolazione), alle eventuali esercitazioni
che si andranno a realizzare.
Gli aggiornamenti e le
integrazioni sono eseguite a cura dell'U.C.P.C.; il C.C.P.C. prende atto
delle variazioni apportate e nel caso di modifiche sostanziali, le
sottopone all’approvazione della Giunta o del Consiglio Comunale.
Per tutto quello che non è trattato nel presente documento, si rimanda al Piano Provinciale di P.C. della Provincia di Bari
ed al Piano di Emergenza Rischio Idrogeologico ed Idraulico della
Prefettura di Bari U.T.G..
|