COMUNE DI SANTERAMO IN COLLE

PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE

 

Responsabile del Servizio 
Redattore del Piano 
Com.te P.M. Magg.    Mario    Santoro
S. Amm.                     Donato Difonzo
 

Aggiornato al 31 dicembre 2007.



LEGENDA ABBREVIAZIONI 
Le dizioni per esteso saranno sintetizzate secondo le seguenti sigle:

Protezione Civile  P.C.
Servizio Comunale di Protezione Civile    S.C.P.C.
Comitato Comunale di Protezione Civile    C.C.P.C.
Ufficio Comunale di Protezione Civile U.C.P.C.
Centro Operativo Comunale di Protezione Civile  C.O.C.
Piano Comunale di Protezione Civile  P.C.P.C. 
Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile G.C.V.P.C.
Polizia Municipale  P.M.
Amministrazione Comunale A.C.
Ufficio Territoriale del Governo U.T.G.

 


    
PREFAZIONE          


"Dotarsi del Piano Comunale di Protezione Civile, credo sia un segno di avveduta civiltà.
Le emergenze, purtroppo, sono dietro l’angolo.
Si presentano quando meno le si aspettano.
La loro caratteristica è la sorpresa.
Sapere di avere in quel momento uno strumento di immediato ed incisivo intervento, è per ogni Sindaco - che in ogni emergenza è il responsabile, in accordo con S.E. il Prefetto, della gestione dei soccorsi sul territorio comunale – una sicurezza di poter far fronte alle inaspettate ed improrogabili necessità nei migliori dei modi, avvalendosi delle energie migliori che in quei momenti si possono attivare.
Il Sindaco, comunque, nulla può se non è adeguatamente supportato da esperienze, competenze, idee, suggerimenti, proposte, mezzi, persone, associazioni e quant’altro necessario se si dovesse presentare un qualsiasi stato di emergenza.
A questo serve il Piano Comunale di Protezione Civile. 
E’ un “vademecum” importante, una traccia di immediatezza, un elenco di disponibilità concrete e solidali, una agenda telefonica e di persone sulle quali poter contare.
Il Comando di Polizia Municipale, dove risiede il cuore pulsante del Piano Comunale di Protezione Civile, insieme alle Associazioni che hanno collaborato, ha svolto un egregio lavoro che – è bene ribadire - non sarà mai sufficiente, dovessero presentarsi serie emergenze, se non sarà sostenuto concretamente da interventi e sostegni sovracomunali.
Il ringraziamento sincero, a nome della Cittadinanza tutta e mio personale, è un atto dovuto.
Voglio sinceramente augurare a tutti, comunque, che il Piano rimanga soltanto un lavoro accademico e che sia sempre scongiurato ogni genere di emergenza."

                                                                      Avv. Vito Lillo - Sindaco 

     PRESENTAZIONE     

“Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose”, l’Imperatore Ottaviano Augustus. 
Questa frase ci fa capire che non si può pianificare nei minimi particolari, perché l’evento, per quanto previsto sulla carta, al suo esplodere è sempre diverso.
Pertanto, nel presente P.C.P.C. si è tenuto conto del concetto chiave della pianificazione di emergenza: cercare di prevedere tutto, ma lasciarsi un margine di flessibilità per "l'assoluto imprevedibile".
Impegno dell'A.C. di Santeramo in Colle è quello di considerare la materia “Protezione Civile”, non solo nell'ottica della gestione dell'emergenza, ma come un servizio continuativo e diffuso, di cui viene garantito il funzionamento anche in tempi ordinari, rifacendosi al contenuto dell'art. 1 del D.M. 28.05.1993, in cui vengono individuati i servizi indispensabili che i Comuni devono garantire al cittadino: insieme all’acquedotto, la fognatura, l’ufficio tecnico, l’anagrafe, il citato D.M. individua anche i servizi di Protezione Civile, di pronto intervento e di sicurezza pubblica.
La necessità di attivare i programmi di previsione e prevenzione dei rischi attesi nel territorio comunale e quindi assicurare un modello d’intervento per il soccorso della popolazione sinistrata e successivamente il superamento della fase di emergenza, è alla base del presente documento, elaborato secondo le seguenti norme: 
L. 24.02.1992, n. 225

Istituzione del servizio nazionale della Protezione Civile;

D.Lgs. 31.03.1998, n. 112

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della L. 15.03.1997, n. 59;

L.R. Puglia 30.11.2000, n. 18

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di boschi e foreste, Protezione Civile e lotta agli incendi boschivi;

Modello operativo d’intervento denominato Augustus adottato dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile;
Pianificazione di emergenza inerente il rischio idrogeologico e idraulico della Prefettura - U.T.G. di Bari (Decreto Prefettizio n. 167 del 28.05.2004);
Protocollo d’intesa delle linee guida regionali approvate con Deliberazione di Giunta Regionale n. 255 del 07.03.2005 - B.U.R.P. n. 50 del 06.04.2005;
Regolamento del Servizio Comunale di Protezione Civile del Comune di Santeramo in Colle - Delibera di C.C. n. 62 del 28.12.2005;
“Indicazioni per il coordinamento operativo di emergenze …” emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – rep. n. 1636 del 02.05.2006;
Linee guida per la gestione delle emergenze della Provincia di Bari, prot. n. 3207 del 28.07.2006;
Decreto del Sindaco n. 39 del 18.09.2006 - Istituzione del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile;
Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Cvile - Commissario delegato ai sensi dell'O.P.C.M. 28 agosto 2007, n. 3606.

Il presente documento deve essere letto ed inteso in forma dinamica, in continua evoluzione ed in sinergia con la Prefettura - U.T.G. di Bari, la Regione, la Provincia, con i Comuni facenti parte del C.O.M. 6 BA e con i Comuni limitrofi.
Nel presente P.C.P.C. si sono ricercati costantemente la massima semplicità e comprensibilità dei contenuti, la semplificazione per l’attuazione degli interventi, rapportati a quelle che sono le risorse economiche e umane di cui l'A.C. dispone. 
Il P.C.P.C. viene attivato in seguito al manifestarsi delle condizioni previste nello stesso o su richiesta di organi superiori, integrando le situazioni non previste, con decisioni autonome a discrezione del Sindaco e del responsabile del servizio.

     OBIETTIVI  GENERALI         

Nel presente P.C.P.C. è stato analizzato il territorio comunale, in funzione dei possibili rischi attesi, per poter meglio programmare ed organizzare insieme agli enti e strutture preposte, le attività di previsione, prevenzione e concorso agli interventi di emergenza.
Priorità assoluta è data alla salvaguardia dei cittadini e dei beni pubblici e privati.
Secondo le definizioni indicate dall'art. 3 della L. 225/92, si deve intendere per:
- Previsione: “attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, alla identificazione dei rischi e alla individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi”;
- Prevenzione: “attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione”.
Il P.C.P.C. costituisce lo strumento unitario di risposta coordinata del sistema locale di P.C., a qualsiasi tipo di situazione di crisi o di emergenza, avvalendosi delle conoscenze e delle risorse disponibili sul territorio; viene definita la catena di comando, il coordinamento organizzativo, individuate le risorse umane e materiali esistenti sul territorio, necessarie per l'attuazione degli interventi da porre in essere, per fronteggiare e superare l'emergenza.

L’articolo 15 della L. 225/92 assegna al Comune un ruolo da protagonista in tutte le attività di P.C. (previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza) e soprattutto nella fase di gestione dell’emergenza. 
Il Sindaco, che è Autorità Comunale di P.C., al verificarsi di una situazione di crisi, acquisite le opportune e dettagliate informazioni sull’evento, in virtù dell'art. 2, della L. 225/92, lett. a) e lett. b), assume la direzione dei servizi di soccorso  ed assistenza alla popolazione colpita e provvede all’adozione dei necessari provvedimenti. 
Il Sindaco quindi, in emergenza è il responsabile, in accordo con il Prefetto, della gestione dei soccorsi sul territorio comunale, nonchè del coordinamento dell’impiego di tutte le risorse umane e materiali disponibili
.
La struttura comunale di P.C. ha carattere di servizio permanente, preordinato ad assistere e supportare il Sindaco, svolgendo le funzioni organizzative preparatorie e propedeutiche connesse alla gestione delle emergenze.
Sono attuate le attribuzioni del Sindaco rivenienti dall'art. 108, punto c) del D.Lgs. 112/98, ovvero:
l’attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali;
l’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione dell’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi in ambito comunale; 
la predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali di emergenza, anche nelle forme associative e di cooperazione e, in ambito montano, tramite le comunità montane, e alla cura della loro attuazione, sulla base degli indirizzi regionali; 
l’attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza; 
la vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di P.C., dei servizi urgenti; 
l’utilizzo del volontariato di P.C. a livello comunale e/o intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali.
Particolare attenzione è stata posta, in riferimento all'art. 12 della L. 265/99, sul dovere del Sindaco, di informare tempestivamente la popolazione sulle situazioni di pericolo o connesse alle esigenze di P.C.. 

Il presente P.C.P.C.:
è integrato con il livello provinciale, regionale e statale di pianificazione e gestione dell’emergenza;
è costantemente aggiornato.


     STRUTTURA  DEL  PIANO  COMUNALE  DI  PROTEZIONE  CIVILE     

Il presente P.C.P.C. è strutturato in tre sezioni fondamentali:

A

PARTE GENERALE:

contiene tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio comunale, alla elaborazione degli scenari di rischio attesi, alla definizione dei livelli di allerta, necessari all’attivazione delle fasi operative. 
B  

 

LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE E STRATEGIA OPERATIVA:

sono gli obiettivi preventivamente individuati ed indispensabili, che il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di P.C., deve conseguire, per fronteggiare una situazione di emergenza, nell'ambito della direzione unitaria dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione. 
C

MODELLO DI INTERVENTO:

consiste nell'assegnazione delle responsabilità e dei compiti nei vari livelli di comando e controllo per la gestione dell'emergenza a livello comunale; vengono riportate le procedure suddivise in diverse fasi operative, per l'attuazione più o meno progressiva delle attività previste nel P.C.P.C., in base alle caratteristiche ed all'evoluzione dell'evento, in modo da consentire l'utilizzazione razionale delle risorse ed il coordinamento degli operatori di P.C. presenti sul territorio.

Parte integrante del presente P.C.P.C. sono:
il database del sistema informativo “Sirio”, contenente i dati delle risorse pubbliche e private (file in microsoft office access), distribuito dalla Prefettura - U.T.G. di Bari gratuitamente a tutti i Comuni della provincia di Bari (nota prot. n. 1100/20.2/GAB. del 17.10.2002); 
il database anagrafico della popolazione residente (file in microsoft office excel);
il database delle aziende agricole e allevamenti (file in microsoft office excel);
le schede dati delle aree di emergenza e dei cancelli stradali di ingresso;
le schede C.O.C.;
la modulistica (interna ed esterna);
l'elenco telefonico dei numeri di emergenza.

Nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, i citati database, schede e numeri telefonici, che contengono una serie di dati sensibili, sono protetti da usarname e password e consultati esclusivamente per l’aggiornamento e in caso di emergenza, dal responsabile del S.C.P.C. Magg. Mario Santoro e dal collaboratore S. Amm. Donato Difonzo e da chi eventualmente espressamente delegato.


A – PARTE GENERALE

A.1 Inquadramento generale 
A.1.1 Popolazione
A.1.2 Altimetria
A.1.3 Morfologia
A.1.4 Idrografia - Invasi
A.1.5 Edifici strategici e di interesse pubblico
A.1.6 Vie di comunicazione
A.2 Cartografia di base
A.3 Strumenti di pianificazione
A.4 Scenari degli eventi attesi
A.4.1 Rischio idrogeologico
A.4.2 Rischio sismico
A.4.3 Rischio incendio boschivo
A.4.4 Rischio ondate di calore
A.4.5 Rischio siccità - interruzione erogazione idrica
A.4.6 Rischio incidenti vari
A.4.7 Rischio rifiuti urbani
A.4.8 Rischio blocco circolazione stradale
A.5 Aree di emergenza
A.5.1 Aree di attesa della popolazione
A.5.2 Aree di ricovero della popolazione
A.5.3 Aree di ammassamento dei soccorritori
A.6 Cancelli Stradali di Ingresso
A.7 Indicatori di evento e risposte della struttura comunale di P.C.

A.1 – Inquadramento generale

Il Comune di Santeramo in Colle è stato insignito del titolo di Comune Europeo, con consegna della Bandiera Europea, in data 05.11.1988; è soggetto capofila per il programma, la gestione e l'attuazione del PIT (Progetto Integrato Territoriale) n. 4 - Area della Murgia, fa parte del PIS (Progetto Integrato Settoriale).

Denominazione Comune di Santeramo in Colle Provincia di Bari   -   Regione Puglia
Autorità di Bacino Autorità di Bacino della Puglia  
Comunità Montana Murgia Sud Est Barese  
Estensione del territorio kmq. 143,45  
Fogli I.G.M.    [1 : 50.000] n. 455 - 472 - 473   
Tavola I.G.M. [1 : 25.000] n. 189  
Sezioni C.T.R.[1 : 10.000] n. 455130/40/50 - n. 473010/20/30/50/60 - n. 472040/80
Comuni confinanti   Acquaviva delle Fonti posiz. nord - est dist. km. 15
Cassano Murge  posiz. nord  dist. km. 12
Altamura  posiz. nord - ovest dist. km. 19
Matera posiz. sud - ovest dist. km. 24
Laterza  posiz. sud  dist. km. 21
Gioia del Colle  posiz. est dist. km. 15
Sede Municipale piazza Dott. G. Simone, 8                    
Latitudine  40° 47’ 38’’ 40 N
Longitudine  16° 45’ 21’’ 96 E
Gradi decimali 40,794 - 16,7561
Telefono centralino 080.3028311  
Sito internet www.comune.santeramo.ba.it   
E -  mail info@comune.santeramo.ba.it  
Catasto  I330  
Istat 072041   
C.A.P.   70029  
     

Servizi essenziali presenti sul territorio 

Rete idrica e fognaria AQP 800.735735
Rete gas metano GAS NATURAL ITALIA 800.829344  
Rete elettrica ENEL 800.900800
Servizio di igiene urbana TRA.DE.CO. 800.220960 - 080.3026694
 
Risorse essenziali presenti sul territorio 
Comando di P.M. - S.C.P.C.
 

Risorse umane

Mezzi

  N.  6  Ufficiali N. 1 fuoristrada 4 x 4 
con barra segnalazioni luminose
  N.  13 Agenti N. 2 autovetture 
con barra segnalazioni luminose
  N.  1 Specialista ammin.vo -  esperto di P.C.  
Amministrazione Comunale
 

Risorse umane

Mezzi

  N.   6  Dirigenti N. 1 autovettura 4 x 4
  N. 16  Specialisti ammin.vi N. 2 autovetture
  N.   3  Assistenti sociali  N. 1 quadriciclo trasporto merci
  N. 22  Istruttori ammin.vi   
  N. 13  Esecutori ammin.vi   
  N. 12  Operai   
  N.   2  Autisti  
Volontariato di P.C.
Ass. Pubblica Assistenza A.R.M.  
 

Risorse umane

Mezzi

  N.  1  Presidente
         esperto in P.C.
N. 2 autoambulanze rianimazione
  N.  1  Inferm. prof. - B.L.S.D. N. 1 autoambulanza da trasporto
  N.  1  Ing. territorio - ambiente N. 1 autobotte Fiat 75 con pompa di aspirazione
  N.  1  Tecnico ind. elettroniche N. 2 fuoristrada 4 x 4
  N.  1  Esperto informatico N. 1 cucina da campo
  N.  3  Operatori serv. sociali N. 1 idrovora 1500 lt/min. 
  N.  3  Autisti cat. C  
Croce Rossa Italiana - delegazione locale  
 

Risorse umane

Mezzi

  N.  1  Ispettore N. 1 autovettura
  N.  2  Vice ispettori  
  N.  6  Volontari B.L.S.D. cat. B  
  N.  2  Monitori  
  N.  2  Istruttori P.S.T.I.  
  N.  2  Istruttori P.C.  
  N.  4  Istruttori A.S.A.  
  N.  2  Volontari N.B.C.R.  
Privati  

Ditta

Risorse umane

Mezzi

TRA.DE.CO. N. 4 operai N. 2 trattori gommati con pala e benna
    N. 2 trattori gommati con spargisale
Mele Giovanni N. 2 operai N. 3 autocarri - autospurgo
Giampetruzzi s.r.l. N. 5 operai N. 2 pale cingolata/gommata
    N. 5 escavatori cingolati
    N. 2 miniescavatori cingolati
    N. 1 terna
    N. 9 autocarri (cassone ribaltab.)
SA.CO. s.r.l. N. 2 operai N. 2 autocarri (cassone ribaltab.)
    N. 2 escavatori
    N. 2 bob cat
    N. 1 terna
Decemvirale Rocco N. 1 operaio N. 1 carro attrezzi
Manicone Francesco N. 1 operaio N. 1 carro attrezzi
Autolinee Caponio F. N. 3 autisti N. 7 autobus gran turismo
    N. 2 autobus urbani
Electra Burdo & C. s.r.l. N. 1 operaio N. 1 piattaforma aerea h. 12 mt.
Ist. Vig. SI.VI.SI. s.r.l. N. 3 guardie giurate N. 5 fuoristrada
Ruscigno autotrasporti N. 1 operaio N. 1 terna gommata
    N. 1 autocarro con gru
Meridione Soc. Coop. N. 2 operai N. 2 trattori gommati
Varie - individuali   N. 6 autocarri muniti di cisterna per trasporto acqua 
(capienza media lt. 9000 cadauna)
Tutte le risorse, umane e materiali, con le caratteristiche tecniche ed i dati particolareggiati, sono riportati nel database “Sirio”.

A.1.1 – Popolazione

Popolazione residente 26.620
Nuclei familiari 9.221
Popolazione variabile stagionalmente 0 % ca. 
Popolazione aggiuntiva non residente 0 % ca. 
Densità abitativa 185,65 ab./kmq.
Popolazione con oltre 65 anni 4.000 (15,00 %)
Popolazione con oltre 80 anni 1.025 (3,85 %)
Popolazione con oltre 90 anni 180 (0,67 %)
Popolazione maggiorenne 21.083 (79,16 %)
Nuclei familiari con figli 5.520
Nr. medio di componenti per famiglia 2,88
Indice di dipendenza 44,78 % [rapporto % avente a num. la somma tra la popolaz. 0 – 14 a. (4553) e quella di oltre i 65 a. (4000) ed a denom.la popolaz. in età da 15 a 64 a. (17863)]
Indice di vecchiaia 87 % [(rapporto % avente a num. la popolaz. > 65 a. (4000) e a denom. quella compresa fra 0 – 14 a. (4553)]
Popolazione centro storico  220 ca.
Popolazione contrade 2.745
Popolazione straniera 650
Abitazioni 12.000 ca.
Sezioni censuarie n.   69
Abitanti per sezione censuaria n. 383 ca.

A.1.2 – Altimetria

Altitudine s.l.m. minima 300 mt. località Matine
Altitudine s.l.m. massima 515 mt. località Iazzitiello
Altitudine s.l.m. Municipio  489 mt. piazza Dott. G. Simone
Altitudine s.l.m. centro abitato da 460 mt. a 515 mt.

A.1.3 - Morfologia

Territorio prevalentemente pianeggiante 10 %   ca.
Territorio prevalentemente collinare 90 %   ca.
Territorio prevalentemente montuoso   0 %
Il territorio di Santeramo in Colle presenta i tratti tipici dei territori carsici, quali vaste aree di roccia affiorante, la presenza di lame, doline e inghiottitoi, fa parte:
> delle Zone di Protezione Speciale Idrogeologica, giusto Proposta di Deliberazione della G.R. Puglia avente ad oggetto: adozione, ai sensi dell’art. 121 del D.Lgs. n. 152/2006, del Progetto di Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia;
> delle Aree di Protezione "A";
> delle Aree di Protezione "B1";
> del Parco dell'Alta Murgia.
Da un punto di vista morfologico, paesaggistico e ambientale è possibile distinguere 4 differenti zone, ciascuna con caratteri propri:

    
Bosco          Murge          Matine          Quite.
                          
     Bosco

Santeramo si distingue per diverse aree boschive di rilievo. 
     Il Bosco della Parata, di proprietà privata, ha un'estensione di circa ha. 150 con andamento altimetrico da mt. 400 a mt. 460 – rif. cartografico
C.T.R. 1: 10.000 - foglio 472 - 473; costituisce un insieme unico a livello nazionale, per la contemporanea presenza di sei specie di quercia: il fragno, la roverella, il cerro, il farnetto, il leccio e la coccifera; è incluso all’interno del Sito di Importanza Comunitaria Alta Murgia; è posizionato a circa 3 km. dall'abitato in direzione Matera, è contiguo al Bosco della Gravinella.
     Il Bosco della Gravinella, di proprietà privata, ha un'estensione di circa ha. 250 con andamento altimetrico da mt. 350 a mt. 460 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 473; è un sito di notevole valenza naturalistica e una formazione botanica ed ecologica unica nel contesto degli ecosistemi della provincia di Bari e di quelli pugliesi; ha una più specifica protezione, in quanto inserita come lecceta, nell’elenco degli habitat di interesse comunitario, così come risulta dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” ed è incluso all’interno del Sito di Importanza Comunitaria Alta Murgia; è posizionato a circa 3 km. dall'abitato in direzione Matera - Laterza, è contiguo al Bosco della Parata. 
     Il Bosco di Mesola, di proprietà privata, ha un'estensione nel territorio di Santeramo in Colle di circa ha. 76 con un andamento altimetrico che oscilla intorno ai mt. 450 – rif. cartografico
C.T.R. 1: 10.000 - foglio 455; si estende anche nei comuni di Cassano delle Murge e Acquaviva delle Fonti, presenta varie specie di quercie e conifere, è Sito di Importanza Comunitaria.
     La Pineta Galietti, di proprietà comunale, ha un'estensione di circa ha. 20 con andamento altimetrico che oscilla intorno ai mt. 450 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 455, è posizionata a km. 2 circa dall'abitato in direzione Acquaviva delle Fonti. 
     La Pineta Denora, di proprietà privata, ha un'estensione di circa ha. 55 con andamento altimetrico che oscilla intorno ai mt. 470 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 473, è posizionata a circa 3 km. dall'abitato in direzione Altamura.
     La Pineta Lama del Lupo, di proprietà privata, ha un'estensione di circa ha. 75 con andamento altimetrico che oscilla dai mt. 400 ai mt. 460 - rif. cartografico C.T.R. 1: 10.000 - foglio 473, è posizionata a circa 4 km. dall'abitato in direzione Matera. 
     Murge

Le Murge comprendono una vasta area da nord a sud, profondamente caratterizzante il territorio comunale. 
Questo ambiente si caratterizza per la scarsa copertura arborea (rari sono infatti gli alberi e persino gli arbusti) e per la conseguente limitata capacità di trattenere il terreno agrario, spesso completamente assente, in aree caratterizzate dall’affioramento della roccia calcarea sottostante; il substrato, privo della naturale copertura vegetale, subisce in maniera maggiore l’influenza limitante dei fattori ambientali e climatici (aridità, azione dei venti, forte soleggiamento). 
Le steppe della Murgia sono caratterizzate dalla presenza di un’unica specie arborea, il perastro, isolato o a piccoli gruppi. 
L’ambiente steppico, pur all’apparenza arido ed inospitale, risulta uno dei più ricchi per la presenza di specie faunistiche; la ricchissima presenza, soprattutto in primavera, di insetti che si nutrono delle piante presenti, attira in queste aree un numero considerevole di specie di uccelli: sono infatti almeno una decina, le specie strettamente legate a questo ambiente, molte delle quali ritenute meritevoli di protezione dall’Unione Europea. 
Molti rapaci frequentano la steppa alla ricerca di cibo (poiana, lanario, biancone, gheppio), ma tra di essi assume assoluta preminenza la presenza del falco grillaio, raro a livello europeo ma presente, con colonie molto numerose, nella Murgia Barese.
 
     Matine

Le Matine, in direzione Matera - Laterza, ai confini territoriali, sono caratterizzate dalla presenza di una vasta pianura, un tempo paludosa e oggi molto fertile. 
Ai piedi della scarpata murgiana, il Vallone della Silica fa da divisorio naturale fra le Murge e le Matine. 
 
     Quite

Le Quite sono caratterizzate dalla presenza di una quotizzazione del demanio pubblico;
i trulli, le casedde, i muretti a secco, il disegno regolarissimo dei lotti e della viabilità (strade tutte perpendicolari ad un asse centrale principale, lotti tutti di forma rettangolare e dimensioni abbastanza simili), segna il paesaggio dell’area delle Quite. 
Le tipiche colture della zona, sono gli oliveti intervallati da qualche vigneto, nelle aree più pianeggianti e con una maggiore presenza di terreno vegetale.
I lotti delle zone più aride versano, ormai da alcuni anni, in stato di abbandono.

Clima
L’area della Murgia sud-est barese  è definita zona “caldo temperata”, in quanto la temperatura media del mese più freddo, in genere gennaio, oscilla intorno ai 6° C., con punte di –5° C.. 
L’estate, invece, è sempre calda e asciutta (clima mediterraneo), con siccità estiva; il mese più caldo è agosto o luglio a seconda delle annate, con temperature medie intorno ai 25° C, con punte di 40° C..
In genere, il periodo siccitoso dura circa tre mesi, ma al riguardo, si verificano notevoli oscillazioni da un anno all’altro. 
La piovosità, generalmente scarsa, è accentrata nell’autunno e nell’inverno.
I venti prevalenti sono quelli di nord-ovest (maestrale), di nord-est (borea), prevalentemente freddi, e quelli di sud e sud-ovest (vento di favonio) e di sud-est (grecale). 

A.1.4 -
Idrografia - Invasi

Il territorio di Santeramo in Colle è privo di reticolo idrografico.
Solo in caso di abbondanti piogge, le lame sotto indicate, per alcuni giorni, presentano un corso d'acqua:
Lamalunga - Masseria Traforo;
Masseria Mesola;
Masseria Comitana;
Masseria Parata;
Masseria Gravinella;
Canale artificiale Vallone della Silica.
Nel territorio non vi sono dighe.
L'unico invaso artificiale, gestito dal Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, trovasi lungo il Vallone della Silica e versa in condizioni di abbandono (lat 23°57'47,925"E    long. 40°34'8,46"N).

A.1.5 - Edifici strategici e di interesse pubblico ed opere infrastrutturali del Comune la cui  funzionalità assume rilievo fondamentale per le finalità di P.C..

Sono stati considerati gli edifici e strutture pubbliche e private per l'importanza della loro funzionalità in caso di emergenze ed anche le strutture sia pubbliche che private, nell’ambito delle quali, si prevedono presenze significative di persone ed il cui collasso può comportare gravi conseguenze, in termine di perdite di vite umane; per la tipologia di ogni edificio, evidentemente, è rilevante l'ora ed il giorno dell'accadimento dell'eventuale collasso.
  Edifici pubblici
Comando P.M. - Ufficio di P.C.  via Palombaio, 4 zona centro
Municipio piazza G. Simone, 8 zona centro
Settore Tecnico piazza G. Saragat zona industriale
Settore Servizi Sociali piazza G. Saragat zona industriale
Settore Servizi Demografici via Puccini, 36 zona centro

Uffici Commercio, Polizia Amm.

via Della Libertà, 6/A zona centro
Biblioteca Comunale corso Italia, 21 zona centro
Caserma Carabinieri via Padre Pio zona periferia nord
Stazione ferroviaria via Stazione  zona periferia nord

Ufficio Poste e Telecomunicaz.

via Stazione, 1 zona centro
 
  Strutture scolastiche pubbliche

Scuole materne

   
Hero Paradiso piazza S. G. del Bufalo, 13 zona periferia est
Rodari  via G. Romita, 1 zona centro
Quasimodo via S. Quasimodo, 1 zona periferia sud
Montefreddo via Montefreddo, 1 zona periferia nord

Scuole elementari

   
Hero Paradiso piazza S. G. del Bufalo, 13 zona periferia est
Umberto I piazza G. Di Vagno, 42 zona centro
Balilla c.so Tripoli, 130 zona centro
San Francesco di Assisi via S. Domenico Savio, 22 zona periferia nord

Scuole medie inferiori

   
F. Netti via S. Spaventa , 1 zona centro
San Giovanni Bosco piazza Mons. J. Nuzzi, 1 zona periferia sud

Scuole superiori

   
Ist. Prof. St. Industria Artig. via F.lli Kennedy, 7 zona periferia sud - est

Ist. Tec. Comm.le - Liceo Sc.

via  P. Sette, 5 zona periferia sud
 
  Strutture scolastiche private

Asili nido

   
Babystar via C. Collodi, 25 zona periferia sud
Crescere Insieme via Iazzitiello, 1 zona periferia sud - ovest
Scuole materne
Monsignor Rago c.so Italia, 154 zona centro

Scuole superiori

   

Ist. Tecnico Commerciale - Liceo Scientifico S. Giovanni De La Salle

via E. Fermi, 24 zona centro
  Strutture sanitarie
Ospedale "Monte Iacoviello" p.zza Di Vagno, 4 zona centro
ASL - Uff. Igiene Pubblica via P. Togliatti, 5 zona centro
ASL - Servizio Veterinario via P. Togliatti, 11 zona centro

Lab. analisi Diagnostic Center

via Dell'Indipendenza, 23 zona centro
Casa di Riposo S. Calabrese via P. Sette, 1 zona periferia sud
Farmacia D'Ambruoso Maria via Marconi, 8 zona centro
Farmacia Cardinale Francesco via Stazione, 35 zona centro
Farmacia Natuzzi Alessandro via Cafiero, 7 zona centro
Farmacia Sisto Matilde via Po', 9 zona centro
Farmacia Natuzzi Fedele via Annunziata, 98 zona centro
Farmacia Stilo Costantino via Donizetti, 125 zona centro
 
  Strutture aggregazioni di massa
Cinema via Stazione 
(4 sale -  416 posti)
zona centro
Palasport Coopersport via Alessandriello zona periferia nord - ovest
Palazzetto “M.llo Vitulli” via B. Paradiso zona periferia nord - ovest
Stadio Comunale "P. Casone" piazza Papa Paolo VI zona periferia nord - ovest
Stadio Comunale "N. Mele" via Rossini zona centro
Supermercato Dok via P. Sette, 32 zona periferia sud
Supermercato Dok via S. Immacolata, 28 zona centro
 
Istituti bancari
Banca Carime via Santa Lucia, 76 zona centro
Banca Credito Cooperativo via Tirolo, 2 zona centro
Banca Credito Cooperativo piazza Garibaldi, 27 zona centro
Banca Credito Cooperativo via Manzoni, 37 zona centro
Banca Di Roma c.so Italia, 3 zona centro
Banca Popolare del Materano via Matera, 8 zona centro
Banca Pop. Puglia e Basilicata via Mameli, 40 zona centro
Banca Sanpaolo Banco di NA via Stazione, 25 zona centro
Banca Popolare di Bari piazza Garibaldi, 23 zona centro
Banca Unicredit c.so Italia, 113 zona centro
 
Hotel
Hotel Murgia via Iazzitiello, 69 zona periferia sud
Hotel Sole di Puglia via Alessandriello, 36 zona periferia nord - ovest
     
Industrie
Concentr. maggiore - ca. 60 Zona Industriale zona periferia est
Industrie Natuzzi s.p.a. via Iazzitiello, 47 zona periferia sud
 
  Strutture del Volontariato
Pubblica Assistenza A.R.M. via P. Togliatti, 5 zona centro
C.R.I. - unità locale via V. Bellini, 18 zona centro
CooperVolontariato ex sede stazione ferroviaria zona periferia est
Associazioni varie - ca. 30 trattasi di piccole associazioni sparse sul territorio
 
  Beni architettonici e artistici
Chiesa SS. Crocifisso largo Convento zona centro
Chiesa S. Erasmo piazza Garibaldi zona centro
Chiesa del Carmine via Carmine zona centro
Chiesa S. Eligio via S. Eligio zona centro
Chiesa del Purgatorio largo Piazzolla zona centro
Chiesa della Pietà piazza Mons. J. Nuzzi zona periferia sud
Chiesa San Martino de Porres via Iazzitiello zona periferia sud
Chiesa dell'Annunziata via Annunziata zona centro
Chiesa S. Giuseppe via Roma zona centro
Chiesa Sacro Cuore via Bengasi zona centro
Chiesa San Domenico via San Domenico zona centro
Palazzo De Laurentis via P. Griffi De Laurentis zona centro
Palazzo Marchesale piazza Garibaldi zona centro
Palazzo Di Santo via Tirolo (Credito Cooperat.) zona centro
Palazzo Sava via Ladislao - P. Monfortani zona centro
Palazzo Netti via Sant'Eligio zona centro
Monastero Minori Riformati via Togliatti zona centro
Monumento ai Caduti p.zza Di Vagno, Villa Comun. zona centro
 
  Strutture varie (di piccola entità - sparse sul territorio) 
Esercizi commerciali 280  ca.  
Ristorazione   40  ca.  
Bar   60  ca.  
Attività artigianali 130  ca.  
 
  Enti religiosi 
Missionari Monfortani via Ladislao, 34 zona centro
Istit. Salesiani SS. Redentore via S. Domenico Savio, 20 zona centro
Suor Figlie della Carità via Messina, 15 zona centro
Sala Regno Testimoni Geova via P. Togliatti, 71 zona centro
 
  Opere infrastrutturali principali
Reticolo stradale strade che attraversano il territorio
Reticolo ferroviario tratta Gioia del C. - Altamura 
Cimitero comunale via Della Libertà - via Gioia - estensione mq. 33.000 ca.
Serbatoio pensile AQP via Imbriani ang. via Sacco e Vanzetti
Ponte S.P. 236 Santeramo - Cassano, km. 32,400
Depuratore strada Arucola - Lagopalumbo (n. 41 Provincia di BA -  trincea drenante - scarico in campi e voragine in c.da Mosca)
Mattatoio C.I.E.S.  contrada Lacometana, 16 - capacità produttiva n. 40 capi adulti al giorno - trattasi di struttura privata

Rifugio per cani A.N.P.A. 

contrada III D'Addosio, 6 - capacità 200 cani (saturo) 
trattasi di struttura privata
 
Tipo di colture agronomiche principali
Vigneto ha.

   200 ca.

 
Oliveto ha.

1.200 ca.

 
Frutteto ha.

300 ca.

 
Pascolo ha.

2.300 ca.

 
Seminativo, colture annuali varie ha.

4.000 ca.

 
Bosco ha.

1.300 ca.

 indice boscosità 9 %

Superficie agricola utilizzata ha.

12.500 ca.

 
Aziende agricole

  2.573 ca.

fonte Istat - censimento 2000

Aziende di allevamento

210 ca.

fonte ASL BA - Serv. Veterinario

A.1.6 - Vie di comunicazione

Il Comune di Santeramo in Colle, per quanto concerne la viabilità stradale, è raggiungibile tramite strade provinciali, che diventano di competenza comunale, quando entrano nell’ambito della perimetrazione del centro abitato.
La viabilità esterna si sviluppa secondo n. 6 direttrici principali e n. 2 secondarie.

    
  Direttrici principali

Lungo la direttrice Gioia del Colle sono presenti le seguenti arterie di comunicazione:
la S.P. 235 Altamura - Gioia del Colle;
l’autostrada A14;
la ferrovia Altamura - Gioia del Colle.
La S.P. n° 235, a corsia unica per ogni senso di marcia è molto trafficata, anche da mezzi pesanti e autobus di linea,  presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei ed è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio. 

Lungo la direttrice Acquaviva delle Fonti è presente:
la S.P. n° 127 Santeramo in C. – Acquaviva delle F., a corsia unica per ogni senso di marcia, è discretamente trafficata, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei ed è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; ha funzioni prevalentemente di collegamento per l’ospedale di prima categoria “Miulli”, nella zona Collone e per gli uffici giudiziari di Acquaviva delle F.

Lungo la direttrice Cassano Murge è presente :
la S.P. 236 Matera – Bari, a corsia unica per ogni senso di marcia, molto trafficata, anche da autobus di linea, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; ha funzione prevalentemente di collegamento per Bari.

Lungo la direttrice Altamura è presente:
la S.P. 235 Gioia del C. – Altamura, a corsia unica per ogni senso di marcia, è molto trafficata, anche da mezzi pesanti e autobus di linea, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio.

Lungo la direttrice Matera è presente:
la S.P. 236 Bari – Matera, a corsia unica per ogni senso di marcia, è discretamente trafficata, anche da mezzi pesanti, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, che in alcuni tratti, rendono malagevole l'incrocio dei mezzi pesanti, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; ha funzione prevalentemente di collegamento con Matera e con la sede delle Industrie Natuzzi in località Iesce.

Lungo la direttrice Laterza è presente:
la S.P. 128 Santeramo – Laterza, a corsia unica per ogni senso di marcia, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata prevalentemente da lavoratori delle Industrie Natuzzi, che si recano agli stabilimenti in Laterza e nella stagione estiva, è percorsa dai pendolari, che si recano al mare, sulla costa Ionica.

Direttrici secondarie

Lungo la direttrice Altamura – Matera è presente:
la S.P. 160 Alessandriello, a corsia unica per ogni senso di marcia, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata prevalentemente da traffico locale. 

Lungo la direttrice Matera – Laterza è presente:
la S.P. 176 Viglione, trovasi a 3 km. dall'abitato, è a corsia unica per ogni senso di marcia, presenta frequenti dislivelli ed andamenti curvilinei, è soggetta, nella stagione invernale, a formazione di ghiaccio; è frequentata prevalentemente da traffico locale.

La viabilità di comunicazione interna è sostanzialmente costituita dalla:
viabilità interna al centro urbano;
S.P. 229 che da via Gioia a via Matera costituisce, al momento, la tangenziale sud - est che collega le direttrici Gioia del C., Laterza, Matera.

Stazione ferroviaria: è situata nella zona nord-est del territorio, in zona periferica, è di limitata potenzialità, ha un solo binario, non elettrificata e con la sospensione parziale del servizio nel periodo estivo e notturno.

Aeroporto: il più vicino è quello di Bari – Palese distante 40 km.


A.2 – Cartografia di base

nome carta

scala

fonte

Carta IGM    
viabilità principale territorio comunale
1 : 25.000 U.C.P.C.
Carta:
-aree boschive
-aree a rischio incendi interfaccia
1 : 25.000 Corpo Forestale dello Stato - U.C.P.C.

aggiornata al 2007
Carta Tecnica Regionale
territorio comunale 
n. 10 sezioni
1 : 10.000

sezioni:   455130-40-50 
               473010-20-30-50-60 
               472040-80
aggiornata al 2003

Carta:
-aree di emergenza
-percorsi di accesso, viabilità strategica
-edifici strategici,  infrastrutture rilevanti 
1 : 5.000 Settore Urbanistica - U.C.P.C.


aggiornata al 2007
Carta Tecnica Regionale
centro storico
1 : 500 aggiornata al 2003

A.3 - Strumenti di pianificazione

          Livello Statale
     Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile - Commissario delegato ai sensi dell'O.P.C.M. 28 agosto 2007, n. 3606.
                
          Livello Regionale
Legge Regionale Puglia 30.11.2000, n. 18 - Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di boschi e foreste, protezione civile e lotta agli incendi boschivi.
Linee guida regionali per la predisposizione dei piani di emergenza - Deliberazione di Giunta Regionale n. 255 del 07.03.2005 - B.U.R.P. n. 50 del 06.04.2005.
          
          Livello Provinciale
Linee guida della Provincia di Bari, prot. n. 3207 del 28.07.2006.
Piano di emergenza provinciale 2006

          Livello Comunale
Piano regolatore generale del 1999 aggiornamento del 2003.
P.C.P.C. - anno 2007 - Riferimento ai rischi attesi: alluvione - nubifragio, neve - ghiaccio - gelate, sismico, incendio boschivo, ondate di calore;
                                       - Riferimento ai rischi probabili: siccità - interruzione erogazione idrica, incidenti vari, rifiuti urbani, blocco circolazione stradale.

A.4 – Scenari degli eventi attesi

Viene inteso per scenario di un evento atteso:
la descrizione sintetica dell’evento;
la perimetrazione, anche approssimativa, dell’area che potrebbe essere interessata dall’evento;
la valutazione preventiva del probabile danno a persone e cose, che si avrebbe al verificarsi dell’ipotetico evento.

Classificazione generale degli eventi catastrofici

Per evento catastrofico s’intende in generale, un accadimento, a seguito del quale, si verifica la sproporzione improvvisa e temporanea tra le necessità della popolazione ed i mezzi di soccorso immediatamente disponibili.
Si riporta qui di seguito, l’elenco completo degli eventi catastrofici, di cui non si può escludere l'accadimento:

a) Catastrofi naturali

Eventi Meteorologici

Precipitazioni eccezionali (nubifragi, nevicate, grandinate);

Siccità persistente con riduzione grave delle scorte idriche e quindi delle possibilità di approvvigionamento, sia per il centro abitato che per le attività produttive e zone rurali (industria, agricoltura, zootecnia);
Trombe d’aria.

Eventi Geologici ed Idrogeologici
Terremoti;
Frane con coinvolgimento di infrastrutture importanti;
Crollo di immobili per cedimenti strutturali od altre cause.

Catastrofi Biologiche

Epidemie umane (influenza, diffusione di malattie infettive determinate dalla riduzione o dalla alterazione temporanea delle condizioni igienico – sanitarie della nostra città, dovute a contaminazione accidentale delle acque della rete di distribuzione idrica cittadina, distribuzione accidentale o dolosa di alimenti contaminati, riduzione delle condizioni igieniche, conseguente alla mancanza di raccolta rifiuti, altri eventi vari);

Epidemie animali: con o senza rischio di trasmissione della malattia infettiva all’uomo; si tratta di situazioni, dove vi è comunque la necessità di interventi straordinari di polizia veterinaria e di esecuzione di provvedimenti eccezionali di sanità pubblica;

Invasioni di cavallette o altri insetti potenzialmente dannosi per la collettività, anche a causa degli ingenti danni che risultano capaci di procurare alle attività agricole.

b) Catastrofi tecnologiche o legate all'attività dell'uomo

Incidenti rilevanti in attività industriali
Incendi – esplosioni, rilascio di sostanze inquinanti o tossiche;
Rilascio di radioattività, con rischi d’irraggiamento diretto ed indiretto, con considerevole pericolo per i più probabili fenomeni di contaminazione di cose e persone.

c) Incidenti nei trasporti

Incidenti aerei (caduta di aeromobili sul territorio comunale);
Incidenti ferroviari;
Incidenti stradali rilevanti per l’entità dei danni agli uomini ed alle persone e blocco della circolazione stradale;
Rilascio di sostanze tossiche o infiammabili e pericolose, in conseguenza di incidenti nei trasporti.

d) Collasso di sistemi tecnologici

Black out elettrico;
Black out informatico;

Interruzione dei rifornimenti idrici, a causa di guasti importanti sulla rete idraulica;

Interruzione dei rifornimenti di gas, a causa di guasti importanti sulla rete energetica.

e) Incendi

Boschivi e di interfaccia;
Urbani (immobili ed infrastrutture).

f) Catastrofi sociologiche

Atti terroristici, da prevedere in occasioni di particolari congiunture socio – politiche nazionali ed internazionali (secondo le direttive degli Organi competenti delle Forze di Polizia);

Ricadute sul nostro territorio di conflitti internazionali (secondo le direttive degli Organi competenti e delle Forze Armate);

Migrazioni di massa di profughi, rifugiati o immigrati irregolari (L. 286/1998 e s.m.i.);

Incidenti gravi durante spettacoli, feste e manifestazioni sportive;

Accoglienza straordinaria di cittadini italiani, evacuati da territori sinistrati (applicazione del Piano Vesuvio ed altre situazioni similari);

Sommosse popolari.

Ogni evento catastrofico presenta delle caratteristiche singole, peculiari ed anche imprevedibili; tuttavia è possibile operare una distribuzione in due gruppi: 
- Disastri (aerei, stradali, ferroviari ecc.);
- Calamità (terremoti, alluvioni, frane, ecc.). 

Importanza rivestita dall’estensione territoriale dell’emergenza - Considerazioni

I disastri incidono su un territorio limitato e ben definibile.
Le calamità, invece, interessano intere province o regioni; basti pensare, agli effetti di un terremoto. 
In un disastro (esempio incidente ferroviario) le strutture socio-sanitarie del circondario non saranno state coinvolte dall’evento e sono pronte o si attivano rapidamente a fronteggiare l’emergenza. 
L’intervento umano, in caso di calamità (specie se sismica o alluvionale), proprio per la notevole estensione territoriale, può rendere lenta e difficoltosa un’efficace azione di soccorso.
Basti pensare, alla possibilità di interruzione della viabilità ordinaria, dei sistemi radio telefonici, delle stesse strutture pubbliche, anch’esse interessate dall’evento (es. Ospedali, Uffici Comunali, Caserme dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della P.M., ecc.).
È da considerare, prioritariamente, che gli stessi soccorritori del luogo sono vittime stesse della calamità e quindi non può farsi affidamento su questi.
I soccorritori arriveranno da un luogo non interessato dalla calamità; la durata dei soccorsi, proprio per la mole dell’evento, dura anche per giorni e questo comporta, ovviamente, problemi da risolvere, legati alle necessità degli stessi soccorritori (vitto, alloggio, igiene, riposo).
Lo squilibrio fra le forze in campo, intese come risorse disponibili e le esigenze provocate da questi eventi straordinari (ma spesso prevedibili), rende indispensabile, una preventiva pianificazione della attività, da mettere in atto all’insorgere dell’evento. 
In particolare, qualora si verifichi un evento calamitoso, si potranno soccorrere più infortunati, quanto migliore sarà stata la programmazione del soccorso.
Non si può procedere ad una programmazione, se non si è a conoscenza dell’esatta disponibilità di uomini e mezzi, ma neanche se non si è in possesso della “mappa del rischio”.

     RISCHI ATTESI      

Per quanto riguarda i rischi attesi, considerando le Linee guida ed il Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di P.C. emanati dalla Regione Puglia (Deliberazione della G.R. n. 255/05) e dal Dipartimento della P.C. (ottobre 2007), vengono presi in considerazione, per il territorio comunale, i seguenti eventi:
              Rischio Idrogeologico
              Rischio Sismico
              Rischio Incendio Boschivo e di Interfaccia
              Rischio Ondate di Calore

A.4.1. Rischio Idrogeologico

Dall’ultimo aggiornamento delle perimetrazioni del Piano Assetto Idrogeologico – Autorità di Bacino della Puglia - il territorio di Santeramo in Colle non rientra nei siti a rischio idrogeologico.
Per il nostro territorio, questo tipo di rischio può essere comunque connesso a:
> Alluvione - nubifragio;
> Esondazione delle lame;
> Neve – ghiaccio - gelate.

Alluvione - nubifragio
Non vi sono, nel centro urbano, aree particolarmente inondabili; si verificano allagamenti in alcuni immobili, solo in occasione di intense alluvioni, senza comportare, comunque, rischio per le persone. 
Per le infrastrutture pubbliche, ad oggi, non si sono riscontrati problemi di rilievo.

Esondazione delle lame
Fuori del centro urbano, essendo privo il territorio di reticolo idrografico, sono le lame a comportare dei pericoli, in caso di forti piogge, allorquando queste insistono, in modo particolare, a nord del territorio (Foresta Mercadante); infatti come è avvenuto nell’alluvione del 22-23 ottobre 2005, le intense precipitazioni abbattutesi sulla Foresta Mercadante, hanno riempito la lama denominata Lamalunga, che ha riversato i detriti a valle, in contrada Lamalunga e Traforo, divellendo i terreni e le strade che l’attraversavano. 
Gli unici indicatori di evento sono le comunicazioni della Prefettura - U.T.G. di Bari inviate presso il Comando di P.M. via fax e la consultazione del servizio idrografico, sul sito della Regione Puglia.
Le lame, che potrebbero dare qualche problema dal punto di visto idrogeologico, sono:
- Lamalunga - Masseria Traforo;
- Masseria Mesola;
- Masseria Comitana;
- Masseria Parata;
- Masseria Gravinella;
- Canale artificiale Vallone della Silica.

Allorquando ci sono abbondanti piogge è necessario effettuare un monitoraggio alla lama Lamalunga, ai ponti Lamalunga – Traforo ed all’occorrenza, far intervenire pale meccaniche, per ripristinare un regolare deflusso delle acque, nei punti ove queste, trovano ostacolo per detriti vari (massi, vegetazione ecc.). 
Non vi sono particolari pericoli, per gli abitanti delle aree contigue alle lame.

Neve – ghiaccio - gelate
Questo è il rischio più frequente sul territorio, che si verifica nella stagione invernale.
Le temperature particolarmente basse favoriscono, nelle ore notturne, la formazione di ghiaccio sulle strade e in considerazione all'andamento altimetrico, che queste hanno nell'attraversamento del territorio comunale, comportano, in mancanza di interventi adeguati, il blocco totale della circolazione stradale.

A.4.2 Rischio Sismico

La riclassificazione sismica proposta con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/03 ed adottata integralmente dalla Regione Puglia con Deliberazione di G.R. n. 153/04 prevede per il Comune di Santeramo in Colle il valore 3.
Gli edifici più vulnerabili in caso di scossa sismica sono quelli ricadenti nel centro storico che coinvolgerebbero una popolazione di circa 225 abitanti (vie Sant’Antonio, Patron Griffi De Laurentis, G. De Luca, San T. D’Aquino, R. De Cesare, E. Toti, E. De Amicis, Chiancone, Giotto, Sant’Eligio, F. Amenduni, F.lli Bandiera).
 
A.4.3 Rischio Incendio Boschivo e di Interfaccia

Gli incendi boschivi si sviluppano esclusivamente durante il periodo estivo.
Le aree a rischio sono in particolare:
Bosco della Parata, Bosco della Gravinella, Bosco di Mesola, Pineta di Galietti, Bosco del Santissimo, Bosco Don Gianiacopo, Pineta Denora, Pineta Lama del Lupo. 
Per gli approvvigionamenti idrici, l'unica area boschiva, ove sono ubicate delle cisterne, è il Bosco di Mesola; tali cisterne, attualmente, versano in condizioni di abbandono e pertanto, sono prive di acqua. 
L'approvvigionamento idrico può effettuarsi dall'idrante, posto su via Alessandriello e dai pozzi, siti in contrada Padula Rosa, da cui può prelevarsi l'acqua tramite motopompe, già posizionate sul posto, di proprietà delle ditte di autotrasporto dell'acqua.
Il resto degli incendi si sviluppa, sempre nella stagione estiva, nelle zone della murgia o in zone seminative, per bruciature delle stoppie o in terreni incolti.
Rischio incendio di interfaccia
Tale rischio, intendendosi per interfaccia urbano rurale, quelle zone, aree o fasce, nelle quali l'interconnessione tra strutture antropiche ed aree naturali è molto stretta, è individuato:
> per il centro abitato a:
- un'area boscata (latifoglie) in stato di abbandono racchiusa tra via Paganini e via Fosse Ardeatine;
- un'area boscata (conifere) che circonda la Casa di Riposo per anziani, in via P. Sette;
> per il resto del territorio comunale, alle aziende agricole, di allevamenti e di abitazioni residenziali, che trovasi nelle aree individuate e riportate nella specifica cartografia "aree boschive ed a rischio incendi di interfaccia".
 
A.4.4 Rischio Ondate di Calore

Questo evento si sta manifestando, nelle stagioni estive, con sempre maggiore frequenza, tanto da essere attivo il sistema di allarme, per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute in diverse città, fra cui anche Bari. 
Lo stesso Ministero della Salute ha emanato le "Linee Guida per preparare piani di sorveglianza e risposta verso gli effetti sulla salute di ondate di calore anomalo" e la Prefettura - U.T.G. invia ai Sindaci costantemente gli indirizzi operativi per fronteggiare tale evento.
Le persone più esposte a questo tipo di rischio sono sicuramente gli anziani ed i non autosufficienti. 
Come si evince dal punto A.1.1 - Popolazione, considerando solo gli ultraottantenni, Santeramo ha un numero di circa 1000 persone a rischio.

     RISCHI PROBABILI     

Per quanto riguarda la  molteplicità di rischi, di cui non può escludersi l'accadimento, si prendono in considerazione, in questo documento, anche i seguenti eventi:
              Rischio Siccità - interruzione erogazione idrica
              Rischio Incidenti vari
              Rischio Rifiuti urbani
              Rischio Blocco circolazione stradale

A.4.5 Rischio Siccità - interruzione erogazione idrica

Questo evento può accadere nella stagione estiva, cagionando, in modo particolare, danni all'agricoltura ed alla zootecnia.  
Si consideri anche un'eventuale interruzione dell'erogazione idrica, che potrebbe accadere per rottura dell'unica conduttura idrica esistente per Santeramo, o per inquinamento e/o contaminazione dell'acqua. 
Tutta la popolazione verrebbe coinvolta, con evidenti, gravissime conseguenze per approvvigionamento dell'acqua per uso umano, domestico, di igiene personale, zootecnia, industria.
   
A.4.6 Rischio Incidenti vari
 
Sono gli eventi imprevedibili, di qualsiasi natura, che possono accadere in qualsiasi momento, per cui la modalità di intervento deve decidersi al momento. 
 
A.4.7 Rischio Rifiuti urbani

Sulla scorta di quello che avviene nella vicina Campania e con le continue nomine a Commissario straordinario per i rifiuti, anche nella nostra regione tale rischio, conseguentemente,  necessita di considerazione, anche nel territorio comunale.
   
A.4.8 Rischio Blocco circolazione stradale

Può verificarsi, per cause dovute a cedimenti strutturali del reticolo stradale o per gravi incidenti stradali.
 
A.5 Aree di emergenza

Le aree d’emergenza sono gli spazi e le strutture destinate ad accogliere la popolazione e ad ospitare i servizi essenziali, in caso di accadimento dell'evento calamitoso.
Tali aree si distinguono in:

Aree di attesa

sono i luoghi di prima accoglienza ed assistenza per la popolazione, nel periodo immediatamente successivo all'evento, ove  vengono date le prime informazioni ed i primi generi di conforto, in attesa dell’allestimento delle aree di ricovero;
   

Aree di ricovero

sono i luoghi di sicurezza, in cui possono essere allestiti i primi insediamenti abitativi, tendopoli, roulottopoli, moduli prefabbricati, container, ecc. , o le strutture, ove alloggiare temporaneamente la popolazione coinvolta nella catastrofe;
 

Aree di ammassamento

sono centri di raccolta di uomini e mezzi, per il soccorso della popolazione; tali aree sono  individuate fuori dal centro abitato, per essere facilmente raggiungibili, anche da mezzi di grosse dimensioni.

In funzione del ruolo che sono chiamate a svolgere, si sono individuate, nel territorio comunale, le seguenti aree di emergenza:

A.5.1 Aree di attesa della popolazione (contrassegnate sulla cartografia di base con il colore verde e forma ):

tutti gli edifici scolastici pubblici di proprietà comunale (scuole elementari e medie inferiori) elencati nel precedente punto A.1.5;

Palazzetto sportivo comunale Vitulli sup. coperta mq. 750 - sup. scoperta mq. 600 ca.;
  piazza G. Di Vagno, Villa Comunale mq. 7.000 ca.
  piazza E. Berlinguer mq.  6.700 ca.
piazza Mons. J. Nuzzi mq. 4.300 ca.
Si è data priorità agli edifici scolastici, luoghi coperti, invece delle classiche piazze, in quanto sono stati considerati  gli aspetti negativi di attesa della popolazione in luoghi aperti e quindi esposta a fattori meteoclimatici; ogni scuola considerata, è comunque provvista di piazzale interno o antistante l'edificio.
Dal punto di vista del rischio sismico, gli edifici scolastici non sono stati costruiti con criteri antisismici.
Il complesso delle aree e degli edifici scolastici indicati, sono provvisti di tutti i servizi essenziali, possono ospitare temporaneamente circa 5.000 persone, in attesa di sistemazione più idonea. 
Se necessario, potranno essere usati anche gli edifici scolastici delle scuole materne comunali, delle scuole superiori provinciali, dell'asilo Mons. Rago - Suore Missionarie del Sacro Costato e dell'Istituto Salesiani SS. Redentore.
Le caratteristiche tecniche e i dati particolareggiati di ogni edificio sono riportati nel database “Sirio”.
 

A.5.2

Aree di ricovero della popolazione (contrassegnate sulla cartografia di base con il colore rosso e forma )
  Le aree di ricovero ove saranno installati i primi insediamenti abitativi, sono individuate nei seguenti siti:
Campo sportivo comunale N. Mele, via Rossini - mq. 4900;
Campo sportivo comunale P. Casone, via Papa Paolo VI - mq. 6450;
Zona Industriale - lotti vacanti da utilizzarsi per installazione di prefabbricati, tendopoli, containers;
Le strutture coperte, evidentemente non coinvolte nell'emergenza, da adibirsi ad aree di ricovero, sono:
Ospedale Monte Iacoviello (n. 64 posti letto);
Casa di riposo per anziani S. Calabrese (n. 78 posti letto);
Hotel Sole di Puglia (n. 42 posti letto);
Hotel Murgia (n. 58 posti letto).
E' da considerare, che il numero dei posti letto delle summenzionate strutture coperte, non può corrispondere alla effettiva disponibilità in quanto queste ospitano normalmente degenti e clienti.

A.5.3

Aree di ammassamento dei soccorritori (contrassegnate sulla cartografia di base con il colore giallo  e forma )

 

Palazzetto Coopersport, via Alessandriello, munito di tutti i servizi essenziali; sup. coperta mq. 2025 - area di pertinenza esterna mq. 14.000.

Per le aree sprovviste di servizi, o comunque non adeguate per il numero di persone ospitate, si provvederà immediatamente all'installazione di bagni chimici e di cisterne di acqua.

A.6 - Cancelli Stradali di Ingresso

Sono dei punti obbligati di passaggio, per ogni tipo di veicolo.
Fungono anche da punti, ove deviare il traffico, per interruzione della direttrice di marcia.
Sono presidiati da Agenti di P.M. o Carabinieri, coadiuvati eventualmente da personale del volontariato, Guardie Giurate e sono individuati in:
num.  cancello  01 rotonda stradale via Gioia
02 via Acquaviva intersezione contrada Chiancaro
03 rotonda stradale via Cassano
04 via Altamura intersezione via Baldassarre
05 rotonda stradale via Alessandriello
06 via Matera intersezione S.P. 229
07 rotonda stradale via Laterza

   Viabilità strategica

Sono i percorsi preferenziali, da usare per l’afflusso dei soccorritori e per il deflusso della popolazione dalle zone dell’emergenza; questi possono individuarsi nelle strade principali del centro urbano e del territorio comunale di cui alla relativa cartografia.

   Eliporti

Sono luoghi ove è possibile far atterrare e decollare elicotteri, che vengono usati in emergenza, per rendere immediato il soccorso alla popolazione coinvolta dalla calamità; questi saranno individuati al momento della necessità ed opportunamente segnalati, per l'atterraggio sicuro. 
  
A.7 - Indicatori di evento e risposte della struttura comunale di P.C.
        Sistema di allertamento

La gestione del sistema di allertamento nazionale è assicurata dal Dipartimento della P.C. e dalle Regioni, attraverso la rete del Centri Funzionali, ovvero soggetti preposti allo svolgimento delle attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale, degli eventi e di valutazione dei conseguenti effetti sul territorio.
Nelle more della realizzazione da parte della Regione Puglia del Centro Funzionale, è la Prefettura - U.T.G. di Bari, che dirama il bollettino di avviso di condizioni meteorologiche avverse, ovvero, precipitazioni diffuse, neve, raffiche di venti e burrasche, temporali, ondate di calore. 
Premettendo che gli eventi si dividono in prevedibili e non prevedibili
, nel territorio comunale non vi sono reti di monitoraggio e quindi è l'osservazione diretta del fenomeno precursore sul territorio, che costituisce l'indicatore, che permette la previsione di un possibile evento calamitoso.
La gestione degli interventi di P.C., all'arrivo del Bollettino di avviso di condizioni meteorologiche avverse da parte della Prefettura - U.T.G. di Bari e, per osservazione diretta anche a seguito di segnalazione di privati cittadini, si esplica attraverso 3 livelli di allertamento, giusto nota della Prefettura , prot. n. 167-04/PROT.CIV. del 04.06.2004 e linee guida della Regione Puglia:
                Fase di attenzione
                Fase di preallarme
                Fase di allarme
Per il rischio incendi boschivi e di interfaccia e per il rischio idraulico ed idrogeologico è prevista anche una         Fase di pre-allerta, come riportato nel "Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile". 
La pianificazione di emergenza del presente P.C.P.C. prevede procedure di attivazione della struttura comunale di P.C., a secondo del livello di allerta previsto.
Per ogni scenario di rischio è previsto un modello di intervento, necessario ed adeguato, per affrontare l'evento atteso o in atto.


B - LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE
E STRATEGIA OPERATIVA

I lineamenti della pianificazione sono gli obiettivi indispensabili che il Sindaco, in qualità di autorità comunale di P.C., deve conseguire, per fronteggiare una situazione di emergenza, nell'ambito della direzione unitaria dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione e garantire così, la prima risposta ordinata degli interventi, per la salvaguardia della popolazione e del territorio (art. 15 – L. 225/92). 
La strategia operativa da adottare è funzione degli scenari di rischio considerati, dell'evoluzione in tempo reale dell'evento e della capacità di risposta all'emergenza, da parte della struttura comunale di P.C..
Si riportano, qui di seguito, gli obiettivi principali da conseguire, per garantire un'efficace gestione dell'emergenza.

B.1 Funzionalità del sistema di allertamento locale
B.2 Coordinamento Operativo Comunale
B.3 Attivazione del presidio territoriale
B.4 Funzionalità delle telecomunicazioni
B.5 Ripristino della viabilità e dei trasporti - controllo del traffico
B.6 Misure di salvaguardia della popolazione
B.7 Ripristino dei servizi essenziali
B.8 Salvaguardia delle strutture ed infrastrutture a rischio e sistema produttivo locale
B.9 Rapporti con le istituzioni locali per l’attività amministrativa e supporto all’attività di emergenza
B.10 Censimento e salvaguardia dei beni culturali
B.11 Modulistica per il censimento dei danni a persone e cose
B.12 Relazione giornaliera dell’intervento
 
B.1 Funzionalità del sistema di allertamento locale
 
I collegamenti con la Regione, Provincia, Prefettura - U.T.G. di Bari, con le componenti e strutture operative di P.C., ovvero Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Provinciale, A.S.L. BA, C.O.M. 6 BA - Gioia del Colle, Comuni limitrofi, con le associazioni di volontariato, avvengono attraverso:
tel.
tel.
tel.
fax
080.3036014
080.3036069
080.3028327
080.3036348
 
 Comando di P.M. -
 U.C.P.C.
 il fax è attivo h. 24 - non presidiato dalle h. 21,00 alle h. 7,30     
Al di fuori del normale orario di servizio del Comando di P.M. - U.C.P.C., telefonando al n. 080.3036014, si attiva la segreteria telefonica, che indica il cellulare del responsabile reperibile.  
e - mail: poliziamunicipale@comune.santeramo.ba.it   Comando di P.M.  
e - mail: protezionecivile@comune.santeramo.ba.it      U.C.P.C. 
Il Comando di P.M. ha in uso, per i collegamenti interni:
n. 1 sistema di radiocollegamento tramite n. 1 ripetitore, n. 1 stazione fissa presso la sede del Comando di P.M. e n. 10 radio portatili ricetrasmittenti
n. 4 cellulari su rete Tim
 
tel.
fax
080.3028311
080.3023710
centralino del Comune
il fax è attivo h. 24 - non presidiato sabato, domenica, festivi e tutti i giorni dalle h. 14,00 alle h. 7,30
e - mail: info@comune.santeramo.ba.it    Comune
   
B.2 Coordinamento Operativo Comunale
 
Il Sindaco è autorità comunale di P.C. (art. 15, comma 3 – L. 225/92); al verificarsi dell’emergenza assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso in ambito comunale e né da comunicazione al Prefetto, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della Giunta Provinciale. 
Il Sindaco, per l’espletamento delle proprie funzioni, si avvale della Struttura Comunale di P.C., istituita con apposito regolamento, approvato con Delib. C.C. n. 62/2005,  così composta:
Comitato Comunale di Protezione Civile
Ufficio Comunale di Protezione Civile
Centro Operativo Comunale
Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile

        C.C.P.C. 
Il C.C.P.C.è costituito da:
> il Sindaco, quale autorità locale di P.C., che lo presiede;
> il Segretario Generale;
> il Comandante della P.M., responsabile del S.C.P.C.;
> il Dirigente del Settore LL.PP.;
> il Dirigente del Settore Urbanistica;
> il Presidente del Gruppo Comunale dei Volontari di P.C..
I membri del comitato, in caso di assenza e/o impedimento, sono sostituiti da un loro delegato.
Il C.C.P.C., nel rispetto delle norme vigenti ed in relazione alle direttive emanate dagli organi nazionali, regionali e provinciali di P.C., svolge i seguenti compiti:
> definisce i protocolli tra le strutture operative locali del S.C.P.C. al fine di incrementarne la capacità operativa e di favorirne la necessaria integrazione e collaborazione;
> attività di indagine e conoscenza specifica del territorio comunale finalizzata alla stesura ed al periodico aggiornamento di mappe del rischio e attuazione di concreti interventi sul territorio e sulle infrastrutture miranti a ridurre l'impatto di rischio incidenti;
> elabora, anche sulla base degli studi raccolti e redatti dall’U.C.P.C., le strategie di gestione delle emergenze e le procedure operative più idonee alla salvaguardia dell’incolumità della popolazione e degli insediamenti produttivi;
> elabora i piani di intervento per il soccorso alla popolazione e per il rapido ripristino dei servizi pubblici in collaborazione con i gestori dei servizi medesimi;
> definisce le responsabilità ed i compiti delle Funzioni di Supporto del C.O.C.;
> elabora i programmi di formazione e aggiornamento del personale adibito al S.C.P.C.;
> nel quadro delle direttive nazionali, regionali e provinciali promuove e collabora a tutte le iniziative atte a stimolare nei cittadini la formazione di una moderna cultura di P.C.. esamina le domande di enti e/o associazioni di volontariato che chiedono il loro inserimento come volontari di P.C. nella struttura comunale;
> formazione di una moderna coscienza della P.C. attraverso la promozione di programmi informativi destinati alla popolazione ed interventi educativi rivolti alla popolazione scolastica; in particolare d'intesa con le autorità e gli organismi scolastici, il C.C.P.C. promuove corsi integrativi nelle scuole di ogni ordine e grado, volti a fornire direttamente, o per tramite dei docenti, agli studenti notizie, tecniche, esperienze, ecc., necessarie a tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente, dai danni provocati da catastrofi o calamità naturali;
> organizza le esercitazioni di P.C. curandone la strutturazione, le modalità di realizzazione e la loro pubblicità presso la popolazione.
Il C.C.P.C. sarà convocato dal Sindaco:
> in via ordinaria, almeno una volta l’anno;
> in via straordinaria, in occasione di eventi o circostanze potenzialmente critiche per la popolazione ed il territorio, anche a seguito di formale richiesta di uno dei componenti il comitato stesso.
Al verificarsi di eventi calamitosi o d’ipotesi di rischio emergente interessanti direttamente il territorio comunale, il C.C.P.C. deve intendersi automaticamente convocato in seduta permanente; le convocazioni potranno avvenire tramite comunicazione verbale, telefonica, sms, e – mail, fax.
Le riunioni saranno tenute presso l’U.C.P.C. o il sito che sarà indicato, congiuntamente al relativo ordine del giorno, negli avvisi di convocazione.
In funzione dell’argomento da trattare o al fine di approfondire particolari problematiche, il C.C.P.C. potrà essere integrato da rappresentanti di altri enti e organizzazioni (gestori di telefonia, rete gas, elettrica, idrica ecc.); al fine di avvalersi della consulenza di personalità con comprovata esperienza tecnico-scientifica nel settore.
Ciascun componente rappresenta, in seno al C.C.P.C., l'ente o la struttura di appartenenza e assume ed esplica tutte le facoltà e competenze in ordine all'azione da svolgere ai fini di P.C..

        Ufficio Comunale di Protezione Civile
Gli sono affidati i servizi ordinari e di emergenza di competenza comunale.
La sede dell’U.C.P.C. è fissata presso il Comando di P.M. attualmente in via Palombaio, 4, nell'edificio della sede comunale.
Una nuova sede potrà essere prevista con i requisiti della non vulnerabilità al fine di garantire l’efficienza del servizio anche in condizioni di calamità e collocazione in una zona di facile accesso, con attigua un’area da destinarsi a movimento e sosta di veicoli e mezzi.
Il Comandante della P.M., quale responsabile del S.C.P.C., per l’espletamento di tutte le funzioni inerenti l’ufficio, si avvale  di un collaboratore, esperto in P.C., individuato nel dipendente Donato Difonzo. 
Il Sindaco assegna personale vario necessario per il corretto funzionamento dell'ufficio stesso. 
Sia in condizioni ordinarie che in emergenza, tutti gli enti, uffici, imprese, persone fisiche, organizzazioni, associazioni e simili sono tenuti a fornire tempestivamente, per l'elaborazione e l'aggiornamento del P.C.P.C., la massima collaborazione e tutti i dati richiesti dall’U.C.P.C..

Funzioni dell'Ufficio Comunale di Protezione Civile

L’ufficio ha compiti di prevenzione, di pianificazione e direzione dell’emergenza.
Al verificarsi di eventi calamitosi o d’ipotesi di rischio emergente, nell’ambito del territorio comunale, il Comandante della P.M. ed il suo collaboratore dovranno essere immediatamente reperibili e assicurano l’apertura continuativa dell’ufficio durante le fasi dell’emergenza.
L’ U.C.P.C. provvede a:
> pianificare ed attuare gli interventi necessari, quale primo ed immediato referente nella gestione complessiva dell'attività ordinaria e straordinaria in collaborazione con il Sindaco;
> attivare, su disposizione del Sindaco, immediatamente il C.O.C., al verificarsi di emergenze;
> assicurare il funzionamento in via continuativa, garantendo l'espletamento delle necessarie attività amministrative ed organizzative;
> curare i rapporti con tutte le strutture che concorrono al sistema di P.C. (enti locali, amministrazioni statali, organizzazioni di volontariato di P.C., ecc.);
> curare tutti gli adempimenti necessari per assicurare un corretto funzionamento del S.C.P.C., nel puntuale rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia.
Inoltre, in particolare, l’U.C.P.C.:
> provvede alla gestione della sala operativa che deve essere adeguatamente attrezzata di tutto l’occorrente per essere autonomamente operativa, essendo il “centro di emergenza” dal quale si dirigono gli interventi;
> adotta tutti i provvedimenti amministrativi per l'approntamento delle risorse per far fronte all'emergenza e assicura i primi soccorsi appena avuta conoscenza dell'evento calamitoso;
> predispone e aggiorna gli atti costituenti il P.C.P.C.;
> aggiorna il sistema informativo per la P.C. denominato “Sirio” contenente le risorse disponibili sul territorio che possono essere utilizzate per fronteggiare l'emergenza e ne cura l’invio periodico alla Prefettura - U.T.G. di Bari ;
> aggiorna il "Sistema di raccolta dati a supporto della pianificazione comunale e provinciale di emergenza" distribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della P.C. e ne cura l’invio periodico alla Provincia di Bari - Settore P.C.;
> propone l’acquisto dei mezzi, materiali e attrezzature necessarie per il S.C.P.C., assicura la verifica periodica della funzionalità degli stessi e ne cura le relative procedure amministrative;
> informa la popolazione dei bollettini diramati dal Dipartimento di P.C. e dalla Prefettura  - U.T.G. di Bari inerenti le condizioni metereologiche avverse previste tramite la locale emittente radiotelevisiva Tele Radio Colle;
> cura le attività di formazione ed aggiornamento del personale addetto al S.C.P.C. e promuove iniziative simili rivolte alla popolazione.
In caso di necessità ed a seguito di motivato atto del Sindaco, il personale dell’U.C.P.C. potrà essere integrato da dipendenti comunali provenienti da altri uffici. 
Per garantire il corretto funzionamento, l’U.C.P.C. è composto da personale particolarmente addestrato e formato a poter garantire, alla necessità, un’attività h. 24.
Tutta la struttura organizzativa della sala operativa comunale risponde del proprio operato al Responsabile del servizio di P.C., Magg. Mario Santoro ed in caso di assenza al suo collaboratore, Donato Difonzo.

        Centro Operativo Comunale 
Questa struttura, istituita con provvedimento del Sindaco, decreto n. 39 del 18.09.2006, è l'organo collegiale, con compiti di supporto e decisionali, di cui il Sindaco medesimo si avvale per l'espletamento delle sue funzioni ed attribuzioni in materia di P.C.. 
Il coordinamento del C.O.C. è affidato al Comandante della P.M., Magg. Mario Santoro.

Funzioni di supporto

     Funzione 1 – Tecnica e di Pianificazione
Referente:
Ing. Gioacchino Maiullari – Dirigente del Settore Urbanistica del Comune;

     Funzione 2 – Sanità, assistenza sociale e veterinaria
Referente: Dott. Antonino Madaro – Medico Ufficio Igiene della A.U.S.L. BA/3;

     Funzione 3 - Volontariato
Referente: Geom. Francesco Cacciapaglia - Coordinatore del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile del Comune;

     Funzione 4 - Materiale e mezzi
Referente: Sp. Amm.vo Donato Difonzo – Collaboratore del Comandante la P.M. in relazione al S.C.P.C.;

     Funzione 5 - Servizi essenziali e attività scolastica
Referente: Rag. Maddalena Baldassarre – Responsabile dei Servizi Culturali e Scolastici del Comune;

     Funzione 6 - Censimento danni a persone e cose
Referente: Geom. Francesco Paolo Cardinale – Dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune;

     Funzione 7 - Strutture operative locali e viabilità
Referente: Magg. Mario Santoro – Comandante della Polizia Municipale;     
         
     Funzione 8 - Telecomunicazioni 
Referente: Rag. Domenico Recchia – Operatore di stazione di radioamatore (patente n. 05513/BA);

     Funzione 9 - Assistenza alla popolazione 
Referente: Dott. Nicola Debenedictis – Dirigente del Settore Servizi Sociali del Comune e Maria Cristina Pontrandolfo - Ispettore locale Croce Rossa Italiana.

Per le Funzioni di Supporto è stabilito quanto segue: 
1. Funzione Tecnica e di Pianificazione
    Il referente mantiene e coordina tutti i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche, che svolgono attività sul territorio, cui è richiesta un’analisi conoscitiva dei rischi presenti sul territorio ed un’interpretazione dei dati relativi alle reti di monitoraggio. 
Di questa funzione fanno parte tecnici comunali, provinciali e regionali, i responsabili delle reti di monitoraggio locali, unità operative di gruppi nazionali, uffici periferici dei servizi tecnici nazionali, tecnici e professionisti locali. 
Il referente assolve a richieste di sopralluogo. 

2. Funzione Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria
    Il referente pianifica e gestisce tutte le problematiche relative agli aspetti socio-sanitari dell'emergenza, mantiene e coordina tutti i rapporti con i responsabili della sanità locale e le organizzazioni di volontariato che operano nel settore sanitario.

3. Funzione Volontariato
    Il referente fornisce uomini, mezzi e materiali a supporto delle operazioni di soccorso ed assistenza, tiene e coordina tutti i rapporti tra le varie organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, individua i compiti delle organizzazioni in relazione alla tipologia del rischio da affrontare, alla natura ed alla tipologia delle attività esplicate dall’organizzazione e dai mezzi a disposizione. 

4. Funzione Materiali e Mezzi
    Il referente tiene un database costantemente aggiornato delle risorse disponibili in situazioni di emergenza, attraverso il censimento dei materiali e mezzi presenti sul territorio comunale. 
Per ogni risorsa si deve prevedere il tipo di trasporto ed il tempo di arrivo nell’area di intervento. Nel caso in cui la richiesta di materiali e mezzi non possa essere fronteggiata a livello locale, il Sindaco rivolgerà richiesta al Prefetto. 

5. Funzione Servizi Essenziali ed Attività Scolastica
    Il referente provvede ad immediati interventi sulla rete per garantirne l’efficienza anche in situazioni di emergenza, coordina i rappresentanti di tutti i servizi essenziali erogati sul territorio comunale e delle istituzioni scolastiche, monitorandone gli interventi.

6. Funzione Censimento Danni a Persone e Cose
    Il referente fotografa la situazione determinatasi a seguito dell’evento calamitoso al fine di stabilire gli interventi d’emergenza. 
Il censimento dei danni deve essere riferito a persone, edifici pubblici e privati, edifici e beni monumentali, impianti industriali, servizi essenziali, attività produttive, opere di interesse culturale, infrastrutture pubbliche, agricoltura e zootecnia. 
Per il censimento di cui sopra il referente si avvale di personale dell’ufficio tecnico comunale, della provincia, del genio civile, di esperti del settore sanitario, industriale e commerciale, gruppi tecnici nazionali esperti nel settore della protezione civile. 
È altresì ipotizzabile l’impiego di squadre miste di tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, servizio Lavori Pubbici, Genio Civile o l’intervento della comunità scientifica, per le verifiche speditive di stabilità che dovranno essere effettuate in tempi necessariamente ristretti.

7. Funzione Strutture Operative Locali e Viabilità
    Il referente coordina tutte le componenti locali istituzionalmente preposte alla viabilità, anche con funzioni di ausilio, ovvero polizia municipale, volontariato, guardie giurate, ecc.. 
Nell’emergenza si dovrà inibire il traffico nelle zone a rischio, veicolare i soccorsi e rifornimenti verso le aree di attesa e ricovero della popolazione e di ammassamento soccorritori e risorse. 

8. Funzione Telecomunicazioni
    Il referente deve predisporre, di concerto con i responsabili territoriali dei gestori di telefonia fissa e mobile, delle Poste Italiane s.p.a., del Ministero delle Comunicazioni, con le organizzazioni dei radioamatori locali, una rete di telecomunicazione non vulnerabile.

9. Funzione Assistenza alla Popolazione
    Il referente deve conoscere il patrimonio ricettivo locale ed avere un quadro completo ed aggiornato delle disponibilità di alloggiamento sul territorio comunale; deve coordinare il personale addetto alle aree di attesa e ricovero della popolazione e di ammassamento soccorritori e risorse.

Ogni referente mantiene vivo e quindi efficace il P.C.P.C. attraverso il costante aggiornamento dei dati e delle procedure relative alla propria Funzione di Supporto.
In caso di emergenza i singoli referenti assumono la veste di operatori specializzati nell'ambito della propria Funzione di Supporto.
Tutte le Funzioni di Supporto all’occorrenza devono raccordarsi tra di loro.

        Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile
Il G.C.V.P.C., la C.R.I. delegazione di Santeramo in Colle e di altre associazioni di P.C., sono parte integrante del S.C.P.C. ed il loro impiego è regolamentato dalle rispettive convenzioni stipulate o da stipularsi con l'A.C..
Il G.C.V.P.C., la C.R.I. delegazione di Santeramo in Colle e le altre associazioni di P.C. operanti e riconosciute, collaborano e operano sia nella fase ordinaria che in emergenza, riferendosi alle direttive dell’U.C.P.C..

SQUADRE DI PRONTO INTERVENTO
Sono un servizio di reperibilità di alcuni dipendenti comunali, finalizzato ad assicurare, in casi di particolari necessità operativa, lo svolgimento di compiti di natura ordinaria e/o straordinaria, o per qualsiasi altro evento contraddistinto da pubblico interesse, che dovesse aver luogo anche fuori dai normali orari di servizio; tali squadre devono essere sempre affiancate da personale di P.C.. 

PERSONALE di attivazione immediata in caso di evento calamitoso:

entro

minuti  30

minuti  60

minuti  120

minuti 300

U.C.P.C.

1

1

1

1

Polizia Municipale

 4 

8

12

14

Ist. Vig. SI.VI.SI. 

2

4

4

4

Ist. Vig. Pelicanus

1

1

1

1

Carabinieri 

    

 

 

 
Volontari P. A. - A.R.M.

5

5

10

20

Volontari C.R.I.

1

3

6

20

Dipendenti Comune

1

1

1

1

Altri

 

     

Totale

15

23

35

61


B.3

Attivazione del presidio territoriale

Il presidio territoriale, intendendosi il sistema di vigilanza sul territorio comunale, per garantire le attività di ricognizione e di sopralluogo delle aree esposte a rischio, viene attivato dal Sindaco ed è garantito dal personale del S.C.P.C.. 
Il Comandante della P.M. ne indirizza la dislocazione e l'azione, provvedendo ad intensificarne l'attività, in caso di livelli elevati di criticità. 
In caso di necessità, viene immediatamente contattato il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione, per le attività di sopralluogo e valutazione delle criticità delle aree soggette a rischio, dell'agibilità delle vie di fuga e della funzionalità delle aree di emergenza, al fine di consentire l'adozione delle conseguenti misure di salvaguardia, anche in raccordo con le strutture operative nazionali (Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, ecc.); a seguito dell'evento, il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione provvede alla delimitazione dell'area interessata, alla valutazione del rischio residuo ed al censimento del danno.

B.4

Funzionalità delle telecomunicazioni

In via ordinaria, le comunicazioni fra tutte le componenti del sistema di P.C. avvengono per via telefonica (fissa e mobile) e con impianto di radiocollegamento con stazione fissa e stazioni portatili. 
In caso di interruzione delle telecomunicazioni, priorità assoluta per il ripristino sarà data per l’U.C.P.C., per le squadre che operano sul territorio, gli uffici comunali, l'ospedale, case di cura. 
Il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 8 – Telecomunicazioni, si attiverà immediatamente, per rendere funzionante un sistema alternativo di comunicazioni in modo particolare con la Prefettura - U.T.G. di Bari, con la Regione e la Provincia, utilizzando, se necessario, anche attrezzatura propria o di volontariato radioamatoriale.
 
B.5 Ripristino della viabilita’ e dei trasporti - controllo del traffico

Sul territorio non si sono mai verificate situazioni critiche per la viabilità, tranne che per la presenza di neve e ghiaccio nella stagione invernale. 
All'accadimento di interruzioni stradali per qualsiasi causa,  immediatamente, si provvederà a segnalare adeguatamente il rischio e, in attesa del ripristino, al momento, si deciderà la soluzione viaria, alternativa, più idonea. 
Sulla cartografia della viabilità sono evidenziate le principali strade di comunicazione del territorio comunale.
  
B.6 Misure di salvaguardia della popolazione

Informazione alla popolazione
Il Sindaco, quale autorità di P.C. è ente esponenziale degli interessi della collettività santermana. 
Conseguentemente, ha il compito prioritario della salvaguardia della popolazione e della tutela del territorio comunale. 
L'art. 12 della L. 03.08.1999, n. 265 "Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, trasferisce al Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali; anche la legislazione in materia di rischio industriale (D.P.R. 175/88; L. 137/97 e D.Lgs. 334/99) sancisce l'obbligo per il Sindaco di informazione della popolazione. 
Comunicare, in questo specifico settore, deve significare soprattutto, creare un rapporto di fiducia fra chi deve gestire il rischio e chi vi è esposto; occorre farlo in modo efficace: attraverso la comunicazione, l’A.C. ha il dovere di avere cura dell’interesse pubblico, deve essere in grado di ottenere dai cittadini, comportamenti collaborativi, per realizzare tale interesse.
La comunicazione alla popolazione, sia in periodi di normalità (informazione preventiva), sia in situazioni di emergenza è estremamente importante, per sviluppare nella popolazione e nei media, la consapevolezza necessaria alla corretta applicazione delle regole e dei comportamenti suggeriti nel P.C.P.C.. 
Il sistema territoriale risulta essere più vulnerabile, rispetto ad un determinato evento, quanto più basso è il livello di conoscenza della popolazione, riguardo alla fenomenologia dell'evento stesso, al suo modo di manifestarsi ed alle azioni necessarie, per mitigarne gli effetti. 
L'informazione non dovrà limitarsi solo alla spiegazione scientifica, che risulta spesso incomprensibile alla maggior parte della popolazione, ma dovrà fornire anche indicazioni precise, sui comportamenti da tenere dentro e fuori la propria abitazione o luogo di lavoro. 
Gli obiettivi fondamentali dell'attività di informazione che l'A.C. si pone, sono: 
- informare i cittadini, sul sistema di P.C., riguardo la sua organizzazione e struttura; 
- informare i cittadini, riguardo agli eventi e alle situazioni di crisi, che possono insistere sul territorio comunale; 
- informare i cittadini, sui comportamenti da adottare, in caso di emergenza; la conoscenza dei fenomeni e i comportamenti da seguire e da non seguire in determinate situazioni di rischio, servono a radicare nella popolazione, una cultura del comportamento, che è indispensabile, in concomitanza con un evento di crisi; 
- informare e interagire con i media: è importante sviluppare un buon rapporto con la stampa, sempre e soprattutto, in tempo di normalità. 
Per quanto riguarda l'informazione in normalità è fondamentale che il cittadino delle zone direttamente o indirettamente interessate all'evento, conosca preventivamente: 
- le caratteristiche essenziali di base del rischio, che insiste sul proprio territorio; 
- le disposizioni del P.C.P.C. nell'area in cui risiede; 
- come comportarsi prima, durante e dopo l'evento; 
- con quale mezzo ed in quale modo verranno diffuse informazioni ed allarmi. 
Per la più importante e delicata fase dell'informazione in emergenza, si dovrà porre la massima attenzione, sulle modalità di diramazione e sui contenuti dei messaggi; questi dovranno chiarire principalmente: 
- la fase in corso, attenzione, preallarme, allarme; 
- la spiegazione di cosa è successo, dove, quando e quali potrebbero essere gli sviluppi; 
- le strutture operative di soccorso impiegate e cosa stanno facendo; 
- i comportamenti di autoprotezione per la popolazione. 
Il contenuto dei messaggi dovrà essere chiaro, sintetico, preciso, essenziale; le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente e ad intervalli regolari; sarà bene comunicare sempre, al fine di limitare il più possibile il panico nella popolazione, che non deve sentirsi abbandonata e ricavare, invece, che si sta organizzando il primo soccorso e la messa in sicurezza delle persone colpite. 
Il presente documento viene pertanto pubblicato su internet, sul sito del Comune, è a disposizione di tutti i cittadini presso l'U.C.P.C. e l'Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Lezioni di P.C. vengono già tenute, presso le scuole medie agli alunni di terza, si prevede un allargamento per tutte le scuole comunali; le lezioni, realizzate sistematicamente ogni anno, contribuiranno fortemente alla conoscenza del P.C.P.C. ed in generale della materia P.C.. 

Sistemi di allarme per la popolazione
Per avvertire la popolazione di un qualsiasi pericolo verranno usati i seguenti canali:
> comunicati sull'emittente radiotelevisiva locale Tele Radio Colle;
> altoparlanti veicolari;
> sirene dei mezzi di soccorso e di polizia;
> campane delle chiese;
> telefonate per quartieri/zone censuarie per passa parola fra residenti; 
> porta a porta tramite il volontariato.

Censimento della popolazione
L'U.C.P.C., ogni trimestre, aggiornerà il proprio database della popolazione.
All'inizio di ogni stagione estiva ed invernale, i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione devono, di comune intesa, programmare il calendario dei turni, per le associazioni di volontariato, da attivarsi per l'assistenza agli anziani ed i non autosufficienti, per il rischio calore e rischio neve e/o ghiaccio; il database della popolazione non autosufficiente sarà aggiornato dalle Funzioni di Supporto 3 e 9, ogni semestre.

Aree di emergenza
Le aree di emergenza individuate, di cui al punto A.5, devono essere immediatamente aggiornate, ogni qualvolta si verifica un cambiamento e verificata almeno semestralmente la loro funzionalità. 

Soccorso ed evacuazione della popolazione
Per gli eventi prevedibili, una volta raggiunta la fase di allarme, le misure di salvaguardia sono quelle dell’allontanamento della popolazione, dalla zona di pericolo, con priorità per le persone con ridotta autonomia, ovvero disabili, anziani, bambini; a tal fine, deve essere continuamente aggiornato e rifinito il Piano di evacuazione di cui al punto C.4.
 
B.7 Ripristino dei servizi essenziali

Ogni rete erogatrice di servizi essenziali ha un proprio piano di emergenza; al fine del ripristino dei danni, nel più breve tempo possibile, il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 5 - Servizi essenziali ed attività scolastica, deve contattare immediatamente i responsabili delle aziende erogatrici dei servizi; la struttura comunale ed il volontariato daranno il più ampio supporto, all'azienda di servizio interessata. 
 
B.8 Salvaguardia delle strutture ed infrastrutture a rischio e sistema produttivo locale

Non vi sono nel territorio, strutture ed infrastrutture particolarmente a rischio. 
Per il sistema produttivo locale, si monitorerà frequentemente, in modo particolare, la zona industriale su via Gioia, per evitare possibili rischi, che potrebbero compromettere i materiali stoccati e l'attività in genere.
In caso di danno, ampio supporto verrà dato ai Vigili del Fuoco ed alle altre strutture operative competenti. 
Si attueranno gli interventi, per il ripristino di quanto danneggiato, con l'ausilio di ditte private, prioritariamente locali, al fine di ritornare alla normalità, nel più breve tempo possibile.
 
B.9 Rapporti con le istituzioni locali per l’attivita’ amministrativa e supporto all’attivita’ di emergenza

Tutti gli uffici comunali devono continuare a mantenere l’operatività amministrativa e provvedere, con immediatezza, ad assicurare i collegamenti fra gli uffici stessi; devono dare tutto il supporto richiesto all'U.C.P.C. ed alla cittadinanza.
In caso di inagibilità della sede municipale e dell’U.C.P.C., la sede alternativa sarà ubicata negli uffici comunali della zona industriale (uffici tecnici o dei servizi sociali).
 
B.10 Censimento e salvaguardia dei beni culturali

Nel confermare che il preminente scopo del P.C.P.C. è quello di mettere in salvo la popolazione e garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita “civile”, messo in crisi da una situazione di grandi disagi fisici e psicologici, è comunque da considerare, anche la salvaguardia dei beni culturali ubicati nelle zone a rischio. 
Si dovranno perciò organizzare specifici interventi, per il censimento e la tutela dei beni culturali, predisponendo specifiche squadre di tecnici, per la messa in sicurezza di reperti, o altri beni artistici, in aree sicure.
 
B.11 Modulistica per il censimento dei danni a persone e cose

La modulistica allegata al presente piano è in parte quella emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della P.C. e in parte è stata realizzata, con il fine di essere semplice e di facile interpretazione, cercando di prevedere tutte le specifiche situazioni di rischio, che possono accadere.
 
B.12 Relazione giornaliera dell’intervento

La relazione sarà redatta dal responsabile del servizio di P.C. e dovrà contenere le sintesi delle attività giornaliere.
I giornalisti verranno costantemente aggiornati dal Sindaco, con una o più conferenze stampa quotidiana.
Durante la giornata, si dovranno inoltre organizzare, per i giornalisti, supporti logistici, per la realizzazione di servizi di informazione nelle zone di operazione.


C - MODELLO DI INTERVENTO

Le procedure di intervento costituiscono quel complesso codificato di comportamenti, di azioni da compiere con immediatezza e operazioni, da avviare in ordine logico e temporale, che consentono di affrontare il primo impatto di un evento calamitoso, con il minor grado di impreparazione e con il maggior grado di automatismo possibile. 
Per il conseguimento di tale obiettivo è fondamentale la preventiva conoscenza del proprio compito da parte di ogni persona, ufficio, ente e organismo deputato ad intervenire alla minaccia o al manifestarsi di una situazione di emergenza.
Ruolo basilare riveste l'operatore, che riceve la telefonata o comunque viene a conoscenza di un qualsiasi pericolo; egli deve raccogliere il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile, aiutandosi, per questo, attraverso la compilazione del modulo "
segnalazione emergenza"; subito deve informare il responsabile del S.C.P.C., che dispone una perlustrazione del luogo oggetto della notizia, da parte di personale della struttura comunale di P.C. per i successivi interventi da attuarsi.
Le procedure di intervento si caratterizzano, evidentemente, in relazione a:
> evento con preavviso, causato da fenomeni direttamente connessi con la situazione meteorologica (alluvioni, nevicate, ondate calore), la cui previsione consente l’attivazione delle diverse fasi operative, funzionali ad una crescente criticità;
> evento senza preavviso, che per mancato allarme o al verificarsi di un fenomeno non prevedibile o ad evoluzione estremamente rapida, richiede l’attivazione diretta della fase di allarme.
Nelle more della realizzazione, da parte della Regione Puglia del Centro Funzionale Regionale, è la Prefettura - U.T.G. di Bari, che dirama il bollettino di avviso di condizioni meteorologiche avverse. 
 
C.1 Sistema di comando e controllo

La procedura di attivazione del sistema di comando e controllo è finalizzata a disciplinare il flusso delle informazioni, provenienti dalle squadre che monitorano il territorio, al fine di garantire al Sindaco, autorità comunale di P.C., un livello adeguato di informazioni, per disporre l'immediato e tempestivo impiego di risorse a salvaguardia della popolazione e dei beni esposti e fornire le informazioni alla Prefettura - U.T.G. di Bari, Regione e Provincia, utili ad attivare le necessarie ed adeguate forme di concorso.
Fondamentale importanza riveste la fonte della notizia, che deve quindi sempre essere verificata, da personale facente parte della struttura comunale di P.C..
 
C.2 Fasi operative

La risposta del Sistema Comunale di P.C. è articolata in fasi operative, non necessariamente successive, così come di seguito riportate:
Fase di pre-allerta (per rischi incendio di interfaccia e idrogeologico e/o idraulico)
Fase di attenzione
Fase di preallarme
Fase di allarme
Evidentemente, all’accadimento dell’evento, seguirà la:
Fase di emergenza e soccorso
Fase di superamento dell’emergenza.

 

 

Fase di pre-allerta
Rischio incendio di interfaccia

Viene attivata: 
> con la comunicazione da parte della Prefettura - U.T.G. di Bari dell'inizio della campagna Anti Incendio Boschivo (A.I.B.);
> al di fuori del periodo della campagna A.I.B., in seguito alla comunicazione nel Bollettino, emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C., della previsione di una pericolosità media; 
> al verificarsi di un incendio boschivo sul territorio comunale.
 
Rischio idrogeologico e idraulico

Viene attivata:
> al ricevimento del Bollettino con previsione di criticità ordinaria conseguente alla possibilità di fasi temporalesche intense, emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C..
  

 

Fase di attenzione
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento di criticità ordinaria;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle squadre che monitorano il territorio. 
Il Sindaco dispone la verifica della reperibilità dei referenti delle Funzioni di Supporto da far confluire nel C.O.C. e, se l'evolversi della situazione sul territorio assume criticità elevata, dispone:
> il servizio h. 24 della struttura comunale di P.C. e delle squadre che devono effettuare il monitoraggio e la vigilanza del territorio;
> la convocazione del referente C.O.C. della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione;
> l'allertamento delle strutture tecniche, della squadra di pronto intervento, del volontariato, anche al fine del concorso all’attività di presidio territoriale.
 

 

Fase di preallarme
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento con criticità moderata;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle squadre che monitorano il territorio.
Il Sindaco dispone la verifica della reperibilità dei referenti delle Funzioni di Supporto da far confluire nel C.O.C. e, se l'evolversi della situazione sul territorio assume criticità elevata, dispone:
> il servizio h. 24 della struttura comunale di P.C. e delle squadre che devono effettuare il monitoraggio e la vigilanza del territorio;
> la convocazione dei referenti delle Funzioni di Supporto del C.O.C. ritenute necessarie;
> l'allertamento delle strutture tecniche, della squadra di pronto intervento, del volontariato, anche al fine del concorso all’attività di presidio territoriale;
> tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
Il Sindaco tiene costantemente informato il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura - U.T.G. di Bari, la Struttura Regionale di P.C., la Struttura Provinciale di P.C.  ed il C.O.M. 6 BA di Gioia del Colle, dell'evolversi della situazione sul territorio.
 

 

Fase di allarme
Viene attivata dal Sindaco al raggiungimento del relativo livello di allerta determinato:
> dal ricevimento del Bollettino emesso dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C.;
> al verificarsi di un evento con criticità elevata;
> all'aggravarsi della situazione nei punti critici controllati dalle squadre che monitorano il territorio.
Il Sindaco dispone:
> il servizio h. 24 della Struttura Comunale di P.C. e delle squadre che devono effettuare il monitoraggio e la vigilanza del territorio;
> la convocazione del C.O.C.;
> l'operatività delle strutture tecniche, della squadra di pronto intervento, del volontariato, al fine del concorso all’attività di presidio territoriale, delle aree di emergenze e delle vie di deflusso;
> l'allontanamento della popolazione dalle aree a rischio secondo le modalità previste dal Piano di evacuazione;
> l'allertamento, delle ditte titolari di risorse utili per il tipo di rischio in atto o atteso;
> tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità;
> un'adeguata comunicazione alla popolazione sia durante tutta la fase di allarme che successivamente al cessato allarme.
Il Sindaco tiene costantemente informato, sin dalle prime manifestazioni dell'evento, il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura - U.T.G. di Bari, la Struttura Regionale di P.C., la Struttura Provinciale di P.C.  ed il C.O.M. 6 BA di Gioia del Colle, dell'evolversi della situazione sul territorio.

Il rientro da ciascuna Fase operativa ovvero il passaggio alla fase successiva viene disposto dal Sindaco sulla base delle comunicazioni ricevute dalla Prefettura - U.T.G. di Bari o dal Centro Funzionale Regionale o dalla Regione d'intesa con il Dipartimento della P.C., e/o dalla valutazione del presidio territoriale.
 
C.3 Attivazioni in emergenza

Rappresentano le immediate predisposizioni che devono essere attivate dal Sindaco nel caso un fenomeno non previsto si verifichi in maniera improvvisa con coinvolgimento della popolazione.  
In particolare il modello di intervento prevede tra le prime procedure operative:
> la funzionalità h. 24 dell'U.C.P.C.;
> l'immediata reperibilità di tutti i referenti delle Funzioni di Supporto del C.O.C.;
> l'intensificazione dell'attività di monitoraggio da parte del personale della struttura comunale di P.C. e del personale della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di Pianificazione del C.O.C.;
> la delimitazione delle aree a rischio;
> l'allertamento degli abitanti delle aree a rischio e, se necessario, l'evacuazione degli stessi;
> la predisposizione dei cancelli stradali di ingresso adeguatamente presidiati da agenti di P.M. e Carabinieri, coadiuvati dal volontariato e dalle guardie giurate;
> l'allestimento ed il presidio delle aree e delle strutture di attesa e ricovero per la popolazione con il concorso di tutte le Funzioni di Supporto del C.O.C.;
> tutte le iniziative atte al soccorso ed assistenza alla popolazione.

          SCHEMA  ATTIVAZIONE

SINDACO

  • si reca c/o la Sala Operativa
  • comunica l'attivazione al Prefetto, al Presidente della Regione e della Provincia

 

SALA OPERATIVA
c/o Comando di P.M.

funzionalità h. 24  dell'U.C.P.C.

   

REFERENTI C.O.C.

si recano alla 
Sala Operativa

AREE DI ATTESA

  • scuola Hero Paradiso

  • scuola Umberto I

  • scuola S. F. d'Assisi

  • scuola Balilla

  • scuola S. G. Bosco

  • scuola F. Netti

  • palazz. Vitulli - via B. Paradiso

  • piazza G. Di Vagno

  • piazza E. Berlinguer

  • piazza Mons. J. Nuzzi

 

 

STRUTTURA TECNICA
COMUNALE

è a disposizione della Sala Operativa

PERSONALE COMUNALE

si reca negli uffici di competenza 

 

VOLONTARI

  • presidiano le aree di attesa
  • i gruppi autorizzati si recano nelle zone colpite
  

POPOLAZIONE

si raduna nelle aree di attesa

   

POLIZIA MUNICIPALE

  • gli agenti si recano nelle zone colpite
  • indirizzano la popolazione nelle aree di attesa
  • comunicano costantemente la situazione alla Sala Operativa
  • attivano e presidiano i cancelli stradali di ingresso

CANCELLI STRADALI DI INGRESSO

  • 1 - rotonda via Gioia

  • 2 - via Acquaviva inters. c.da  Chiancaro

  • 3 - rotonda via Cassano

  • 4 - via Altamura inters. via Baldassarre

  • 5 - rotonda via Alessandriello

  • 6 - via Matera inters. S.P. 229

  • 7 - rotonda via Laterza

 
C.4 

Piano di evacuazione

Uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza è senza dubbio legato, alla possibilità di dover disporre l'evacuazione della popolazione; essa viene disposta con apposita ordinanza emanata dal Sindaco, ai sensi dell'art. 50 e 54 del D.Lgs. n. 267/2000, o dal Prefetto. 
Si parla di evacuazioni preventive, quando lo sgombero della popolazione avviene prima che gli eventi calamitosi si verifichino, oppure di evacuazioni di soccorso, nel caso in cui la popolazione debba essere sgomberata, a causa di un  evento in atto. 
I tempi connessi all’effettuazione dell’evacuazione dipendono perciò, da alcuni fattori: epoca in cui l’evacuazione ha luogo (in fase preventiva, o in fase di soccorso), numero e tipologia delle persone da evacuare (anziani, bambini, disabili, malati), strutture dalle quali svolgere l’evacuazione (ospedali, scuole, aziende, centri commerciali, abitazioni, ecc.). 
In caso di necessità di evacuazione, viene immediatamente attivata la Fase di allarme e si procede come al precedente punto C.3 - Attivazioni in emergenza.
In caso di luoghi di attesa lontani dalle zone evacuate, sarà immediatamente chiamata, per il trasporto degli evacuati, la locale ditta "Autolinee di Caponio Francesco" in possesso di circa n. 7 autobus, per un totale di circa 350 posti (numeri che ovviamente, sono il massimo della disponibilità, se questi trovasi tutti nel territorio comunale), il 118 e l'Associazione di Volontariato Pubblica Assistenza A.R.M., per il trasporto su autoambulanza di persone in condizioni di degenza, la Croce Rossa Italiana - delegazione locale, per garantire le prime forme di assistenza alla popolazione, anche con l'installazione di presidi medici. 
Per evitare episodi di sciacallaggio nelle aree interessate, sarà organizzato un cordone di sicurezza, composto dalle Forze dell'Ordine e dalla P.M.. 
Particolare attenzione, verrà posta, nei confronti delle persone con difficoltà motorie.
L’assistenza alla popolazione deve essere garantita costantemente dalle Funzioni di Supporto 3 - "Volontariato" e 9 - “Assistenza alla popolazione” del C.O.C.. 
A fine emergenza, si deve consentire il rientro della popolazione evacuata, nelle proprie abitazioni, nel più breve tempo possibile.
I messaggi di evacuazione verranno diramati, come da precedente punto B.6 - Misure di salvaguardia della popolazione. 
I percorsi per l’afflusso dei soccorritori ed il deflusso della popolazione dalle zone da evacuare, sono quelli  riportati nella "Cartografia della viabilità strategica", di cui all'allegato "C - Cartografie"; è evidente che ogni evento, per la sua imprevedibilità può comportare l'adozione di percorsi diversi da quelli preventivati. 

In caso di evacuazione di bestiame, si predisporranno al momento, delle aree di ammassamento, nelle vicinanze della dimora abituale degli animali, adeguatamente presidiate dalle Forze dell’Ordine e P.M., eventualmente coadiuvate dal volontariato, oppure interverrà la ditta COBES, con i n. 2 autocarri da trasporto bestiame, anche qui numero massimo della disponibilità, per il trasporto in altri luoghi sicuri.

Il Sindaco, con apposite ordinanze, dispone la requisizione di tutti i mezzi e risorse ritenute indispensabili per il soccorso e la salvaguardia della popolazione evacuata. 

     RISCHI ATTESI - Adempimenti

Alluvione - nubifragio

Ricevuto il Bollettino di condizioni metereologiche avverse dalla Prefettura - U.T.G. di Bari, Fase di attenzione, inerente possibilità di abbondanti piogge o accertata l'emergenza in atto, il Sindaco attiva la  procedura della relativa Fase operativa: 
> almeno n. 2 unità del S.C.P.C. con il fuoristrada Land Rover monitorerà, secondo l’evolversi delle precipitazioni, tutte le direttrici stradali, contrada Lamalunga, i ponti ferroviari;
> se la situazione evolve al peggio, si allerteranno, inoltre, i Vigili del Fuoco, le ditte di autospurgo, di movimento terra e di autolinee, in previsione di un’eventuale evacuazione della popolazione, dalle aree a rischio;
> interviene il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 1 - Tecnica e di pianificazione, per sopralluoghi atti a verificare la funzionalità delle infrastrutture ritenute pericolose.

Neve - ghiaccio - gelate

Ad inizio della stagione invernale:
> l'U.C.P.C. verifica la disponibilità di adeguata scorta di sale, per disgelo stradale, nel deposito comunale su via Altamura, l'efficienza del fuoristrada Land Rover oltre alla disponibilità di catene, per le autovetture della P.M.;
> il referente C.O.C. della Funzione di Supporto 5 - Servizi Essenziali ed Attività Scolastica, verifica le scorte di combustibile, per riscaldamento per gli edifici pubblici, scuole, ospedali, case di cura;
> i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione, di comune intesa, programmano il calendario dei turni, per le associazioni di volontariato, da attivarsi per l'assistenza agli anziani ed i non autosufficienti.

Ricevuto il bollettino di condizioni metereologiche avverse dalla Prefettura - U.T.G. di Bari, Fase di attenzione, inerente possibilità di abbondanti nevicate e/o formazione di ghiaccio o accertata l'emergenza in atto, il Sindaco attiva la  procedura della relativa Fase operativa:
> almeno n. 2 unità del S.C.P.C., con il fuoristrada Land Rover, monitoreranno, secondo l’evolversi delle precipitazioni, tutte le direttrici stradali, per verificarne la percorribilità;
>
viene allertata la ditta affidataria del servizio comunale di igiene urbana e servizi complementari (TRA.DE.CO.), affinché il personale ed i mezzi spargisale siano pronti per l’operatività.

In caso di nevicate e\o formazione di ghiaccio, tali da rendere difficoltosa o bloccare la circolazione stradale:
> alle ore 6,00 circa, n. 1 unità del S.C.P.C. presidia il deposito comunale del sale, al fine di ottimizzare il prelievo, per i cittadini che ne fanno richiesta;
> i n. 2 mezzi spargisale della  ditta TRA.DE.CO. operano, sin dalle prime ore dell'alba, in ordine di priorità, sulle seguenti strade urbane (il sale viene sparso su tutta l'area d'incrocio delle strade intersecate):

cartografia

 
percorso verde via Altamura – corso Tripoli – via Gioia – rotonda Z.I. – bretella S.P. 229 da via Gioia sino alla rotonda di via Laterza – via Laterza – via Di Vittorio – via Annunziata – via Roma – via Matera – bretella S.P. 229 sino a via Laterza;
percorso blu via A. Moro – via B. Santoro – via U. La Malfa – via Allende - via Gioia – via Iacoviello – piazza Di Vagno – corso Italia – via Perugia – via Alessandriello - via B. Paradiso – via Potenza;
percorso celeste via Cassano - via Stazione – via Gargano - via Acquaviva – via Pitagora - via Ospedale – via Carità – via Derna - via Po’ – via San Domenico - via Ristaccio – via F. Netti;
percorso rosso via Japigia – via De Gasperi – via Ladislao - via Donizetti – via Mascagni – via Fosse Ardeatine - via Della Repubblica – via Della Libertà – via C. Gruppi - ecc.;

Gli operatori della ditta TRA.DE.CO.  effettuano la rimozione neve, in ordine di priorità presso: Ospedale – Ausilioteca - Casa di cura S. Calabrese, Ufficio Igiene Pubblica – Istituti scolastici (materne, elementari, medie, superiori) - Uffici comunali – Ufficio Postale – Chiese – Stazione Carabinieri - Mercato coperto comunale - Stazione ferroviaria.
Gli stradini comunali, con il loro automezzo, devono essere a disposizione dell'U.C.P.C., per interventi di trasporto e spargimento del sale, ove occorre.
Il Sindaco emette ordinanza di sospensione dell'attività scolastica, l'U.C.P.C. informa dell'ordinanza immediatamente, via telefono gli istituti scolastici e ne trasmette copia via fax, anche alla Provincia;  invia relativa comunicazione a Tele Radio Colle, per la diffusione alla popolazione.
L'autoambulanza ed il mezzo fuoristrada dell'Associazione Pubblica Assistenza A.R.M. è a disposizione, per l'eventuale trasporto dei dializzati, che necessitano di trattamento presso le strutture sanitarie.
Se l'emergenza si protrae per oltre le 24 ore, i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione, inviano i volontari presso le abitazioni degli anziani ed i non autosufficienti (preventivamente individuati), per le dovute forme di soccorso e assistenza. 
Si considereranno, comunque, le Linee guida - emergenza neve  ed  il "Piano operativo per la gestione coordinata delle emergenze che interessano il sistema viario autostradale e ordinario determinate da precipitazioni nevose", emesso annualmente dalla Prefettura - U.T.G. di Bari.
 
Rischio sismico

Il terremoto essendo un fenomeno che si verifica senza possibilità di preannuncio, fa sì che in caso di accadimento, presumibilmente con magnitudo superiore a 4, sarà attivata immediatamente la Fase di allarme, contestualmente alla Fase di emergenza e soccorso.

Si procede come da punto C.3  - Attivazioni in emergenza:
> si insedia, l’U.C.P.C.;
> si insedia il C.O.C.;
> si assicura la prima assistenza alla popolazione, ricorrendo anche al coordinamento provinciale del volontariato di P.C.; 
> si inviano volontari, uomini e mezzi, presso l'ospedale, la casa di cura per anziani, le scuole (in funzione dell'orario e del giorno del sisma) ed in tutte le aree di emergenza;
> si inviano gli Agenti di P.M., a presidio delle vie di deflusso e dei cancelli stradali di ingresso;
> si dispone l'allontanamento della popolazione dagli edifici a rischio, secondo le modalità previste dal Piano di evacuazione;
> si assumono tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità;
> il Sindaco tiene costantemente informata la popolazione, su quanto l'A.C. sta facendo e degli ulteriori provvedimenti che intende mettere in atto;
> si contatta immediatamente la locale ditta "Autolinee Caponio", per il trasferimento della popolazione più debole, dalle aree di attesa, alle aree di ricovero ed accoglienza, le ditte di movimento terra, per le prime opere di rimozione delle macerie, ditte di autocisterne, generi alimentari, coperte, ecc.;
> si provvede, per il tramite delle Funzioni di Supporto 1 - Tecnica e di pianificazione e 6 - Censimento danni a persone e cose, del C.O.C., all’attività di censimento e verifiche di agibilità degli edifici;
> dalle prime manifestazioni dell'evento, il Sindaco assicura un flusso continuo di informazioni, verso la Struttura Regionale di P.C. ed il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura - U.T.G. di Bari, chiedendo, fra l'altro, l'invio di unità cinofile, per la ricerca di persone, che possono trovarsi sotto le macerie.

Il Sindaco, con apposite ordinanze, dispone la requisizione di tutti i mezzi e risorse ritenute indispensabili per la salvaguardia della popolazione. 

  Incendio boschivo
 

Al fine di migliorare e razionalizzare l’attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, è fondamentale una buona conoscenza dei fattori predisponenti e delle cause determinanti l’incendio. 
E’ ormai convinzione comune, che la quasi totalità degli incendi abbia origine da fattori indiretti o diretti, dovuti all’attività dell’uomo.
Le cause che determinano un incendio, quelle cioè che innescano il fenomeno della combustione, in conformità del Regolamento (CE) n. 804194, vengono classificate secondo le seguenti categorie:

• di origine naturale;

• di origine involontaria;

• di origine volontaria;

• non classificata.

Si richiamano, al riguardo,  le seguenti leggi:

L.R. n. 15/1997 Norme in materia di bruciatura delle stoppie;
L. n. 353/2000 Legge quadro in materia di incendi boschivi;
L.R. n. 18/2000 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi, in materia di boschi e foreste, protezione civile e lotta agli incendi boschivi;
Indicazioni operative emanate annualmente dalla Prefettura - U.T.G. di Bari.

 
Prevenzione
Per poter promuovere le azioni di prevenzione e là dove necessario le azioni di repressione, è fondamentale conoscere le reali motivazioni, che sono alla base del fenomeno degli incendi.  
La conoscenza ed il monitoraggio del territorio, uniti ad una costruttiva comunicazione con la popolazione, fatta di annunci sulle emittenti radiotelevisive, manifesti pubblici, riunioni, convegni, ecc., sono il presupposto, per una concreta pianificazione antincendio.
Ogni anno, nella stagione primaverile, l'U.C.P.C. organizza vari incontri con la popolazione ed in modo particolare, con gli agricoltori ed allevatori, al fine di promuovere quelle azioni, utili a preservare il territorio comunale dagli incendi, oltre a rammentare la normativa vigente in materia.

All'approssimarsi del periodo di rischio incendi boschivi, il personale del S.C.P.C. monitora tutto il territorio comunale, per verificare che i proprietari di terreni ubicati in prossimità di percorsi stradali, ferroviari e di aree antropizzate e boschive, rispettino le disposizioni della normativa vigente in materia. 
In modo particolare, saranno invitati tutti i proprietari o detentori frontisti, di tutte le strade soggette a pubblico transito, siano essi Enti o persona fisica, al taglio di tutte le essenze vegetali (sia verdi che secche), che fuoriescono dalla loro proprietà, che siano prospicienti i muretti di confine e si riversano sulla carreggiata stradale, provvedendo altresì, allo smaltimento dei rifiuti derivati dalla potatura e diserbo e da qualsiasi essenza vegetale e materiale infiammabile. 
La ditta  TRA.DE.CO.,
affidataria del servizio comunale di igiene urbana e servizi complementari, provvederà a ripulire dalle erbacce e vegetazione varia tutte le strade periferiche comunali.

Le aziende rurali saranno invitate a realizzare precese ed aree spartifuoco, al fine di preservare i loro  immobili (stalle, capannoni, depositi foraggio, ecc.), dall'avvento di incendi.

Il personale del S.C.P.C., unitamente al volontariato, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato (C.F.S.) attiva, nel periodo di rischio, compatibilmente con la disponibilità di personale, postazioni fisse di vedetta su:

> S.P. 236 per Matera - per la visibilità del Bosco della Parata, Gravinella e De Nora;
> contrada Acquaviva - Chiancaro per la visibilità della Pineta Galietti;
> contrada Giampetruzzi per la visibilità del Bosco del Santissimo e Bosco di Mesola.

In aggiunta, saranno predisposti, come da missive annuali della Prefettura - U.T.G. di Bari, servizi di vigilanza e controllo del territorio, privilegiando le aree potenzialmente esposte al pericolo di incendi.

Con queste misure di prevenzione, saranno eliminati gran parte degli incendi.

Rimangono da debellare gli incendi di natura dolosa: questi si verificano, quando l'intervento delle istituzioni è più difficile e lento, ovvero nelle ore serali e notturne e quando ci sono le condizioni climatiche favorevoli (giornate calde con vento); una soluzione per limitare i danni è quella di organizzare ed attivare, in tali periodi, un congruo numero di squadre, formate da personale del S.C.P.C., Guardie Giurate, volontari di P.C. e non, associazioni di protezione ambientale presenti sul territorio, che monitorano costantemente le aree boscate. 


Modello d'intervento
Si premette, che il ruolo operativo nella lotta attiva agli incendi boschivi è demandato esclusivamente agli organi tecnici  rappresentati dal
C.F.S. e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; le organizzazioni di volontariato operano sotto il coordinamento del Direttore delle Operazioni di Spegnimento del C.F.S..

Alla notizia di un incendio boschivo, immediatamente, si allerta il C.F.S. e contemporaneamente, si invia sulla zona ove è stato segnalato l’incendio, personale della struttura di P.C., al fine di verificare la veridicità della segnalazione, l’estensione dell’incendio, i probabili sviluppi, la percorribilità delle vie di accesso e di fuga della zona delle operazioni, in modo da informare dettagliatamente, sull'evolversi dell'incendio il C.F.S. ed all'occorrenza i Vigili del Fuoco.

I volontari di P.C. e comunque tutto il personale operante devono sempre essere informati, sulle regole di comportamento, che devono usare, sulla zona dell’incendio; in modo particolare, sull’assoluto divieto di deterioramento o distruzione di quelle tracce, che potrebbero essere determinanti, per l’identificazione del responsabile dell’incendio all'Ispettorato Generale del C.F.S. al numero nazionale 06/4741360.

Pertanto, tutto il personale operante deve conoscere le seguenti regole di comportamento:
- ogni intervento deve espletarsi indossando tutti i Dispositivi di Protezione Individuale previsti dalla normativa;
- gli interventi devono eseguirsi attenendosi alle disposizioni del Direttore delle Operazioni di Spegnimento, evitando comportamenti che possano mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella altrui;
- alla notizia dell'incendio, annotarsi possibilmente, gli estremi della persona segnalatrice;
- durante l'avvicinamento al luogo dell'incendio, cercare di annotare, memorizzare veicoli o persone, che si allontanino, circolino o sostino nei pressi;
- durante le fasi di spegnimento, evitare il più possibile, di camminare o bagnare senza scopo, le aree già percorse dal fuoco, limitando l'intervento e il calpestio alle zone dove l'incendio è in atto;
- non introdursi con veicoli, all'interno delle zone bruciate o limitrofe, se ciò non sia assolutamente necessario, al fine di evitare di cancellare eventuali impronte di pneumatici o di scarpe;
- nessuna cosa esistente sul luogo, anche se ritenuta insignificante o non attinente con l'incendio, dovrà essere maneggiata, raccolta o spostata;
- di qualsiasi cosa rinvenuta, con particolare riferimento ad eventuali meccanismi di accensione facilmente riconoscibili, si dovrà avvisare il personale del C.F.S. astenendosi dal maneggiarla, raccoglierla o spostarla;
- astenersi rigorosamente, dal fare ingresso o bagnare le zone dell'incendio delimitate dal nastro a bande bianche e rosse, poichè tali aree saranno soggette a peculiari accertamenti del personale specializzato;
- informare di qualsiasi cosa o fatto sospetto il personale del C.F.S..

Nei periodi di forte rischio di incendi boschivi, oltre a quando questi sono in atto, si allerteranno le ditte munite di cisterne per trasporto di acqua, al fine dell'intervento in caso di fabbisogno, per i Vigili del Fuoco ed il C.F.S..
Particolare attenzione deve essere posta, al fine di un eventuale intervento di evacuazione, per le aziende agricole che possono essere interessate dal fuoco, compresi gli animali.


Il prelievo di acqua da usarsi per lo spegnimento di incendi può effettuarsi tramite:

n. 1 idrante sito su via Alessandriello, S.P. 160, appena terminata la recinzione del Palasport  CooperSport; trattasi di idrante sottosuolo - munito di lucchetto (la cui chiave è anche in dotazione al Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Altamura ed all’associazione di volontariato Pubblica Assistenza ARM di Santeramo in C.), collegato alla rete idrica h. 24 -  bocchetta UNI 70 (4 atm);
n.10  pozzi circa di acqua sorgiva in località Padula Rosa (foglio di mappa 108 – part. 8) ubicati su terreno di proprietà comunale, da cui può prelevarsi acqua tramite motopompe.
Al fine di realizzare precese, per fermare eventuali incendi boschivi in atto, ci si avvarrà, al momento, dell'agricoltore più vicino alla zona, in quanto la quasi totalità è provvista di trattori agricoli, con relativi aratri.

Ondate di calore

All'inizio della stagione estiva, i responsabili delle Funzioni di supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione, del C.O.C., di comune intesa, programmano il calendario dei turni, per le associazioni di volontariato, da attivarsi, per l'assistenza agli anziani ed i non autosufficienti, quando scatta l'allarme rischio calore.
Ricevuto dalla Prefettura - U.T.G. di Bari, il bollettino di condizioni climatiche, che favoriscono le ondate di calore o consultando il sito del Dipartimento della P.C. all'apposito link, alla segnalazione del livello 2 o 3 per Bari, immediatamente, saranno allertati i referenti  C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione ed informata e sensibilizzata la popolazione, con continui comunicati su Tele Radio Colle, circa i comportamenti da adottare, per alleviare i disagi, in modo particolare, per gli anziani ed i non autosufficienti. 
Per le segnalazioni di persone in difficoltà, saranno continuamente pubblicizzati i numeri telefonici a cui rivolgersi per i primi interventi:
118 Servizio Sanitario Nazionale
1500 Ministero della Salute
080.3036014 - 3036069 Comando di P.M.
080.3028327 Ufficio Comunale di Protezione Civile
080.3023467 Servizi Sociali Comunali
080.3024430 Associazione CooperVolontariatoSanteramo
080.3032913 Croce Rossa Italiana - delegazione Santeramo
080.3026222 - 3038031 Associazione di Volontariato Pubblica Assistenza A.R.M..

Se il rischio calore si protrae per oltre le 24 ore, i referenti C.O.C. delle Funzioni di Supporto 3 - Volontariato e 9 - Assistenza alla popolazione, inviano i volontari, presso le abitazioni degli anziani ed i non autosufficienti  (preventivamente individuati), per le dovute forme di soccorso e assistenza. 
Nei periodi di maggior rischio calore, le sedi di associazioni frequentate da persone anziane saranno rifornite, da parte dell'U.C.P.C., di acqua in bottiglia.


     RISCHI PROBABILI - Adempimenti

Siccità - interruzione erogazione idrica

In caso di previsione di siccità, ci si dovrà attenere scrupolosamente, alle indicazioni fornite dagli organi superiori, Ministero della Sanità, Dipartimento della P.C.,  Prefettura - U.T.G. di Bari, Regione, Provincia.

Saranno allertate le ditte locali, munite di cisterne per trasporto di acqua.
Molte aziende agricole sono già munite di cisterne proprie, per i loro fabbisogni.
In caso di emergenza acclarata, saranno predisposti presidi, in località Padula Rosa, ove sorgono pozzi sorgivi, per regolamentare il prelievo e l'uso dell'acqua.
Controlli giornalieri saranno effettuati negli esercizi commerciali, per monitorare i prezzi dell'acqua e bibite in genere.  
Apposite ordinanze saranno emanate, per limitare o vietare l'uso di acqua per lavaggio di mezzi, irrigazione giardini.
In caso di interruzione improvvisa dell'erogazione idrica nel centro urbano (guasti sulle condotte, contaminazione, ecc.), immediatamente, tramite annunci su Tele Radio Colle, sarà garantito alla cittadinanza, un livello adeguato di informazione su:
- cosa è successo e perchè;
- la prevedibile durata della criticità;
- azioni intraprese dall'A.C. e azioni che intende intraprendere;
- comportamenti di autoprotezione per la popolazione, possibili rischi;
- disposizioni varie.
Le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente e ad intervalli regolari. 
Sarà bene comunicare sempre, al fine di limitare il più possibile il panico nella popolazione, che non deve sentirsi abbandonata e ricavare invece, che si sta organizzando il necessario, per limitare il disagio, dovuto alla mancanza di acqua.
Si devono monitorare immediatamente l'ospedale, laboratori sanitari, case di cura ed abitazioni di anziani e persone non autosufficienti.
Sarà richiesto l'intervento immediato degli organi tecnici: A.S.L., AQP, Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, Agenzia Regionale Protezione Ambiente, Autorità di Bacino della Puglia.
Si devono contattare le ditte di distribuzione di acqua potabile e le ditte di grosse cisterne, da installare in punti nevralgici del paese, in rapporto alla popolazione ed in spazi adeguati. 
Il rifornimento dell'acqua, in emergenza, deve avvenire in modo tale, da evitare rischi di contaminazione, sia nella fase di prelievo, sia in quella di trasporto e distribuzione; pertanto è prioritaria la distribuzione tramite sacchetti, boccioni e bottiglie.
Tutte le cisterne impiegate dovranno essere omologate, esclusivamente per il trasporto di acqua destinata al consumo umano, con caratteristiche tali, da consentire agevoli operazioni di lavaggio e disinfezione; potranno impiegarsi contenitori per il trasporto di liquidi alimentari, se in possesso di autorizzazione igienico-sanitaria.
In zootecnia, per gli allevamenti di animali di grossa taglia, in prossimità di esaurimento dei pozzi di proprietà degli allevatori, la A.S.L. vaglierà la possibilità di abbattimento degli animali per macellazione.
Considerare anche, se la situazione lo richiede, l'emanazione di ordinanza di chiusura delle attività artigianali e delle industrie.
A fine emergenza e se necessario anche durante l'emergenza, la ditta affidataria del servizio di igiene urbana, effettuerà la disinfestazione e derattizzazione di tutto il territorio comunale.

Incidenti vari

- Incidenti ferroviari con convogli passeggeri - Esplosioni o crolli di strutture con coinvolgimento di persone - Incidenti stradali che coinvolgono un gran numero di persone;
- Incidenti aerei
- Incidenti con presenza di sostanze pericolose.
Si rimanda integralmente alla
Direttiva
della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della P.C. - Repertorio n. 1636 del 02.05.06.
All'accadimento di tali incidenti, immediatamente, deve essere preclusa al traffico ed alle persone la zona interessata; contestualmente, si devono avvertire i Vigili del Fuoco, comunicando loro tutte le notizie utili, per un intervento mirato al tipo di incidente (es. codice Kemler per incidenti nei trasporti) e l'Agenzia Regionale di Protezione dell'Ambiente.
In caso di materiale gassoso, in base alla direzione del vento, allertare subito la popolazione (punto B.6 - Misure di salvaguardia della popolazione) che può rimanerne coinvolta, con comunicati indicanti i comportamenti da adottare (non uscire di casa, non aprire porte e finestre, isolare l'abitazione, ecc.).

Rifiuti urbani

Questa è un'emergenza che è bene considerare, in quanto le cause che possono provocarla sono di attualità, su alcune aree del territorio nazionale.
La comunicazione alla popolazione, già esplicitata in precedenza, anche qui è di straordinaria importanza; rendere consapevole la popolazione della situazione igienica che potrebbe crearsi, i comportamenti di autotutela da adottare, renderebbero meno drammatica la situazione.
Innanzi tutto, può essere utile, individuare da subito, delle zone di stoccaggio provvisorie, dove conferire i rifiuti. 
Si possono individuare dei siti, non lontano dall'abitato, ove i cittadini andrebbero a conferire personalmente le buste dei rifiuti, adeguatamente chiuse, magari in doppio involucro, in modo che le strade del centro abitato restino libere dai cumuli, che altrimenti si formerebbero, creando disagio ed allarme sociale. 
Per questo, si deve reperire immediatamente, un congruo numero di apposite buste per rifiuti, da distribuire gratuitamente alla popolazione, tramite postazioni dislocate in vari punti dell'abitato, presidiate da personale del Comune e da volontari (all'uopo è censita n. 1 ditta locale che detiene igienizzanti generici e sacchetti per rifiuti).

Blocco circolazione stradale

In caso di interruzione improvvisa della circolazione stradale per qualsiasi causa, immediatamente, gli Agenti della P.M., all'occorrenza coadiuvati dai volontari e Guardie Giurate, si porteranno alle intersezioni prossime al luogo dell’interruzione, per segnalare adeguatamente il rischio e deviare il traffico su percorsi sicuri. 
L'interruzione sulle strade principali fuori del centro urbano, ove si prevedono tempi lunghi, per il ripristino della circolazione, attiverà l'allertamento dei Comandi di P.M., Carabinieri e Polizia Stradale dei comuni limitrofi
interessati, al fine del blocco e/o deviazione del traffico dalla direttrice medesima.
 


  
       INDICAZIONI FINALI

Al termine di ogni evento calamitoso, si deve fare un'attenta analisi su come è stata affrontata l'emergenza, elencando dettagliatamente i punti deboli (es. preparazione degli operatori, mancanza di mezzi ed attrezzature, ecc.) ed i punti di forza (es. collaborazione della popolazione, efficacia della comunicazione, ecc.).
Fondamentale importanza riveste l'aggiornamento del P.C.P.C., in ogni sua parte e componente, ovvero, dati, scenari di rischio, cartografie, modulistica, ecc., per cui il presente documento è da ritenersi un "work in progress"
, in quanto suscettibile di continui aggiornamenti ed integrazioni, dovuti all'evolversi della normativa, al periodo di fisiologica sperimentazione delle azioni previste, all'esperienza accumulata sul campo, ai contributi dei diversi soggetti coinvolti (Enti, associazioni, popolazione), alle eventuali esercitazioni che si andranno a realizzare.
Gli aggiornamenti e le integrazioni sono eseguite a cura dell'U.C.P.C.; il C.C.P.C. prende atto delle variazioni apportate e nel caso di modifiche sostanziali, le sottopone all’approvazione della Giunta o del Consiglio Comunale.

Per tutto quello che non è trattato nel presente documento, si rimanda al Piano Provinciale di P.C. della Provincia di Bari ed al Piano di Emergenza Rischio Idrogeologico ed Idraulico della Prefettura di Bari U.T.G..